Dati Mediobanca


I dati finanziari cumulati 2024 delle aziende di spumanti – Rapporto Mediobanca

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Dopo aver dedicato qualche giorno fa il consueto commento alle aziende di capitali del vino nel loro insieme, torniamo sul rapporto dell’Area Studi Mediobanca isolando il sotto-campione delle aziende a vocazione spumantistica, ossia 59 aziende (una in più dell’anno scorso). Le conclusioni sono piuttosto chiare: a fronte di una dinamica del fatturato 2024 migliore di quella del campione totale (e di quello delle sole aziende), non destinata a proseguire nel 2025, i margini restano su livelli più contenuti e, soprattutto, mostrano una dinamica meno favorevole, il che può sembrare paradossale rispetto alla percezione di “superiorità” del segmento degli spumanti nel contesto del settore del vino italiano.

Grafici, tabella con i dati e commento dettagliato nel resto del post.

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I dati finanziari cumulati delle aziende vinicole 2024 (escluso cooperative) – Rapporto Mediobanca

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Torniamo sul Report Vino di Area Studi Mediobanca. Le sole aziende vinicole (escluse le cooperative) chiudono il 2024 con fatturato a 6.470 milioni (+2.0%), meglio del campione totale, trainate dall’export che ormai pesa oltre il 55%. L’utile netto cala però a 324 milioni (-2.1%), eroso da oneri finanziari e fiscali. La struttura finanziaria si rafforza (Debiti/MOL a 2.1) ma soprattutto grazie al taglio degli investimenti (-21%). Il 2025 non promette bene, con una previsione di calo delle vendite dell’1.5%.

Approfondimento nel resto del post.

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I dati finanziari del settore vino nel 2024 – Rapporto Mediobanca

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Oggi analizziamo i dati finanziari del 2024 del settore vinicolo italiano, elaborati dall’Area Studi Mediobanca, che, come ogni anno, ha gentilmente messo a disposizione del blog. Il rapporto è diventato un vero e proprio compendio commentato che non si ferma all’analisi di bilancio di queste 255 aziende vinicole, ma ormai comprende innumerevoli approfondimenti relativi alle prospettive future, ai consumi di vino, alle esportazioni, all’analisi dei canali di vendita, a una lista molto esauriente di acquisizioni nel settore, e molto altro. Avendo conosciuto di persona Gabriele e Oriana che stanno dietro a questo rapporto, sono molto contento che questo rapporto e il blog siano cresciuti insieme nel tempo!

Tornando ai numeri, di cui vedete un grafico sopra, beh, il 2024 era ancora stato un anno buono per il settore, sebbene con un rallentamento delle vendite (+1%) ma con un miglioramento dei margini che si riportano vicini al record del passato. Nel 2025 la musica è cambiata, visto che l’80% di questo campione da 12 miliardi di vendite ha riportato un calo del fatturato di quasi il 3%, che porterà gioco forza a un ridimensionamento dei margini (nel 2020, le vendite calarono del 3% e i margini scesero dello 0.6% dal 10.3% al 9.7% ma con i supporti governativi).

Passiamo all’analisi dettagliata dei numeri, relativi a tutto il campione, comprese le cooperative. Nei prossimi post vedremo i dati “esclusi cooperative” e quelli relativi al segmento degli spumanti!

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Settore vino contro settore bevande – dati Mediobanca 2023/24

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La pubblicazione dei dati cumulativi dell’industria italiana da parte dell’Area Studi Mediobanca ci consente di fare un confronto tra l’evoluzione economico-finanziaria del settore delle bevande e di confrontarlo con quello del vino. I dati delle bevande arrivano al 2024, quelli del vino sono al 2023, dato che saranno aggiornati a maggio 2026 con il rapporto sul settore vinicolo (che speriamo continui dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di Banca MPS…).

I dati che presentiamo oggi sono piuttosto interessanti. 1) nel 2024 il settore delle bevande non è cresciuto, ma ha migliorato i margini grazie a un contenimento dei costi e a un calo delle materie prime. Questo è un andamento che probabilmente troveremo anche nel settore del vino, avendolo riscontrato nei bilanci analizzati durante l’anno. 2) il settore delle bevande ha ridotto la leva e aumentato il ritorno sul capitale. Su questi aspetti il settore del vino fino al 2023 si è mosso in direzione contraria, anche per via del consolidamento del settore (Antinori ha acquistato un’azienda americana, lo stesso hanno fatto altri operatori del settore).

La sensazione (e conclusione) è che il settore del vino sia destinato a perdere attrattività rispetto al settore generalizzato delle bevande, visto l’allargamento in negativo della differenza sul ritorno sul capitale.

Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.

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Indebitamento e leva delle principali aziende vinicole – dati Mediobanca 2024

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Chiudiamo la carrellata dell’analisi dei dati di Area Studi Mediobanca con l’analisi della leva finanziaria delle aziende vinicole italiane con un fatturato superiore a 100 milioni di euro. Il dato della tabella è il debito finanziario lordo, quindi senza aver dedotto l’attivo finanziario, mentre i dati sui rapporti di indebitamento (sul patrimonio netto e sul valore aggiunto) si riferiscono al debito netto, quindi post-deduzione dell’attivo finanziario.

Qualche giorno fa, nella carrellata generale del rapporto, avevamo evidenziato un calo del debito cumulato di queste aziende, da circa 2,56 a 2,37 miliardi di euro tra il 2023 e il 2024. Se si combina questo con l’incremento del patrimonio netto, da circa 4,6 a 4,9 miliardi, anche supportato dalle rivalutazioni, si arriva a un rapporto debito su patrimonio di circa 0,5 (0,55 lo scorso anno). Quando si confronta con il valore aggiunto di 1,3 miliardi di euro (+9%), si ottiene un multiplo di 1,8 volte (2,2 nel 2023). Siamo ben dentro il range storico di 0,5-0,6 volte nel primo caso e di 1,5-2,2 volte per il secondo indicatore.

Passiamo dunque a commentare qualche dato insieme, non senza aver prima notato che fino al 2024 non si evidenziano situazioni critiche tra queste varie aziende. Ben sappiamo che le cooperative tendono ad avere di rapporti di indebitamento più aggressivi delle aziende, ma sono “scudati” dalla loro struttura societaria particolare.

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