Francia


Lanson BCC – risultati primo semestre 2025

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I dati del primo semestre 2025 di Lanson BCC non sono buoni. Se le vendite si sono riprese (+5%), i margini sono calati e il semestre si chiude con meno di 2 milioni di euro di utile netto, metà del semestre 2024 e lontanissimo dai 12 milioni del 2023, aiutato da componenti non ricorrenti. La notizia però non è tanto nei risultati ma nel fatto che l’azienda ha deciso di acquistare Heidsieck & C Monopole da Vranken Pommery per 50 milioni di euro. La struttura finanziaria di Lanson è gradualmente migliorata negli ultimi anni, con un rapporto debito su magazzino sceso da 1 volta a 0.9, il che lascia spazio per 50-60 milioni di euro, proprio il prezzo di acquisto dell’attività, che sarà consolidata nei conti a partire dal 1 gennaio 2026. L’azienda non ha fatto commenti particolari, né sull’impatto dell’acquisizione (annunciata comunque dopo la pubblicazione della relazione semestrale) né sulle prospettive dell’anno (come al solito…).

Passiamo a una breve discussione dei dati semestrali, con ulteriori grafici e tabella riassuntiva.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2025

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Tempi duri per Vranken Pommery. A causa dell’indebitamento molto elevato (qui sul blog segnalato diverse volte, 756 milioni nel primo semestre a fronte di 679 milioni di magazzino) e nonostante il miglioramento dei margini, l’assemblea degli azionisti di giugno 2025 ha approvato la dismissione di un marchio (Heidsieck & Co Monopole) e la vendita di parte del magazzino. La dismissione di Heidsieck è stata poi annunciata a inizio ottobre e il compratore è… Lanson BCC, che ha accettato di pagare 50 milioni per il marchio, oltre a un sovrapprezzo per il magazzino. L’operazione diventerà efficace al 1 gennaio 2026. Nel frattempo la cura dimagrante ha già riguardato gli investimenti (4 milioni nel semestre contro 10 del semestre 2024) e il taglio del dividendo (contro 7 milioni pagati nel semestre 2024).

I risultati del primo semestre vedono un fatturato quasi stabile a 110 milioni, un EBITDA che cala del 7% a 21 milioni (ma contro un dato record del 2024), e una perdita netta di 1.4 milioni di euro, come da copione nel “primi semestri” delle aziende dalla Champagne, anche se nel caso di Vranken Pommery il secondo semestre dell’anno scorso fu particolarmente negativo.

Ah, dimenticavo, l’azienda cambierà anche nome, diventando Maison Pommery & Associati.

Passiamo a una breve analisi dei dati del semestre.

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La produzione di vino nel mondo 2025 – prima stima OIV

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OIV ha rilasciato la prima stima di produzione mondiale di vino per il 2025, con una previsione di 228-235 milioni di ettolitri, che nel punto mediano la piazzano circa il 3% sopra il 2024, che però era stato il minimo storico. Ora, forse c’è da essere rincuorati nel leggere questi dati perché è meglio produrre meno, visto l’andamento calante dei consumi. Infatti, con consumi ora stimati intorno a 215 milioni di ettolitri e 25-30m/hl impiegati per altri usi, una produzione di 230 milioni di ettolitri è forse leggermente corta, ma un toccasana per ridurre le scorte e tenere i prezzi.

Come però abbiamo già notato qualche giorno fa commentando le superfici vitate, questa tendenza produttiva calante riguarda molti paesi del mondo, ma non l’Italia, che difatti nel 2025 raggiunge il peso più elevato sul totale (20,4%) da trent’anni a questa parte. Va però specificato che in quegli anni dello scorso millennio il “Nuovo Mondo” era appena nato (Cile, Nuova Zelanda e Australia). La vendemmia italiana con 47 milioni di ettolitri è in linea con i 10 anni precedenti e in ripresa del 7%, e tra i grandi paesi produttori soltanto il Sudafrica si attesta sui livelli storici medi (poi ci sono anche i russi, ma su questi dati non metterei la mano sul fuoco).

Bene, nel post ulteriori commenti, tabelle e grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2024

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Aggiorniamo oggi l’analisi del commercio mondiale di vini sfusi, con i dati riportati da UN Comtrade, al momento aggiornati a 75 paesi esportatori, che già comprende tutti i maggiori paesi. Il 2024 è stato un anno di ripresa per questa categoria di prodotti, dopo anni di declino. Il valore stimato del commercio di vini sfusi è di circa 2.6 miliardi di euro per un volume di circa 34 milioni di ettolitri, entrambi in ripresa nell’intorno del 10% (9% a valore, 13% a volume per il dato puntuale, ma da prendere con le molle). In questo contesto, la Spagna mantiene una salda leadership, particolarmente quando si parla di volumi (11 milioni di ettolitri dei 34), mentre risale al secondo posto nel ranking a valore la Nuova Zelanda, che supera di nuovo l’Italia (era già successo nel 2022). Va peraltro specificato che le esportazioni di vino sfuso neozelandesi sono piuttosto particolari, visto che avvengono a un prezzo al litro di circa 2.6 euro, contro 0.5 euro della Spagna, 0.7-0.8 euro di Italia e Australia e 1.4 euro della Francia.

Per gioco e per controllare a che punto siamo con l’intelligenza artificiale, alla fine del post e in carattere italico vi riporto il commento di ChatGPT 5 avendogli “sottoposto” i grafici del post, il commento dell’anno scorso e chiesto di riprodurre un commento aggiornato a quest’anno. L’elaborazione nella versione “deep research” e senza internet browsing ha richiesto 17 minuti e il risultato… mannaggia non è niente male, soprattutto se gli si dice di seguire il tuo stile…

Passiamo intanto a un commento più specifico dei dati presentati, che provengono dal database UN Comtrade, come ben sapete.

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La superficie vitata mondiale – aggiornamento OIV 2024

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Il potente database PowerBI di OIV è stato aggiornato con le superfici vitate mondiali relative al 2024 e possiamo quindi analizzare l’evoluzione del post-Covid rispetto al precedente aggiornamento, fermo al 2021. Prima di cominciare una dovuta annotazione: sono dati relativi a tutti gli utilizzi dell’uva, quindi sono superfici che comprendono anche l’uva da tavola, quella per fare l’uva passa e i succhi non alcolici, e non sono la “nostra” uva.

Ora, da questi dati emerge principalmente un fatto: in un contesto di accelerazione del calo della superficie vitata mondiale (per intenderci, tra il 2011 e il 2019 si sono persi mediamente 13mila ettari all’anno nel mondo, tra il 2020 e il 2024 sono diventati 61mila), l’Italia è l’unico tra i grandi “paesi vitati” a non estirpare: nel 2024 nel mondo ci sono 7,07 milioni di ettari di vigneto, il 4,2% in meno della media 2016-2020. In Italia siamo a 722mila ettari, +1,1%. Gli altri? Spagna -4%, Francia -3%, addirittura -3,6% la Cina e -5% gli USA.

Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha certamente il fattore Prosecco, con le due denominazioni Prosecco e Conegliano Valdobbiadene che sono passate da 37mila a 52mila ettari tra il 2016 e il 2023. Però, togliendo questi ettari dal conto dell’Italia, rimuoviamo 1 punto percentuale, il che significa da +1% a 0%. Insomma, la sensazione che il nostro paese sia come l’orchestrina del Titanic mi sta balendando in testa…

Tutti i numeri, grafici nel resto del post.

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