Francia


Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2025

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Dopo tre esercizi consecutivi di contrazione, Laurent Perrier torna a crescere in volume nell’esercizio chiuso a marzo 2026: +3.8% a circa 10 milioni di bottiglie, contro un mercato dello Champagne che nello stesso periodo ha perso l’1.6% e Maison che hanno perso l’1.2%. Va però considerato che la quota di bottiglie di alta gamma (che premiano i margini) sono calate dal 42% al 41% delle vendite. Le vendite salgono del 4.2% a 295 milioni di euro (nonostante un ulteriore calo nel mercato domestico), l’utile operativo è sostanzialmente stabile a 76 milioni (26% delle vendite, mezzo punto in meno dell’anno prima) e l’utile netto risale a 49.5 milioni. Il cambio di passo più netto è però nella parte finanziaria: il capitale circolante assorbe 20 milioni contro i 57 dell’anno prima, il debito scende a 204 milioni e il rapporto debito/patrimonio netto torna a 0.31. Il mercato azionario non sta premiando l’azienda: il titolo quota 81 euro, -9% da inizio anno e -15% sui 12 mesi, per una capitalizzazione di 476 milioni.Il gruppo dichiara una quota mondiale a volume del 3.8% (5.2% considerando i soli négociants) nello Champagne.

Passiamo a commentare i dati con grafici e tabelle.

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LVMH – risultati primo semestre 2026

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Oggi parliamo dei conti semestrali di LVMH, comunicati la scorsa settimana. Il gruppo in totale ha chiuso con un fatturato di 38.6 miliardi di euro, -3% (ma +2% su base organica) a causa del cambio contro dollaro e yen e di una dismissione in Cina e utili in calo del 4% circa. Nell’ambito della divisione vino e spiriti, lo Champagne e il vino vanno decisamente meglio del Cognac, con una crescita organica del 7% e un significativo recupero di margini.

Il management attribuisce il recupero dello champagne al miglioramento della domanda in Europa e in Giappone e alla sovraperformance delle cuvée di prestigio, mentre sul cognac i volumi di Hennessy tornano positivi grazie alla Cina, a fronte di una domanda statunitense ancora debole. Il gruppo si attende, per l’intero esercizio, una crescita a cambi costanti inferiore a quella del semestre e un margine operativo riallineato ai livelli del 2025, per effetto della fasatura dei costi e del ritardo con cui il cambio si scarica sui conti di questa divisione, dove il prodotto sosta a lungo a magazzino.

Passiamo a un commento più dettagliato nel resto del post.

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2025

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Il valore del mercato mondiale del vino ai prezzi di esportazione: aggiornamento 2025

Torniamo come ogni anno sul nostro indicatore del valore del mercato mondiale del vino, costruito moltiplicando la produzione fisica di ciascun paese per il rispettivo prezzo medio all’esportazione. Si tratta di una grandezza teorica, siccome non tutta la produzione viene esportata, e i prezzi interni possono divergere da quelli delle esportazioni, ma utile per misurare nel tempo il “peso economico” relativo dei diversi paesi produttori, depurato dalle oscillazioni di breve periodo grazie alla media triennale che usiamo per le quote.

Il quadro 2025 conferma il messaggio di fondo degli ultimi anni: il mercato si è ridimensionato dai picchi e l’Italia continua a guadagnare terreno relativo, più per il calo degli altri paesi. Il valore complessivo stimato con questa metodologia è di 88 miliardi di euro nel 2025, in leggerissimo calo rispetto al 2024 ma nettamente sotto i 94 miliardi toccati nel 2023. La Francia perde quota, ma rimane comunque al 37% del valore totale; l’Italia sale al 18% e gli USA scendono all’11%.

La dinamica è quella già nota: il volume di produzione mondiale tende a scendere e il prezzo medio cresce, anche se negli ultimi due anni non è riuscito a compensare.

Passiamo al commento dettagliato, con tutte le tabelle allegate.

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AdVini – risultati 2025

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Analizziamo il nuovo bilancio di AdVini. Il 2025 segna un miglioramento qualitativo più che quantitativo: il fatturato scende, ma il margine lordo migliora da meno del 7% a quasi l’8% e l’EBITDA ritorna sopra i 20 milioni di euro dopo due anni. La strategia sembra chiara: meno volumi poco redditizi, più export, più marchi e più canali selettivi. La novità strategica più rilevante, però, è arrivata dopo la chiusura dell’esercizio: l’operazione Cordier by InVivo.

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