superfici vitate


La superficie vitata in Italia per vitigno e categoria – aggiornamento 2025 – ISMEA/AGEA

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Proponiamo oggi un quadro della superficie vitata italiana sotto due punti di vista: la suddivisione per vitigno, rilevata da ISMEA/AGEA (dopo che il censimento del 2020 non aveva più prodotto questi dati), e la suddivisione della superficie vitata per regione e per tipologia, sempre sui dati di AGEA. Vi ricordo che numerose tabelle presenti nel blog e nella divisione Solonumeri si basano sui dati ISTAT e quindi non sono completamente sovrapponibili.

Tra il 2005 e il 2025, la superficie vitata in Italia cala del 6%, con un mix sempre più orientato agli spumanti e ai vitigni “internazionali” bianchi come la Glera e il Pinot Grigio. La superficie DOC è ormai a quasi due terzi del totale, spinta dalle regioni del Nord.

Tutti i dettagli, con tabelle e grafici, nel resto del post.  Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

 

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Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2024

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Il 2024 conferma il ridimensionamento del vino sudafricano: la produzione scende a 7.5 milioni di ettolitri, -4% rispetto al 2023 e del 13% circa sotto la media dei 5 anni precedenti. Il calo è anche frutto della riduzione graduale della superficie vitata, pari a -1% anche nel 2024, a 86mila ettari. Per confronto, erano 102mila del 2005 (-15%) e 92mila nel 2020. Il calo rispetto al 2020 è uniforme tra i vini bianchi e quelli rossi. Sauvignon Blanc e Pinotage sono i vitigni che tengono o crescono.

Il quadro commerciale rimane strutturalmente più orientato verso il mercato interno, come è giusto che sia: le vendite domestiche totali (naturali + spumanti + fortificati) sono 4,6 milioni di ettolitri nel 2024 (-3% sul 2023 ma +11% rispetto alla media, fallita dall’anno del Covid), mentre le esportazioni si fermano a 3 milioni di ettolitri, stabili rispetto al 2023 ma ben sotto il picco di oltre 4 milioni toccato tra il 2010 e il 2020.

Passiamo a un breve commento dei dati con grafici e tabelle completi in allegato.

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La superficie vitata mondiale – aggiornamento OIV 2024

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Il potente database PowerBI di OIV è stato aggiornato con le superfici vitate mondiali relative al 2024 e possiamo quindi analizzare l’evoluzione del post-Covid rispetto al precedente aggiornamento, fermo al 2021. Prima di cominciare una dovuta annotazione: sono dati relativi a tutti gli utilizzi dell’uva, quindi sono superfici che comprendono anche l’uva da tavola, quella per fare l’uva passa e i succhi non alcolici, e non sono la “nostra” uva.

Ora, da questi dati emerge principalmente un fatto: in un contesto di accelerazione del calo della superficie vitata mondiale (per intenderci, tra il 2011 e il 2019 si sono persi mediamente 13mila ettari all’anno nel mondo, tra il 2020 e il 2024 sono diventati 61mila), l’Italia è l’unico tra i grandi “paesi vitati” a non estirpare: nel 2024 nel mondo ci sono 7,07 milioni di ettari di vigneto, il 4,2% in meno della media 2016-2020. In Italia siamo a 722mila ettari, +1,1%. Gli altri? Spagna -4%, Francia -3%, addirittura -3,6% la Cina e -5% gli USA.

Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha certamente il fattore Prosecco, con le due denominazioni Prosecco e Conegliano Valdobbiadene che sono passate da 37mila a 52mila ettari tra il 2016 e il 2023. Però, togliendo questi ettari dal conto dell’Italia, rimuoviamo 1 punto percentuale, il che significa da +1% a 0%. Insomma, la sensazione che il nostro paese sia come l’orchestrina del Titanic mi sta balendando in testa…

Tutti i numeri, grafici nel resto del post.

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Germania – produzione vino e superfici vitate 2023

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Oggi sfruttiamo i dati molto precisi forniti dal Deutsches Weininstitut GmbH per un’analisi approfondita della produzione vinicola tedesca del 2023. Il 2023 è stato un anno quasi allineato alla media produttiva storica, 8.6 milioni di ettolitri contro 8.7, anche se la produzione della categoria più pregiata di vini (Prädikatswein, ossia i nostri DOCG) è rimasta come negli anni precedenti un po’ sotto la media storica: i 2 milioni di ettolitri prodotti sono “soltanto” il 24% del totale. La maggior parte dei vini tedeschi resta nella categoria (Qualitätswein, che corrisponde alla nostra DOC), che rappresentano il 73% della produzione totale e si caratterizzano per la possibilità di aggiungere zucchero per correggere il grado alcolico. Come vedremo dall’evoluzione della superficie vitata, la Germania continua a “girare” verso i vini bianchi e a far crescere un pochino il totale degli ettari, segno che il cambiamento climatico sta aiutando la produzione vinicola nel paese. Il Riesling resta il principale vitigno, ma la moda sta ora spingendo i nuovi impianti verso il Pinot Grigio e Bianco e lo Chardonnay.
Ah, ultima annotazione: i dati preliminari della produzione 2024 (OIV) indicano 8.1 milioni di ettolitri, ossia un dato del 7-8% circa inferiore alla media storica.
Tutte le tabelle e ulteriori dettagli nel resto del post.

PS Neretti inseriti dall’intelligenza artificiale

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Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2023

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Dopo un paio di anni di assenza torniamo a parlare del settore del vino sudafricano, grazie ai dati annualmente condivisi da Sawis. Il settore del vino locale è in calo da qualche anno ormai, nonostante un mercato interno piuttosto interessante. I dati di produzione del 2023 sono in calo del 10% e dell’11% circa sotto la media storica, le esportazioni sono scese quasi del doppio, sulla soglia dei 3 milioni di ettolitri nel 2023 e lentamente la superficie vitata cala, -2% nel 2023. Oggi il Sud Africa ha 88mila ettari di vigna contro 101mila del 2010. Poche le eccezioni relativi a vitigni non in calo nella lista: il Sauvignon Blanc tra i bianchi e il Pinotage tra i rossi.

Cosa commentare… beh, il Sud Africa in un mondo che si muove verso volumi molto più contenuti e prezzi molto più alti (sinonimo di prodotti di altissima qualità) non è in una posizione favorevole. Le sue varietà dominanti, lo Chenin Blanc tra i bianchi e il Pinotage tra i rossi non mi sembra si siano imposte nel contesto internazionale, anche se la mia visione è quella di “italiano che beve soprattutto vini italiani e francesi”. Ci sono però un paio di punti a favore del Sud Africa: la produzione è sbilanciata verso i vini bianchi, pur non avendo una tradizione spumantistica, e il consumo interno è importante (vicino a 5 milioni di ettolitri sugli 8-9 normalmente prodotti), il che potrebbe proteggere l’industria vinicola.

Passiamo a commentare qualche numero con tutte le tabelle e i grafici.

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