mercato del vino


Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2025

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Vendite di Cava in milioni di bottiglie dal 2013 al 2025, ripartite tra Spagna, Unione Europea e resto del mondoI dati del rapporto annuale del Consejo Regulador del Cava per il 2025 registrano vendite per 190 milioni di bottiglie, -13%, dopo il -14% del 2024. È il livello più basso della serie che seguiamo dal 2000 (l’anno di partenza era 197 milioni di bottiglie), -25% rispetto al picco del 2022. La quota export scende al 60% e la Spagna torna a pesare per il 40% del totale, come non accadeva dal 2007.

Da segnalare, dentro questi numeri, un dato che ha tutta l’aria di una discontinuità di serie più che di un fenomeno di mercato: la Germania passa da 31.1 milioni di bottiglie nel 2023 (primo mercato assoluto) a 11.2 nel 2024 e a 6.7 nel 2025, cioè -78.5% in due anni, e da sola spiega il 43% del calo dell’export del biennio. Sul fronte del mix, l’unica linea in tenuta è quella delle categorie a lunga sosta sui lieviti. Il resto dei commenti, con i grafici, segue nel post.

Ultima annotazione non irrilevante: mentre continua a crescere il peso dei prodotti organici (ora al 19% del totale), la versione “rosato” del Cava non sembra avere il successo che si immaginava (7% del totale).

Passiamo a un commento dettagliato dei numeri nel resto del post.

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Canada – consumi e mercato del vino, dati 2024/25

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Vendite di vino in Canada in valore, in milioni di dollari canadesi, per categoria (rossi, bianchi, spumanti, rose e altri) dagli esercizi 2016/17 al 2024/25

I consumi di vino in Canada nel 2024-25 (luglio-giugno) sono calate del 2.2% in valore, a 7.67 miliardi di dollari canadesi, e del 3.4% in volume, a 4.60 milioni di ettolitri. Il volume è il più basso dell’intera serie che seguiamo. Continua dunque il declino che vediamo essenzialmente dall’anno del Covid, guidato dalla forte contrazione dei vini rossi (in calo del 3-4% anche nel 2024/25), ma anche, e questo è l’elemento nuovo, dagli spumanti che perdono il 14% in valore e il 10% in volume, il calo più marcato del mercato.

I dati di mercato vanno poi confrontati con ciò che succede sul campo. Questi dati sono a giugno 2025, quindi poco dopo l’introduzione dei dazi. Per essere più chiari, il mercato è negativo, ma non è detto che lo sia per i nostri vini, vista la forte contrazione dei vini USA nell’ultimo anno.

Fonte: Statistics Canada, esercizi luglio-giugno.

Passiamo a un breve commento sui dati.

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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2025/26

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Andamento dell'indice Liv-ex 1000 e dell'indice Liv-ex Italy 100 in euro, base 2003=100, dal 2018 a giugno 2026

Come di solito intorno a questo periodo dell’anno, facciamo il punto sull’andamento dei prezzi dei vini di alta qualità utilizzando gli indici Liv-Ex, che anche quest’anno ringrazio per la collaborazione. Potete trovare ulteriori dettagli sulla loro composizione e altri grafici nella sezione dedicata di Liv-Ex a questo link.

Il 2025 è stato il terzo anno consecutivo di calo per il valore dei vini da collezione (-5% in sterline, -10% in euro), mentre i primi sette mesi del 2026 stanno dando segnali di stabilizzazione, con l’indice generale stabile, che diventa +3% se tradotto in euro. A differenza del 2025, quando Bordeaux, Borgogna e Champagne guidavano il ribasso, nel 2026 gli indici delle diverse zone si muovono in modo più coerente.

In questo contesto, i vini italiani continuano ad andare meglio (o meno peggio) che nel passato, e come vedete dal grafico sopra il valore dell’indice generale e dell’indice italiano si sono avvicinati ulteriormente, il che significa che in un’ottica di lunghissimo termine (dal 2023 a oggi, il valore dei nostri vini è cresciuto come quello dei vini francesi e del resto del mondo).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

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Argentina – esportazioni di vino – aggiornamento 2025

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Dopo la pausa del 2024, il vino argentino torna a perdere terreno: 555 milioni di euro nel 2025 (-12%), il valore più basso degli ultimi anni e il 25-30% sotto la media decennale. A pesare è il doppio crollo simultaneo di USA (-22%) e Regno Unito (-17%), i due pilastri storici del Malbec, con il solo Brasile (+6%) a tenere.

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Il consumo di vino in Italia (frequenza) – aggiornamento ISTAT 2025

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I dati ISTAT 2025 sul consumo di vino in Italia (sempre nella sezione “Salute e Sanità” della banca dati) mostrano un ulteriore leggero calo della penetrazione del consumo di vino, dal 54.7% al 54.1%, con due particolarità: primo, che a calare è soprattutto il segmento degli uomini; secondo, e questa è forse la vera cattiva notizia, per la prima volta forse da quando c’è questo sondaggio e con l’eccezione dell’anno 2020 del Covid, cala anche la penetrazione del consumo sporadico di vino.

È questo, più del -0,6% del dato aggregato, il punto da sottolineare. Fino allo scorso anno la dinamica era chiara: il consumo abituale calava, quello sporadico cresceva, e il “travaso” tra i due permetteva al totale di reggere, non in termini di volume, come sappiamo, ma perlomeno in termini di quota della popolazione che consuma vino. Nel 2025 i due movimenti vanno nella stessa direzione.

L’analisi prosegue con grafici e tabelle, e sarà seguita da un secondo post con i dettagli per fascia di età e geografia.

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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