Dati Mediobanca


I risultati delle prime 107 aziende e cooperative vinicole – rapporto Mediobanca 2012

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Se la settimana scorsa ci siamo occupati dei risultati delle sole aziende vinicole, quelle con scopo di lucro, oggi facciamo una carrellata dei numeri generali del rapporto Mediobanca, quindi incluse anche le cooperative e le poche aziende straniere. Il post però mi piacerebbe affrontarlo oggi in modo diverso, dato che delle tendenze specifiche ho già discusso nel contributo al Corriere Vinicolo. Quindi oggi, pur mettendovi i grafici classici, cerco di analizzare una tendenza di lungo termine, decennale, tra il 2000 e il 2010. Che cosa è successo alle aziende vinicole? Come sono andate? Hanno soddisfatto i propri azionisti? Vediamo in dettaglio.

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I risultati finanziari delle aziende suddivisi per regione – fonte: Mediobanca

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Il rapporto Mediobanca è talvolta ripetitivo però ha il merito di essere molto costante e di aggiungere ogni anno un pezzetto nuovo. Quest’anno (quindi con i dati 2010) c’è il primo tentativo di dare qualche dato aziendale cumulativo per regione, per far capire in quale modo la struttura produttiva del vino si è evoluta. I dati che sono qui allegati sono molto interessanti, e ci consentono di identificare la forte impronta delle cooperative in regioni come il Trentino Alto Adige e Emilia Romagna (margini e ritorni sul capitale bassi), l’attenzione all’impiego al capitale delle aziende venete e la forte integrazione verticale delle aziende toscane (margini largamente più elevati di tutti gli altri nel campione, presumibilmente grazie a Antinori e Frescobaldi). I dati si spingono anche a misurare il costo medio per dipendente, da cui si evince che i meglio pagati sono i siciliani, seguiti dai dipendenti delle aziende venete, dove però si realizzano anche i livelli più elevati di valore aggiunto per dipendente. Invece di proporvi le solite sbarre, oggi vi introduco a questo grafico che cerca di misurare come la regione si pone su un certo parametro (a destra quelli dove bisogna stare alti, a sinistra quelli dove bisognerebbe stare bassi, tipo il debito) rispetto alla media del campione Mediobanca.

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I risultati delle aziende vincole italiane nel 2010 – rapporto Mediobanca

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I risultati delle aziende vinicole Italiane nel 2010 (quindi escluse le cooperative) hanno mostrato un significativo recupero rispetto all’anno della crisi, il 2009. Le vendite sono cresciute del 6%, i margini sono ritornati ai livelli pre-crisi (ma non ancora ai livelli di eccellenza del 2005-2006), l’indebitamento finanziario è in leggera crescita ma tutti gli indicatori finanziari sono in miglioramento grazie all’aumento degli utili. Il segreto della performance è naturalmente fuori dall’Italia, cioè le esportazioni, che ormai stanno raggiungendo la dimensione del business in Italia: il prossimo anno si potrebbe arrivare vicino alla parità, sulla base del forte incremento delle esportazioni e dell’indagine Mediobanca che indica un progresso ulteriore del 9% (+11% estero, +7% Italia), riferito quest’ultimo alla totalità del campione. La crescita degli utili e investimenti moderati hanno poi consentito alle aziende di raggiungere un ritorno sul capitale di poco sopra il 6%: ancora poco ma non lontano dal costo del capitale.

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Rapporto Mediobanca: il pareggio dei privati – Corriere Vinicolo

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Pubblichiamo oggi l’articolo apparso sul Corriere Vinicolo a mia firma relativo al rapporto Mediobanca sui risultati 2010 delle aziende vinicole italiane. Tra gli spunti piu’ interessanti, l’allargamento del divario tra le aziende private e le cooperative in termini di efficienza e investimenti.

Rapporto Mediobanca – corriere vinicolo

I canali di vendita del vino in Italia nel 2011 – indagine Mediobanca

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Mediobanca pubblica come al solito il suo sondaggio sui canali di vendita, che noi riprendiamo e analizziamo ogni anno. Nel 2011, ci sono alcuni aspetti interessanti da sottolineare, alcuni dei quali già facevano parte del commento dello scorso anno: (1) c’è un segnale di indebolimento della quota di mercato della GDO nelle vendite di vino; (2) come già negli anni scorsi il canale Horeca e il canale della vendita diretta perdono peso, lo stesso discorso vale per le enoteche; (3) si rafforzano i canali di vendita alternativi, quindi distribuzione e vendite online. Da ultimo, quando si mette il naso fuori dall’Italia, si consolida la tendenza delle aziende italiane di rinunciare alla distribuzione diretta a favore di distributori esteri. È vero per le aziende private ma anche per le cooperative. Un discorso un po’ diverso può essere fatto per il segmento dei grandi vini. In questo caso sembra riprendere quota il canale Horeca. Vediamo i dati.

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