Nuova Zelanda


Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2025

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Il valore del mercato mondiale del vino ai prezzi di esportazione: aggiornamento 2025

Torniamo come ogni anno sul nostro indicatore del valore del mercato mondiale del vino, costruito moltiplicando la produzione fisica di ciascun paese per il rispettivo prezzo medio all’esportazione. Si tratta di una grandezza teorica, siccome non tutta la produzione viene esportata, e i prezzi interni possono divergere da quelli delle esportazioni, ma utile per misurare nel tempo il “peso economico” relativo dei diversi paesi produttori, depurato dalle oscillazioni di breve periodo grazie alla media triennale che usiamo per le quote.

Il quadro 2025 conferma il messaggio di fondo degli ultimi anni: il mercato si è ridimensionato dai picchi e l’Italia continua a guadagnare terreno relativo, più per il calo degli altri paesi. Il valore complessivo stimato con questa metodologia è di 88 miliardi di euro nel 2025, in leggerissimo calo rispetto al 2024 ma nettamente sotto i 94 miliardi toccati nel 2023. La Francia perde quota, ma rimane comunque al 37% del valore totale; l’Italia sale al 18% e gli USA scendono all’11%.

La dinamica è quella già nota: il volume di produzione mondiale tende a scendere e il prezzo medio cresce, anche se negli ultimi due anni non è riuscito a compensare.

Passiamo al commento dettagliato, con tutte le tabelle allegate.

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La produzione di vino nel mondo 2025 – aggiornamento OIV

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L’aggiornamento OIV di maggio 2026 conferma una produzione mondiale di vino 2025 su livelli storicamente bassi a 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024 e poco sotto la stima precedente di 232). L’Italia mantiene la leadership con 44 milioni di ettolitri, stabile sul 2024.

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Nuova Zelanda – esportazioni di vino 2025

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Dopo due anni di contrazione, seguiti al picco del 2022, le esportazioni di vino neozelandese tornano a crescere nel 2025, a 1,14 miliardi di euro, +1%, ma soprattutto a 2,2 miliardi di dollari locali, +10%, supportate dalla svalutazione della valuta locale. Sul fronte dei volumi, la crescita è del 21% a 3,2 milioni di ettolitri, livello più elevato della serie storica, il che però segnala anche un calo del prezzo medio. Sono molto positivi i dati negli USA, dove le esportazioni in valuta locale tornano al livello del 2023, in Canada, al nuovo massimo storico, così come in Cina, che diventa il quinto mercato per il vino locale. A fronte di un commercio mondiale di vino che stimiamo essere calato del 4-5% nel 2025, il dato della Nuova Zelanda è quindi estremamente positivo.

Passiamo a un’analisi più dettagliata.

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Nuova Zelanda – produzione, consumo di vino e sostenibilità – aggiornamento 2025

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Il settore vinicolo neozelandese è in fase di stabilizzazione. Lo dicono diversi dati del rapporto annuale della New Zealand Winegrowers Inc, a partire dalla revisione al ribasso delle superfici vitate 2024 (attese di nuovo in crescita nel 2025, vedremo se lo confermano il prossimo anno), dalla riduzione delle aziende vinicole (già capitato nel 2023), dalla riduzione del prezzo di vendita delle uve (un anno indietro, 2024) e dalla stabilizzazione delle esportazioni di vino, che sono sempre più legato al Sauvignon Blanc (2.5m/hl dei 2.8m/hl esportati nei 12 mesi a giugno 2025).

I produttori stanno poi scommettendo ancora di più sulla sostenibilità, per dare una connotazione positiva al prodotto che sta subendo attacchi da diverse parti: minore utilizzo dell’acqua, energia rinnovabile, bottiglie leggere, fino al “net zero 2050”. Nella parte finale del post, ho fatto fare all’intelligenza artificiale un riassunto della sezione del rapporto.

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Delegat Group – risultati 2025

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Delegat Group ha avuto un altro anno negativo, sia dal punto di vista dell’andamento economico, che oggi analizziamo con i dati fino a giugno, che anche borsistico, con le azioni che da inizio 2025 hanno perso il 9% (-58% negli ultimi 3 anni).

Dopo l’introduzione dei dazi in USA, alcuni problemi logistici, il riallineamento delle scorte nella distribuzione e via dicendo, l’azienda ha chiuso l’anno a giugno 2025 con un calo dei volumi del 12% a 3.2 milioni di casse (ne aveva promessi 3.6 milioni, stabili), le vendite sono calate del 7% e l’utile netto aggiustato è sceso del 14%.

Soprattutto, l’ambizione di medio termine è stata fortemente ridimensionata: se fino allo scorso anno si puntava a vendere 3.9 milioni di casse a tre anni di distanza, oggi si punta a 3.6 milioni, mentre per il prossimo anno fiscale l’obiettivo è vendere 3.3 milioni di casse (quindi un leggero recupero) e di realizzare un utile netto tra 50 e 55 milioni di dollari neozelandesi, che si confronta con i 51 realizzati nell’ultimo anno a giugno 2025… quindi “mantenere le posizioni” nel contesto di un’azienda che anche in un anno difficile come quello che presentiamo ha continuato a far crescere il prezzo medio di vendita e a investire pesantemente in marketing.

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri, con tabella e grafici.

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