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I marchi italiani del vino nella classifica Liv-Ex – aggiornamento 2025

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Dopo aver analizzato la classifica generale qualche giorno fa, affrontiamo più in dettaglio l’andamento dei marchi italiani. Diciamo che l’Italia è stata anche nel 2025 un segmento “virtuoso” nella classifica, frutto del prezzo più moderato dei nostri vini, che in questo momento sono più appetibili (ossia, essendo cresciuti meno in passato, non si ha la sensazione di comprare qualcosa che si svaluterà). Anche se il numero di etichette in classifica scende da 22 a 20 (e abbiamo solo un marchio nella top 10, contro i due dell’anno scorso), il prezzo medio non cala.

Diciamo che San Guido/Sassicaia e Gaja sono, in questa classifica, i punti di riferimento del vino italiano. Prezzi medio/moderati (poco sotto 2000 sterline), pochi segni “meno” nell’andamento storico dei prezzi (Gaja neanche uno!).

La seconda considerazione importante è che i vini toscani sono andati decisamente meglio di quelli piemontesi. Sono nove vini per regione: i primi sono cresciuti mediamente dell’1,5%; i secondi sono calati mediamente del 2,4%. I nomi? Bartolo Mascarello -7%, Roagna -6%, Bruno Giacosa e Giacomo Conterno -5%.

Bene. Fatta questa premessa, passiamo all’analisi dettagliata, ricordandovi che tutti i numeri (anche quelli degli anni scorsi) sono disponibili nella sezione Solonumeri.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2025

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Liv-Ex ha pubblicato la classifica “Power 100”, ossia la lista annuale dei principali marchi del vino da collezione, redatta secondo una metodologia che tiene conto dei volumi scambiati, dell’andamento dei prezzi, del numero di referenze e così via. Il rapporto completo è disponibile qui.

Come ben sapete, dopo l’andamento negativo del 2024, anche il 2025 non è stato un anno positivo per i collezionisti: la media matematica dell’andamento dei prezzi di questi vini segna -2%, contro il -6% del 2024, frutto di una bolla speculativa importante che aveva colpito soprattutto i vini di Borgogna (e non ancora rientrata, secondo me).

La novità di quest’anno è forse il ritorno al primo posto di un vino di Bordeaux: non succedeva dal 2017. Cheval Blanc. La seconda novità è che San Guido, che nelle tabelle è ancora Sassicaia, è al secondo posto, il suo miglior risultato, e, insieme a Gaja (#11 nel 2025), il marchio italiano “sempre presente in posizioni importanti”.

L’analisi dei dati mostra l’evoluzione del mercato del vino verso vini più economici. Infatti, il prezzo medio della “top10” di circa 3.000 sterline è il più basso di sempre, anche inferiore ai 3.300 dell’anno scorso. Tutti i vini “molto cari” sono usciti dalle prime posizioni, tanto che il primo vino oltre le 10mila sterline a cassa è DRC, al 18esimo posto. La “percezione”, leggendo i dati, è ovvia dal grafico che trovate nel post e che, come test, ho fatto fare a Perplexity, dove si nota molto chiaramente che nessun vino con un prezzo medio per cassa superiore a 5.000 sterline ha registrato un aumento di prezzo. Stiamo parlando, come commenta in modo piuttosto divertente Perplexity, dei “giganti speculativi come DRC (£39k, -5%), Petrus (£32k, -5%) e Screaming Eagle (£19k, -7%)”. “Giganti speculativi” 😊.

Bene passiamo al commento dettagliato nel resto del post: a proposito, trovate tutti i dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2024/25

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Come di solito intorno a questo periodo dell’anno, facciamo il punto sull’andamento dei prezzi dei vini di alta qualità utilizzando gli indici Liv-Ex. Quest’anno devo però ringraziare Liv-Ex, nelle persone di Gianpaolo Paglia e Grace Geldard, perché da inizio 2025 il post mensile del loro blog con le quotazioni dei principali indici è diventato privato per i sottoscrittori e… grazie a loro sono riuscito ad ottenere i dati che potete leggere qui.

La discesa dei prezzi è continuata per tutto il 2024 e per i primi sei mesi del 2025, nessuno escluso. Guardando ai dati in euro e per il 2024 e con riferimento all’indice più “ampio”, il Liv-Ex Fine Wines 1000, i prezzi sono scesi dell’8% in media (-12% in sterline), con la Borgogna a -12%. Il calo è continuato nei primi mesi del 2025: a giugno il calo è stato di un ulteriore 7% (sempre tradotto in euro, altrimenti sarebbe il 5%), con Borgogna e Bordeaux protagoniste in negativo. In questo contesto i vini italiani sono calati meno della media, -3% nel 2024 e -6% nei primi sei mesi di quest’anno e l’indice italiano a 399 è ora molto vicino al 410 dell’indice generale (base sempre 2023).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

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I marchi italiani del vino nella classifica Liv-Ex – aggiornamento 2024

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Edizione speciale oggi dedicate alle classifiche Liv-Ex dei grandi marchi del vino. Dopo il solito post pubblicato a inizio mese, visto il risultato particolarmente importante raggiunto dai vini italiani (22 nella classifica dei primi 100), dedichiamo un post per dare ampia visibilità ai dati sottostanti i nostri marchi.

La presenza di 22 marchi italiani in classifica supera il record precedente di 17 toccato nel 2020, con due marchi nei primi tre, Gaja e Sassicaia al secondo e terzo posto rispettivamente. Succede in un anno negativo per il mondo del vino di lusso, con prezzi in calo anche significativo. Ne beneficiano i nostri vini, che partono da valutazioni più moderate e che sono stati nel corso del tempo protagonisti di una crescita dei prezzi meno marcata ma più costante, sebbene in media nel 2024 anch’essi hanno subito una piccola contrazione (-3% contro -6% in media per i 100 grandi marchi).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con le tabelle dove troverete per gli ultimi 10 anni che posizione hanno ricoperto i nostri marchi, con quale prezzo medio di negoziazione e con quale performance rispetto all’anno precedente.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2024

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Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

La classifica dei marchi del vino “top 100” redatta da Liv-Ex presenta diverse sorprese nella sua edizione 2024, anzi forse meglio dire una specie di rivoluzione. La vetta della classifica è conquistata da un vino non francese per la prima volta da quando la guardo (2010), ossia Vega Sicilia, con due marchi italiani, Gaja e San Guido-Sassicaia, al secondo e terzo posto. La seconda cosa importante da dire è che emergono i vini italiani, che negli anni recenti erano stati 13-14 (con un picco di 17 nel 2020) e che nel 2024 sono ben 22. Anche la Spagna, di solito presente con 1-2 vini, passa a 3 referenze. La terza cosa è da notare è che i prezzi di questi vini stanno scendendo, media aritmetica del 6%, più elevata per i vini francesi (in calo tra il 6% e il 9%) e meno elevata per quelli italiani per esempio (-3%), con addirittura i vini spagnoli che crescono del 4%.

Prima di addentrarci ulteriormente nei numeri (e ci sarà un secondo post specificatamente dedicato ai vini italiani), una considerazione personale. Quando ho guardato alla nuova classifica ho pensato: “finalmente una classifica di vini da bere”. Ho già bevuto (e qualche volta comprato) Vega Sicilia, Sassicaia, un Barbaresco di Gaja, un borgogna di Drouhin e via dicendo. Se guardo alla classifica di qualche anno fa era capitanata da marchi inarrivabili, con prezzi per cassa superiori alle 10mila sterline. La media dei top-10 del 2024 è 3355 sterline per 12  bottiglie ovvero 330 euro per bottiglia, tanto ma non impossibile, quella del 2023 era 373 a bottiglia ma nel 2022 era a 1400.

Bene, fatte queste considerazioni passiamo a un’analisi più approfondita della classifica, che come sapete tiene anche conto del peso di questi marchi sul monte di transazioni che Liv-Ex fa (e che qui non abbiamo incluso nella base dati), oltre alla performance e al prezzo. Continua a leggere »