Mercato e consumi


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento febbraio 2024

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Dopo il calo del 2023, le esportazioni italiane di vino stanno registrando una buona ripresa nei primi due mesi dell’anno. Dopo il +13% di gennaio, su una base un po’ più difficile anche febbraio è stato positivo, +6% per un saldo del valore delle esportazioni a +10% nel bimestre, ossia 1.15 miliardi di euro. Oltre alla base di partenza, che peraltro diventerà ancora più facile nei mesi centrali del 2024, un paio di annotazioni vanno fatte. Primo, le esportazioni stanno crescendo soprattutto grazie al volume, cresciuto dell’8% a 3.2 milioni di ettolitri: come sappiamo l’annata 2023 è stata scarsa e questo a un certo punto diventerà un freno. Secondo, pur essendo il periodo breve e i dati ancora volatili, i dati del Regno Unito, +20%, sono eccezionalmente positivi e probabilmente non sostenibili, compensati parzialmente dal calo delle esportazioni di spumante nel mercato americano (-6%), che andrà valutato nel corso dei prossimi mesi. Fatte queste puntualizzazioni possiamo passare a un’analisi più dettagliata nel resto del post, dove trovate come al solito diverse tabelle.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2023

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Con I dati di UN Comtrade diamo uno sguardo alle importazioni italiane di vino nel 2023. Come sanno gli esperti l’Italia negli ultimi anni importa prodotto sfuso dalla Spagna e storicamente i suoi abitanti (noi) sono dei bevitori incalliti di Champagne, anche di quello buono a guardare le statistiche del consorzio francese. Tornando ai nostri numeri, le importazioni hanno vissuto un vero e proprio boom dal 2021, che è continuato anche nel 2023, con un’importazione di 574 milioni di euro, +12% sul 2022, a fronte di un calo dei volumi del 6% a 2.1 milioni di ettolitri.

Va detto che questi due numeri sono completamente disconnessi, perché la Francia come vedrete dalla torta interna, fa il 75% del valore importato mentre rappresenta soltanto il 13% del volume. La ragione principale di questo forte incremento visto negli ultimi anni è proprio lo Champagne, le cui importazioni sono più che raddoppiate nel 2023 rispetto al periodo pre-Covid (circa 350 milioni di euro contro circa 170 nel triennio 2017-19). Questo fattore da solo rappresenta circa il 75% dell’incremento delle nostre importazioni di vino. È pur vero che l’altro 25% non si riferisce al vino sfuso (su questo aspetto siamo sempre più indipendenti) ma a vino in bottiglia, principalmente proveniente ancora una volta dalla Francia.

Ultima annotazione: sembra che lo scambio di vino tra Italia e Francia stia crescendo vorticosamente negli ultimi anni, visto che anche lo spumante italiano sta esplodendo. Ultimissima considerazione: per la prima volta negli ultimi 20 anni credo, la bilancia commerciale del vino italiano peggiora, da 7354 milioni di euro del 2022 a 7198 milioni di euro nel 2023.

Bene, per ulteriori dettagli, tabelle e grafici, vi invito a proseguire nella lettura.

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Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primo trimestre 2023

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Complice l’anticipo della Pasqua che sfalsa il confronto con l’anno passato, le vendite di vino nella GDO italiana crescono del 5% nel primo trimestre a 706 milioni di euro con volumi stabili a 1.8 milioni di ettolitri. I dati che gentilmente Circana ha condiviso mostrano un incremento del 3% dei vini fermi e del 13% dei vini spumanti. Un paio di considerazioni: continua la tendenza positiva dei vini rosati (+7% nel trimestre) in una progressione che finalmente assomiglia a quanto avvenuto in Francia già da qualche anno. Continua anche il momento di debolezza dei vini rossi, a vantaggio di bianchi e rosati. Negli spumanti sono una volta tanto più forti i tassi di crescita dei metodo classico invece degli Charmat, mentre anche gli spumanti dolci sembrano aver avuto un buon trimestre, per quanto la Pasqua anticipata in Marzo ha sicuramente avuto un impatto importante: se confrontiamo il dato trimestrale con quello dei 12 mesi stimiamo che la Pasqua ha “spostato” la crescita totale di circa l’1.5% e quella dei vini spumanti del 6-7%, mentre non sembrerebbe aver avuto grandi impatti sui vini fermi. Ovviamente, volumi stabili e vendite in crescita significano prezzi che continuano a crescere: il mix forse ingannevole del primo trimestre dice +4/5%. Passiamo a un’analisi più dettagliata nel resto del post, con grafici e tabelle.

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Il consumo di vino e bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2023

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Due le principali conclusioni dell’aggiornamento sul consumo di vino 2023 in Italia pubblicato da ISTAT sulla sua piattaforma: primo, il consumo di vino cala in intensità ma continua a crescere in diffusione, ossia più persone bevono (55.1% della popolazione di oltre 11 anni), ma più sporadicamente (di questo 55%, solo il 29% beve tutti i giorni, il 71% solo sporadicamente). Nella statistica di quest’anno la penetrazione del consumo di vino tra le donne non cresce, ma il secondo grafico del post vi fa vedere molto bene che storicamente sono le donne (arrivate al 45%) a far crescere il dato generale, mentre nel caso degli uomini si resta fermi intorno al 65% del totale. Rispetto alla storia, ma questo lo vedremo meglio nel secondo post dedicato all’argomento sono i consumatori tra 20 e 60 anni a far crescere il dato del consumo e, sorpresa, sono le aree del sud e delle isole quelle con i dati in crescita nel 2023, pur mantenendo un divario piuttosto marcato con le regioni del centro-nord Italia. Bene, passiamo a commentare qualche dato insieme, con tabelle e ulteriori grafici e i dati già aggiornati nella sezione Solonumeri a cui potete accedere dal menu qui sopra.

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Belgio – importazioni di vino – aggiornamento 2023

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Le importazioni di vino del Belgio calano del 5% tornando leggermente sotto il miliardo di euro (974 milioni per la precisione), a fronte di un calo corrispondente dei volumi a circa 2.5 milioni di ettolitri. Se allarghiamo lo sguardo abbiamo una visione migliore: le importazioni sono stabili a valore e calano del 5% all’anno in media a volume, a dimostrazione di una tendenza a bere meno e meglio che troviamo in molti mercati. Grazie all’andamento positivo dei nostri spumanti (in un mercato dove gli spumanti sono importantissimi) l’Italia sta guadagnando quote di mercato nel paese a spese dei prodotti spagnoli che comunque restano davanti ai nostri in valore (fatto abbastanza inusuale). La Francia continua a dominare, per vicinanza geografica e culturale, rappresentando il 55% delle importazioni totali e oltre il 60% di quelle di spumanti. Nel resto del post trovate tabelle e ulteriori commenti.

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