Spumanti


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento maggio 2025

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Il dato di maggio segna un valore quasi stabile per le esportazioni di vino italiane, dopo due mesi piuttosto negativi (quasi -5%), il che consente di chiudere i primi 5 mesi dell’anno a -1% per 3208 milioni di euro, con un volume calato del 4% a 8.5 milioni di ettolitri.

I dettagli mostrano una “normalizzazione” a livello geografico, dopo i forti scossoni di marzo e aprile, occorsi in concomitanza con le discussioni sui dazi. Gli USA si stabilizzano (+3%), mantenendo un passo positivo da inizio anno (+6%), sono leggermente negativi Germania e Regno Unito, va sempre molto bene il Canada mentre si riprendono le spedizioni in Russia. Anche per le categorie a forte valore aggiunto il dato di maggio è perfettamente allineato allo scorso anno, con una migliore tenuta dei volumi per i vini spumanti rispetto ai vini fermi.

Passiamo a un breve commento dei dati.

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Vranken Pommery – dati di bilancio 2024

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Chiudiamo il giro dei risultati 2024 delle aziende dalla Champagne con Vranken Pommery, la quale, pur essendo il secondo produttore per volume dell’area è anche quello con i margini di profitto più limitati (utile operativo al 12% delle vendite rispetto al 19% di Lanson e al 27% di Laurent Perrier). SI tratta anche del produttore di Champagne con una qualche diversificazione: dei 304 milioni di vendite (-10% nel 2023), 263 sono relativi allo Champagne (-9%), 22 milioni sono relativi ai vini rosati della Camargue (-20%) e altre 18 si riferiscono al Porto e a altri vini (-13%).

Nonostante la performance commerciale non sia stata soddisfacente, ci sono un paio di puntualizzazioni da fare: primo, il calo della divisione Champagne sarebbe stato il 6% senza la selezione distributiva che il gruppo ha fatto per eliminare i mercati meno profittevoli. Secondo, il 2024 come vedrete dalle tabelle è un anno di calo in valore assoluto di vendite e utili (l’utile netto è arrivato al pareggio…), ma si vede il lavoro di taglio dei costi e il risultato della selezione di cui sopra. Infatti, il margine operativo lordo e l’utile operativo sono stabili al 16% e 12% rispettivamente. Il problema resta il debito enorme dell’azienda che se da un lato è pienamente coperto dal valore delle scorte di Champagne, dall’altro è pur sempre pari a 13 volte l’EBITDA….

Passiamo a un breve commento in dettaglio con grafici e tabelle allegate.

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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2024

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Come ben sapete Laurent Perrier è la più profittevole, capitalizzata e performante tra le aziende quotate che si occupano di Champagne, ovviamente ad esclusione della portaerei di LVMH (di cui peraltro si continua a parlare di un possibile disimpegno). Eppure, il 2024 non è stato un buon anno nemmeno per LP, che ha sofferto il terzo calo consecutivo dei volumi (-6%, in linea con le spedizioni della denominazione per il periodo corrispondente (aprile2024-marzo2025). Dal picco di spedizioni di 12.3 milioni di bottiglie del 2021 siamo dunque scesi a 9.6 milioni nel 2024 (marzo 2025). La differenza di quest’anno è che il calo dei volumi non si accompagna a un miglioramento del prezzo-mix, che per la prima volta peggiora, con il peso dell’alta gamma che passa dal 44.6% al 42% dei volumi. Ne consegue un esercizio che vede un calo delle vendite del 7% (tutto concentrato in Europa), margini in decisa contrazione e debito in salita, anche per effetto del capitale circolante e dell’inizio di un piano di riacquisto di azioni. Ovviamente stiamo parlando di cali e “peggioramenti” che si confrontano gli anni d’oro post Covid. Se li confrontiamo con il pre-Covid 2019, il discorso cambia in modo radicale. Nel 2019 Laurent Perrier aveva un utile netto di 41 milioni, contro i 76 di oggi, e un debito di 277 milioni, contro i 216 (pre-IFRS16) di oggi.

Le azioni di Laurent Perrier quotano circa il 18% sotto il prezzo di un anno fa nel momento in cui scrivo (5 luglio) e sono scese del 7% da inizio anno. Un risultato simile a Lanson BCC, di cui abbiamo recentemente analizzato i dati, e allineato a Vranken Pommery, di cui leggerete nei prossimi giorni.

Passiamo a commentare i dati con grafici e tabelle.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento aprile 2025

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Per chi è abituato a leggere questo post, sappiate che da settembre (dati del primo semestre) i grafici cambieranno radicalmente e sarà molto più complicato a mio avviso produrre in tempi rapidi un’analisi delle esportazioni. È già, dopo oltre 20 anni di onorato servizio la piattaforma Coeweb va in pensione e lascia spazio alla modernissima nuova interfaccia che può essere consultata via API e altri strumenti “innovativi”. Purtroppo per i peones dell’analisi (come me), per esempio il dato “YTD”, da inizio anno, sarà tutto da calcolare con complesse strutture di pivot table e via dicendo. Vedremo come ce la caviamo.

Passando ai dati di aprile, beh sono molto brutti, ma visto il contesto dei dazi/non-dazi non ci si poteva aspettare di meglio. Il mese di aprile ha chiuso con un calo del 6%, a ben vedere confrontandosi con un aprile 2024 eccellente (e supportato dall’assenza delle festività pasquali, che invece sono cadute in mezzo ad aprile 2025), che ha portato il saldo da inizio anno a -1%, ossia 2.5 miliardi. Dando un’occhiata in giro, i francesi erano a +2% (+1.7% a fine maggio, non si capisce il motivo che loro sono sempre un mese più avanti) e gli spagnoli sono a -4.5%. Quindi stiamo a metà strada, il che non è male considerando che l’anno scorso siamo andati un po’ meglio degli altri.

Tabelle (old style) e grafici (old style) nel resto del post oltre a un commento più dettagliato.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2024

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Nel 2024 lo Champagne ha vissuto il suo peggior anno da molto tempo a questa parte, se escludiamo il 2020 anno del Covid. Mai le spedizioni erano scese del 9% e il fatturato dell’8% rispetto all’anno precedente dopo la grande crisi del 2009. Ovviamente il lavoro fatto in questi anni ha dato i suoi frutti: se le 271 milioni di bottiglie spedite sono “pochissime”, il fatturato è comunque stato di 5.8 miliardi di euro, includendo Francia ed esportazioni, e quindi “si torna al 2021” ma restiamo comunque ben sopra i 5 miliardi mediamente fatturati nel periodo antecedente al Covid. Il calo più significativo è quello dei paesi europei, mentre la Francia, che aveva rappresentato un forte freno negli anni scorsi è invece calata un pochino meno della media e gli USA diventano sempre più importanti con un altro anno dal segno positivo.

Non ho trovato il rapporto (non l’hanno pubblicato?) ma sono riuscito a raccattare i numeri necessari qua e là (grazie Perplexity). Tabelle e grafici e un ulteriore commento sono nel post.

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