Dati finanziari


Lanson BCC – dati di bilancio 2023

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Apriamo all’analisi dei bilanci delle aziende della Champagne 2023 con Lanson. È stato un anno “a due facce”, con un primo semestre segnato dalla spinta dei volumi e un secondo semestre in chiaro arretramento. Ne risulta comunque un anno buono per la gestione operativa di Lanson, in crescita del 5% circa nonostante un calo del fatturato del 6% a 272 milioni di euro. La strategia di innalzamento qualitativo tramite maggiore invecchiamento dei prodotti si fa sentire su diversi indicatori di bilancio. Il magazzino cresce del 9%, ma si porta dietro anche un maggiore debito per finanziarlo, passato a circa 502 milioni di euro, +7%. Questo incremento (che continuerà), insieme ai tassi di interesse in crescita hanno avuto un impatto piuttosto importante sugli oneri finanziari e quindi a fine anno l’utile netto è in realtà sceso. Le attese sul futuro non sono rosee a quanto pare, in quanto gli amministratori precisano che “i risultati dell’esercizio 2023 non riflettono ancora completamente gli effetti dell’inflazione del prezzo dell’uva sul costo delle vendite, né del finanziamento della maturazione dei vini in cantina.” Passiamo all’analisi di principali dati di bilancio nel resto del post, corredato di tabelle e grafici.

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Constellation Brands – risultati 2023 e previsioni 2024

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Il business del vino di Constellation Brands chiude il 2023 in scia ai trimestri precedenti, con un calo sia delle spedizioni (-12%) che delle vendite finali dei suoi prodotti (-6%). Nonostante le manovre per migliorare il portafoglio (riducendolo) l’anno è andato male, con un calo delle vendite di vino e spiriti del 10% e un calo del 12% dell’utile operativo a 400 milioni di dollari, ormai una frazione dei 3170 che l’azienda ha realizzato nel 2023, soprattutto grazie alla birra. E le previsioni per il 2024 non sono rosee: le vendite di vino sono attese stabili, con un ulteriore calo dei volumi (“mid-single digits”, ovvero intorno al 4-7%) da compensare con il prezzo, mentre per gli utili poche speranze: la divisione subirà secondo il budget un ulteriore calo del 9-11% nel 2024, ossia probabilmente da 400 a circa 360 milioni di dollari. Nonostante questo, Constellation Brands grazie alla birra prevede di crescere del 6-7% in fatturato e dell’8-10% a livello di utile operativo, grazie alla birra. Le azioni non hanno reagito bene all’annuncio anche se vengono da un periodo molto positivo e quindi si potrebbe ben dire si tratti di prese di profitto dopo l’annuncio del nuovo obiettivo di utile per azione, di nuovo in crescita del 10% circa sull’anno passato. L’analisi prosegue con tabelle e grafici.

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Concha y Toro – risultati 2023

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I dati 2023 di Concha y Toro sono pessimi, a ruota di quanto commentiamo sulle esportazioni cilene di vino. Le vendite sono calate del 4%, ma gli utili si sono dimezzati e il debito è cresciuto, risultato di una strategia che comunque non rinuncia a “sviluppare” l’attività. La presentazione dei risultati è molto interessante al di là dei numeri, in quanto contiene degli spunti interessanti sull’evoluzione e sui rischi che deve fronteggiare (preferenza per prodotti a basso alcol e basse calorie, innalzamento delle temperature che favoriscono le varietà bianche – Concha y Toro ha 12mila ettari e più varietà rosse -, competizione di altre bevande alcoliche come “ready-to-drink” e mix e via dicendo). La strategia è purtroppo una sola: tagliare i costi e spostarsi sui prodotti premium. L’azienda prevede di tornare a crescere nel 2024 oltre il +10%, avere un mix di vendite per il 60% nella divisione che loro chiamano “principal+invest”, dove ci sono i prodotti più pregiati, e raggiungere un utile operativo di 140 miliardi di peso nel 2025, pari al 15-16% delle vendite. A me sembra che in questi obiettivi ci sia già qualcosa che non va perché vendite +10% nel 2024 significa 920 miliardi di peso, mentre 140 miliardi di utile operativo se sono il 15-16% delle vendite significa 875-925 miliardi di peso, il che significa che nel 2025 prevedono di non crescere il fatturato. Ad ogni modo, così si legge sulla tavola della presentazione. Fatta questa premessa passiamo al commento dei dati.

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Italian Wine Brands – risultati 2023

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Italian Wine Brands ha positivamente impressionato il mercato (azioni +11% dopo l’annuncio) con dei risultati 2023 di grande sostanza. Le vendite non sono cresciute (a parità di perimetro, 429 miliioni, +10% includendo le acquisizioni) ma i risparmi di costo derivanti dall’integrazione delle aziende acquisite e le riduzioni del costo dei prodotti secchi hanno consentito un incremento dell’EBITDA rettificato del 19% e dell’utile netto del 24%. Al di là delle rettifiche la bontà di questi risultati è anche evidenziata dal calo del debito da 129 a 101 milioni di euro, destinato tra l’altro a continuare al medesimo ritmo anche nel 2024. Di più, nel 2024 IWB prevede di realizzare ulteriori risparmi di costo, per un totale di 3.5-4 milioni di euro, il che rappresenterebbe una ulteriore crescita del 5-10% dell’EBITDA. I dati, se visti nell’ottica del secondo semestre mostrano un andamento più negativo nelle vendite (calcoliamo -8%, ma abbiamo qualche dubbio sulla comparabilità dei dati 2022) ma sicuramente un miglioramento quasi immutato dei margini. Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

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Masi – risultati 2023

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Il 2023 è stato un anno particolarmente difficile per Masi dal punto di vista economico: i dati, anche a causa di un confronto particolarmente difficile con l’ottimo 2022 sono in calo significativo, tanto da arrivare a un utile netto di meno di un milione di euro, mai sperimentato se non nell’anno del Covid. Non è tutto negativo però: la famiglia Boscaini ha fatto la pace con la famiglia Rosso e ha riacquistato le sue quote (ora la famiglia e ENPAIA detengono il 91% del capitale… perché restare quotati in borsa?), sono ripresi i lavori della nuova cantina di Monteleone ed è stata messa a segno l’acquisizione di una cantina in Oltrepo’ Pavese (Casa Re). Non ultimo, Masi ha introdotto una nuova bottiglia più leggera (tema che mi sta particolarmente a cuore). Tornando ai dati 2023, le difficoltà sui mercati esteri, la scarsa vendemmia 2023, la perdita di significativi contributi OGM e l’inflazione sui costi operativi (nonostante aumenti di prezzo applicati superiori al 10% in alcuni casi) hanno tutti contribuito a un calo delle vendite del dell’11% a 66.4 milioni (lo stesso livello del 2021 e del pre-Covid), un crollo dell’utile operativo passato da 9 a 3 milioni di euro (-66%) e un utile netto di 0.7 milioni di euro (4.5 nel 2022), come dicevamo mai visto così basso. Non ultimo nel 2023 l’indebitamento raddoppia da 8 a 16 milioni di euro. Dividendo 2023 dimezzato. Apertura del 2024 sulla stessa china della fine del 2023 (quindi male). Ulteriori commenti, grafici e tabelle nel resto del post per chi è interessato.

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