Liv-ex


La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2015

nessun commento

LIVEX COMPLETA 2015 1[wp_bannerize group=”ADSENSE”]

L’annuale aggiornamento delle classifica Liv-Ex dei 100 grandi marchi del vino non porta buone notizie per noi italiani. Il problema non sta però né nei prezzi e nemmeno nell’andamento delle contrattazioni, due aspetti che vengono presi in considerazione con grande attenzione. Il problema è che hanno cambiato le regole con cui la classifica viene stilata, togliendo il criterio dei giudizi dei critici. Altrimenti detto, il prodotto non viene più considerato nelle sue caratteristiche organolettiche ma soltanto per la sua capacità di far fare soldi a chi lo compra e lo vende e a chi lo detiene come investimento. Discutibile? Certamente. E’ altrettanto vero che Liv-Ex è una piattaforma di trading non una associazione di sommelier, tale per cui hanno deciso che i vini migliori sono quelli che gli fanno fare più soldi, a loro e a chi li ha.

Quindi, quest’anno i vini italiani in classifica sono soltanto sette, mentre erano dieci lo scorso anno. Tutti quelli ancora preenti salvo uno (Tignanello) peggiorano in classifica, mentre escono Giacomo Conterno e Bruno Giacosa (che essendo tra i più buoni secondo i critici hanno perduto un componente importante del loro punteggio), oltre a Guado al Tasso (già ai margini della classifica nel 2014) e Macchiole. Il top secondo Liv-Ex è Mouton Rothschild, che prende lo scettro da Pavie. I prezzi continuano invece a cresce per i vini borgognoni e italiani, mentre sia il Rodano che la Champagne calano leggermente, dopo il grande balzo del 2013. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

Continua a leggere »

L’andamento degli indici Liv-ex e il confronto con i mercati azionari – aggiornamento 2015

nessun commento
liv ex 2015 1

Gli indici Liv-Ex che misurano l’andamento dei prezzi dei grandi vini, spesso acquistati a titolo di investimento, è l’argomento di oggi. Il fascino dell’investimento in una bottiglia di vino si schiantano però contro questi grafici e questi dati, che con molta semplicità ci dicono che il vino era meglio comperarselo per berlo invece che per rivenderlo; perchè in quest’ultimo caso, e in maniera particolare nell’ultimo triennio, le categorie “classiche” dell’investimento come le azioni hanno dato ben altre soddisfazioni. Su 5 anni c’è ancora gara, dato che il Liv-Ex più esaustivo, il 1000, ha avuto un incremento del 6%, contro il 13% delle Borse mondiali ma contro soltanto il 2% della borsa italiana. Va però fatta una precisazione: il vino, come le materie prime o i quadri, non “producono” una rendita, come invece accade per le azioni che pagano i dividendi (in 5% anni, considerando un rendimento del 2%, significa aggiungere un 10% ai dati della tabella). Bene, ultimo avvertimento: Liv-Ex rende ora anche pubblico un indice “italiano”, con 100 vini nostrani: l’indice è 216 contro 246 del “1000”, che significa +116% dal 2003 contro +146%, invece a 5 anni i vini italiani sono a +21% contro +6%. Andiamo a leggere i dati insieme.

Continua a leggere »

Posizione e peso dei vini italiani nelle classifiche Livex – aggiornamento 2013

nessun commento
second livex 2014 1

 

Nella classifica Livex che abbiamo commentato la scorsa settimana avevamo sottolineato il miglioramento delle posizioni di molti dei nostri vini. Oggi ripresentiamo i dati in modo aggregato per regione di provenienza per vedere le differenze tra i prezzi, i punteggi e anche l’andamento delle quotazioni dei vini. Ne esce un quadro più che lusinghiero per il nostro paese, che sta effettivamente diventando terra di conquista per i collezionisti mondiali del vino, dopo lo “scoppio” della bolla speculativa dei vini bordolesi. A livello di prezzi, meglio degli italiani vanni i vini della Borgogna. E sono proprio i prezzi, fino ad oggi, il problema dei vini italiani, se di problema possiamo parlare. Visti in prospettiva storica dal 2009 a questa parte, i vini italiani sono insieme a quelli del Rodano quelli che si sono rivalutati di meno, forse scontando l’entrata in classifica di nuovi nomi, che tendenzialmente hanno prezzi inferiori a quelli dei marchi già in classifica.

Continua a leggere »

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2014

nessun commento

general livex 2014 01

La classifica del Livex 2014 sui maggiori marchi mondiali del vino di qualità compravenduti dai collezionisti mette per il secondo anno consecutivo al primo posto Pavie, vino di Bordeaux, buono (valutazione media 96/100, tra le più alte della classifica), relativamente poco caro (1884 sterline per cassa contro la media dei 100 vini di 2190) e con un andamento di prezzo piuttosto costante nel tempo (non ha subito le forti oscillazioni dei grandi cru).

La novità più importante è che al numero 3 della classifica c’è Sassicaia (era il 39 lo scorso anno), con un prezzo medio di 1021 sterline per cassa (+5%), un punteggio di 96 e 13 annate trattate sulla piattaforma Livex. E’ la prima volta che un vino non francese fa una apparizione così in alto nella classifica. E’ un segnale importante della rinnovata forza dei vini di alta qualità italiani, che sono balzati all’attenzione di questi trader inglesi anche perchè non riescono più a fare soldi con quelli francesi. Si stanno dunque interessando al vino italiano che mai ha avuto una presenza così importante nella classifica: 13esimo Ornellaia (da 37esimo), 14esimo Gaja (non pervenuto lo scorso anno), 25esimo Masseto (che l’anno scorso al n.33 era il primo italiano), e poi ancora Giacomo Conterno al 31esimo, Bruno Giacosa al 60esimo, Solaia al 62esimo, Tignanello al 76esimo, Macchiole all’86esimo e Guado al Tasso al 100esimo. 10 vini in tutto, contro 7 del 2013 e 9 del 2012.

Andiamo a commentare insieme qualche dato in più.

Continua a leggere »

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2013

nessun commento
livex 2013 1

 

La classifica annuale dei grandi marchi del vino di qualità redatta da Liv-ex contiene molte sorprese, alcune delle quali legate alla metodologia di redazione della classifica, dove hanno cambiato i pesi dei vari parametri. Diciamo subito che è una classifica redatta da un trader di vini, e quindi il trading è molto pesante nella redazione della classifica, insieme all’andamento del prezzo. La classifica di quest’anno dicevamo porta con se diverse sorprese, la prima delle quali che non è un Premier Cru di Bordeaux oppure il Domaine de la Romanee Conti) a guidare la classifica. Il crollo dei prezzi dei grandi Bordeaux ha portato in cima alla classifica le seconde scelte. Intendiamoci, la classifica è sempre dominata da Bordeaux, che piazza dal primo al nono posto suoi vini. La classifica appare molto focalizzata sulla Francia, che occupa più posizioni di quante ne abbia mai avute, a discapito dei vini Italiani (da 9 a 7 marchi) e dei vini del resto del mondo (da 6 a 4, mai erano stati così pochi). Per quanto riguarda gli italiani, esce dalla classifica Gaja che sempre era stato presente (dal 2010 a questa parte almeno), Roberto Voerzio, Tua Rita, Solaia, mentre entrano due cantine, Bruno Giacosa (al n.40) e la Fattoria le Macchiole (al n. 90). Andiamo a vedere i dati.

Continua a leggere »