Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
La fotografia dei consumi mondiali di vino 2025 dell’OIV è impietosa: il calo si avvicina al 3%, ossia circa 6 milioni di ettolitri in meno e, ancora peggio, i cinque principali paesi consumatori, che rappresentano circa la metà del consumo mondiale, calano di quasi il 5%.
L’aggiornamento OIV di maggio 2026 conferma una produzione mondiale di vino 2025 su livelli storicamente bassi a 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024 e poco sotto la stima precedente di 232). L’Italia mantiene la leadership con 44 milioni di ettolitri, stabile sul 2024.
OIV ha rilasciato la prima stima di produzione mondiale di vino per il 2025, con una previsione di 228-235 milioni di ettolitri, che nel punto mediano la piazzano circa il 3% sopra il 2024, che però era stato il minimo storico. Ora, forse c’è da essere rincuorati nel leggere questi dati perché è meglio produrre meno, visto l’andamento calante dei consumi. Infatti, con consumi ora stimati intorno a 215 milioni di ettolitri e 25-30m/hl impiegati per altri usi, una produzione di 230 milioni di ettolitri è forse leggermente corta, ma un toccasana per ridurre le scorte e tenere i prezzi.
Come però abbiamo già notato qualche giorno fa commentando le superfici vitate, questa tendenza produttiva calante riguarda molti paesi del mondo, ma non l’Italia, che difatti nel 2025 raggiunge il peso più elevato sul totale (20,4%) da trent’anni a questa parte. Va però specificato che in quegli anni dello scorso millennio il “Nuovo Mondo” era appena nato (Cile, Nuova Zelanda e Australia). La vendemmia italiana con 47 milioni di ettolitri è in linea con i 10 anni precedenti e in ripresa del 7%, e tra i grandi paesi produttori soltanto il Sudafrica si attesta sui livelli storici medi (poi ci sono anche i russi, ma su questi dati non metterei la mano sul fuoco).
Bene, nel post ulteriori commenti, tabelle e grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
Il potente database PowerBI di OIV è stato aggiornato con le superfici vitate mondiali relative al 2024 e possiamo quindi analizzare l’evoluzione del post-Covid rispetto al precedente aggiornamento, fermo al 2021. Prima di cominciare una dovuta annotazione: sono dati relativi a tutti gli utilizzi dell’uva, quindi sono superfici che comprendono anche l’uva da tavola, quella per fare l’uva passa e i succhi non alcolici, e non sono la “nostra” uva.
Ora, da questi dati emerge principalmente un fatto: in un contesto di accelerazione del calo della superficie vitata mondiale (per intenderci, tra il 2011 e il 2019 si sono persi mediamente 13mila ettari all’anno nel mondo, tra il 2020 e il 2024 sono diventati 61mila), l’Italia è l’unico tra i grandi “paesi vitati” a non estirpare: nel 2024 nel mondo ci sono 7,07 milioni di ettari di vigneto, il 4,2% in meno della media 2016-2020. In Italia siamo a 722mila ettari, +1,1%. Gli altri? Spagna -4%, Francia -3%, addirittura -3,6% la Cina e -5% gli USA.
Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha certamente il fattore Prosecco, con le due denominazioni Prosecco e Conegliano Valdobbiadene che sono passate da 37mila a 52mila ettari tra il 2016 e il 2023. Però, togliendo questi ettari dal conto dell’Italia, rimuoviamo 1 punto percentuale, il che significa da +1% a 0%. Insomma, la sensazione che il nostro paese sia come l’orchestrina del Titanic mi sta balendando in testa…
OIV ha ridisegnato al ribasso la nuova stima della produzione mondiale di vino 2024. A ottobre aveva detto 231milioni di ettolitri, il nuovo dato indica 226m/hl. Si tratta di una revisione del 2% circa al ribasso, guidata principalmente dalla produzione USA di vino, ora vista a 21m/hl contro i precedenti 23.6m/hl, il che significa una produzione del 10-11% sotto la media storica per il paese, e dall Spagna, ora inserita nel database con 31m/hl contro i 33.6m/hl precedenti. Per converso la produzione italiana è stata rivista al rialzo da 41 a 44 milioni di ettolitri (ISTAT dice 48 ma sappiamo che OIV prende il dato del MIPAAF basato sulle dichiarazioni di produzione).
La produzione mondiale di 226m/hl pone il 2024 come l’annata più scarsa della storia, -5% sul 2023. Ciò si accompagna alla costante riduzione della superficie vitata, che scende al ritmo di 40-50mila ettari all’anno (nel 2024 OIV calcola 7.1 milioni di ettari, -0.6%). Ovviamente il tutto si richiama al calo del consumo. Come abbiamo visto qualche giorno fa è sceso nel 2024 del 3% circa a 214m/hl, seguendo una linea immaginaria dal 2017 a questa parte di 4 milioni di ettolitri di riduzione ogni anno. Tornando alla produzione, l’Italia torna a essere il maggiore produttore mondiale, seguito dalla Francia e dalla Spagna.
Continuiamo il commento con tutti i dati e ulteriori grafici nel resto del post.
Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
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