Trentino Alto Adige


Produzione di vino Italia 2025 – dati ISTAT

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Secondo la rilevazione ISTAT (già disponibile nella sezione Solonumeri da qualche settimana), la vendemmia 2025 ha totalizzato un produzione di vino di 47.8 milioni di ettolitri, un valore sostanzialmente stabile (‑1%) rispetto ai 48.0 milioni del 2024 e inferiore di circa il 2% alla media dell’ultimo quinquennio (48.6 milioni). Purtroppo, non riusciamo a fare un unico post sulla rilevazione AGEA, i cui dati sono solitamente dettagliati verso fine giugno. Di AGEA abbiamo solo pochi macro-dati che indicano la produzione totale dichiarata a 44.4 milioni di ettolitri, rispetto a 44 del 2024, dunque circa 4 milioni di ettolitri meno di ISTAT (come succede di solito).

Le principali tendenze sono la continua crescita del vino bianco sul rosso, e la quota delle denominazioni (DOP, a discapito dei vini comuni) che toccano entrambi un nuovo massimo in termini relativi al 60% e 47% del totale rispettivamente.

Passiamo ai dettagli con tutti i grafici, tabelle e commenti, ricordandovi che i dati in formato testo sono disponibili nella sezione Solonumeri.

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ll consumo di vino in Italia (frequenza e penetrazione) – dati 2025 per regione e classi di età

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Nel post precedente abbiamo notato che il dato “critico” della rilevazione 2025 di ISTAT sulla penetrazione e la frequenza del consumo di vino in Italia era la riduzione del consumo sporadico, che negli scorsi anni era sempre cresciuto (salvo la parentesi Covid). Oggi andiamo più a fondo per analizzare da dove proviene questo calo, per fasce d’età e per aree geografiche, e per capire come si sviluppa nel tempo il consumo di vino delle persone man mano che la loro età cresce. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2025

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Le esportazioni italiane di vino calano del 4% a 7.779 milioni nel 2025, con il vino imbottigliato a -5% (5.035 milioni) in modo omogeneo tra DOP, IGP e vini da tavola, e un secondo semestre particolarmente pesante (-9%). Nei rossi DOP spicca il calo della Toscana (-10%), mentre il Piemonte si stabilizza e i bianchi DOP reggono meglio (-1%). Sul fronte regionale il Veneto (-1%, 38% del totale) conferma la maggiore resilienza grazie al Prosecco, mentre soffrono Trentino Alto Adige (-8%) ed Emilia Romagna (-7%) e crescono Friuli VG (+8%), Puglia (+6%) e Campania (+12%).

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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2024

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L’analisi del valore dei vigneti per regione e provincia sui dati annuali pubblicati da CREA è uno degli argomenti più cercati sul blog. I dati che analizziamo oggi si riferiscono al 2024, e sono espressi prezzi per ettaro (per comodità in migliaia di euro), suddivisi per regione, per provincia. Per chi ha consultato i dati relativi al passato, un piccolo avvertimento: CREA ha nel 2024 ribasato tutte le serie, per cui i valori dal 2000 al 2023 che trovate nel post non sono uguali a quelli pubblicati lo scorso anno. A titolo di esempio, il valore medio dei vigneti in Italia nel 2023 era 58mila euro, secondo l’aggiornamento 2024 il valore è stato portato a 67mila euro, quindi con un incremento del 15%. Il 2021, di nuovo, era 55mila euro, ora è diventato 63mila, +17%.

Passando ai dati, nel 2024, il valore medio per ettaro di vigneto in Italia è cresciuto dell’1.1% a 66800 euro, in linea con il tasso di inflazione. Se confrontato con il 2019, la crescita annua è stata dell’1.2% annuo, rispetto al 2014 dell’1.6%. Siamo dunque a dati in crescita ma in rallentamento, come è lecito attendersi visto l’andamento negativo della domanda del prodotto finale.

Se nel 2024 il valore reale è stato immutato, come vedete dal grafico sopra non è stato lo stesso nei 2-3 anni precedenti, quando la “botta inflazionistica” (14% in due anni) non è stata assorbita. Il grafico vi mostra chiaramente un valore reale in crescita tra il 2013 e il 2017, perduto tra il 2021 e il 2023. Ad ogni modo, se guardiamo al lunghissimo termine il valore reale dei vigneti italiani è cresciuto del 16% cumulato dal 2000 a questa parte.

Tornando ai dati 2024, la regione che ha visto l’incremento maggiore è stata di nuovo la Lombardia (+6% a 87mila euro medi), seguita dalla Campania (+4.3% a 25mila), mentre l’unica regione in cui il valore è calato (-1.8%) è il Molise (23mila euro). Il Trentino Alto Adige resta di gran lunga la regione con il valore medio più elevato (347mila euro), la Sardegna quella con il valore più basso (13mila).

Per quanto riguarda le province… beh, nel resto del post trovate tutto, comprese le tabelle anche disponibili nella sezione Solonumeri.

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Cavit – risultati 2024/25

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Nel 2024/25 Cavit ha completato la cessione del compendio industriale ex Casa Girelli (che ha portato un introito di 9 milioni di euro), chiudendo un processo di razionalizzazione delle attività a margini più bassi. Il fatturato consolidato si attesta a 243 milioni, in calo del 4% sull’esercizio precedente. Se escludiamo le controllate e ci basiamo soltanto sui dati della cooperativa, il management dichiara un incremento del 2.4% a perimetro costante.

Ad ogni modo, se il calo del fatturato non ha avuto impatto sul valore aggiunto e sul totale degli acquisti effettuati nei confronti dei soci (105 milioni di euro), gli utili sono leggermente calati rispetto al 2023/24, anche se, come sapete, per una cooperativa si tratta di un dato “residuale”. Più importante è sottolineare il deciso miglioramento della struttura finanziaria, con la cassa netta salita da 22 a 45 milioni di euro grazie alla riduzione del capitale circolante e alla suddetta dismissione di attività.

Cavit si presenta dunque in ottima forma per affrontare le sfide del 2025-26 (cominciato a giugno 2025, quindi poco prima del calo delle esportazioni di vino…), dopo un paio di anni in cui le vendite all’estero sono già calate, con una focalizzazione sui vini premium e sul segmento degli spumanti.

Passiamo a un’analisi dettagliata dei risultati.

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