Dati finanziari


Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2025

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I risultati del terzo (e più importante dell’anno) trimestre di Constellation Brands sono stati accolti in modo moderatamente positivo dagli investitori, non essendo emersi ulteriori problemi. Nella divisione vino, le attese sull’anno restano buie (calo organico delle vendite nette del 17–20% e sostanziale azzeramento dell’utile operativo), anche se il trimestre ha visto spedizioni “organiche” in rialzo del 10% con vendite al dettaglio sottostanti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno (grafico qui sopra).

A livello consolidato, la strategia resta focalizzata sul settore della birra, dove si concentrano i maggiori investimenti. Nel terzo trimestre la birra ha generato 2 dei 2.2 miliardi di dollari di fatturato e 658 milioni di utile operativo dei 695 totali. Negli ultimi 12 mesi, l’azienda ha distribuito agli azionisti 2 miliardi di dollari tra dividendi e riacquisti di azioni e ha tagliato il debito di circa 1 miliardo, anche grazie ai quasi 900 milioni di dollari derivanti dalle dismissioni nel segmento del vino.

Passiamo a un’analisi dettagliata dei dati, con tabelle e ulteriori grafici.

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Chapoutier: analisi bilancio 2024

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Analizziamo per la prima volta i bilanci di La Maison M. Chapoutier, che si posiziona come produttore di vino fortemente centrato sul concetto di espressione del terroir: nasce nel Rodano ma dichiara una presenza anche in “alcune delle più belle regioni di Francia e del mondo”, con un’impostazione orientata alla valorizzazione delle singole aree e dei vigneti.

Sul piano strategico, il sito evidenzia:

  • una filosofia agronomica in cui la biodinamica è parte integrante del DNA aziendale “dal 1991”;
  • una crescita per acquisizione e sviluppo di tenute (dove possibile “affiancando i precedenti creatori” e mantenendo la biodinamica come filo conduttore);
  • iniziative di presidio commerciale/brand attraverso cantine/luoghi di esperienza in città francesi a vocazione gastronomica, oltre a una selezione di etichette anche da altri territori (es. Borgogna);
  • partnership internazionali: in particolare, viene descritta l’alleanza con la famiglia Terlato (distributore statunitense) avviata nel 2000 e collegata allo sviluppo di un progetto in Australia (Pyrenees, a nord-est di Melbourne).

Questa impostazione – terroir, biodinamica, presidio di brand e partnership – in genere implica capitale circolante rilevante (scorte/vini in invecchiamento) e necessità di struttura finanziaria adeguata per sostenere tempi lunghi di trasformazione e commercializzazione.

Andamento delle vendite (2024 vs 2023)

Nel 2024 il fatturato netto (Chiffre d’affaires net) risulta pari a €63,4 mln, in lieve flessione rispetto a €64,2 mln del 2023 (circa -1,3%). Il fatturato complessivo è invece stabile a circa €68,3 mln. A fronte di ricavi lievemente in calo, si nota una crescita della “production stockée” (produzione capitalizzata in scorte) a €2,5 mln (da €1,2 mln): dinamica coerente con l’incremento del magazzino e con una parte della produzione non ancora “trasformata” in vendite nell’esercizio (tema importante per cassa e fabbisogno di circolante).

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Schloss-Wachenheim – risultati 2024/25

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Una ragione in più per occuparsi con attenzione di Schloss Wachenheim (azienda vinicola tedesca quotata in Germania con un valore di borsa di circa 120 milioni) è la sua esposizione alla categoria dei vini de-alcolati, che quest’anno (2024/25) viene per la prima volta specificata nel bilancio e rappresenta circa 50 milioni di euro dei 447 totali. Ora, quante aziende italiane del settore possono vantare 50 milioni di fatturato nel segmento dei vini de-alcolati? Penso nessuna. Con questa categoria di prodotti, SW opera soprattutto in Germania, Regno Unito ed Est Europa, e il suo marchio principale è Light Live. Nell’ambito dei prodotti dealcolati, la crescita del fatturato nel 2024/25 è stata dell’18%, sostanzialmente compensando il lieve calo di tutto il resto, per fare chiudere l’anno con un +1%.

Purtroppo, la promessa dell’azienda di crescere del 5-7% in fatturato nell’esercizio (obiettivo rivisto al 4% prima dell’ultimo trimestre, ancora una volta deludente) non è stata rispettata, come anche quella di un utile operativo di 31-33 milioni, visto che il dato finale è stato di 27 milioni di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nonostante questo, l’andamento borsistico dell’ultimo anno è stato sostanzialmente stabile.

Possiamo quindi dire, prima di addentrarci nell’analisi, che il 2024/25 di SW è stato piuttosto negativo, nonostante la diversificazione verso i prodotti dealcolati stia prendendo piede.

Grafici, tabelle, ulteriori commenti e obiettivi per il 2025/26 nel resto del post.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2025

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Laurent Perrier è la terza maison della Champagne di cui analizziamo i dati semestrali 2025, con esercizio chiuso a settembre, quindi spostato di tre mesi. L’andamento resta nel complesso debole (vendite in leggera crescita dopo la forte contrazione del 2024, margini in calo) e in linea con quanto mostrato dagli altri due player, Vranken Pommery e Lanson BCC. Forse LP ha fatto un po’ meglio degli altri, anche in virtù della maggiore esposizione all’estero e quindi a un impatto più negativo dei cambi. L’aspetto forse più positivo di questi numeri è nella parte finanziaria, dove con un debito stabile sui 12 mesi, l’azienda è riuscita a assorbire un incremento del capitale circolante di 30 milioni pur pagando dividendi per 13… se confrontata con un valore di borsa di 550 milioni di euro, la generazione di cassa annua “sottostante” di 43 milioni non è stata niente male. La performance borsistica nel momento in cui scrivo il commento (6 dicembre) è stata negativa dell’8% da inizio anno, rispetto al -6% di Lanson BCC e al -12% di Vranken Pommery.

Passiamo a un commento dettagliato dei numeri con grafici e tabelle.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2025

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I dati del primo semestre 2025 di Lanson BCC non sono buoni. Se le vendite si sono riprese (+5%), i margini sono calati e il semestre si chiude con meno di 2 milioni di euro di utile netto, metà del semestre 2024 e lontanissimo dai 12 milioni del 2023, aiutato da componenti non ricorrenti. La notizia però non è tanto nei risultati ma nel fatto che l’azienda ha deciso di acquistare Heidsieck & C Monopole da Vranken Pommery per 50 milioni di euro. La struttura finanziaria di Lanson è gradualmente migliorata negli ultimi anni, con un rapporto debito su magazzino sceso da 1 volta a 0.9, il che lascia spazio per 50-60 milioni di euro, proprio il prezzo di acquisto dell’attività, che sarà consolidata nei conti a partire dal 1 gennaio 2026. L’azienda non ha fatto commenti particolari, né sull’impatto dell’acquisizione (annunciata comunque dopo la pubblicazione della relazione semestrale) né sulle prospettive dell’anno (come al solito…).

Passiamo a una breve discussione dei dati semestrali, con ulteriori grafici e tabella riassuntiva.

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