L’aggiornamento OIV di maggio 2026 conferma una produzione mondiale di vino 2025 su livelli storicamente bassi a 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024 e poco sotto la stima precedente di 232). L’Italia mantiene la leadership con 44 milioni di ettolitri, stabile sul 2024.
Dati in formato testo disponibili dal 1995 nella sezione Solonumeri.
Con l’aggiornamento OIV di maggio 2026 si chiude di fatto il quadro della produzione di vino del 2025, dopo la prima stima pubblicata a novembre dello scorso anno. Le revisioni rispetto al dato preliminare sono marginali: la produzione mondiale del 2025 si attesta a 227 milioni di ettolitri, in lieve crescita (+0,6%) rispetto al 2024 e un filo sotto la prima stima di 232, su livelli che restano storicamente molto bassi (media decennale: 261 milioni di ettolitri). Si tratta però di un calo in qualche modo benvenuto, visto l’andamento calante dei consumi di vino, sceso del 3% a 208 milioni di ettolitri nel 2025 (e che tratteremo di qui a poco).
Il quadro complessivo conferma dunque quanto avevamo già anticipato a novembre: la riduzione strutturale delle aree vitate (scese di un altro 1% a 7.03 milioni di ettari), sommata a una serie di annate climaticamente difficili, sta progressivamente abbassando il livello strutturale della produzione mondiale.
Anche se nel 2025 la produzione extraeuropea ha recuperato leggermente (da 87 a 89 milioni di ettolitri), sono ancora i paesi europei a mantenere livelli produttivi meno distanti da quelli storici, e in questo contesto l’Italia ha un ruolo determinante, con una produzione nel 2025 soltanto del 7% sotto la media storica, quando a livello mondiale siamo sotto del 13% e i nostri vicini Francia e Spagna viaggiano tra il 15 e il 20% sotto.
L’Italia si conferma quindi il leader mondiale di produzione di vino (in volume, non in valore) a 44.4 milioni di ettolitri, dato stabile rispetto al 2024 e in crescita del 16% rispetto al difficile 2023 (38,3), come dicevamo, soltanto il 7% sotto la media decennale (47,7). La Francia resta il secondo produttore a 36 milioni di ettolitri (stabile rispetto al 2024, -17% rispetto alla media decennale di 43,5), mentre la Spagna scende a 29 milioni di ettolitri (-8% rispetto al 2024, -20% rispetto alla media di 36).


Anche gli USA registrano il dato più debole degli ultimi anni, a 20 milioni di ettolitri (-5% sul 2024), nettamente sotto la media decennale di 25. L’Australia mostra un parziale recupero a 11.3 milioni di ettolitri (+9% sul 2024), non distante dalla media decennale di 12,2. Una situazione simile è quella dell’Argentina a 11 ml/hl, -1% sul 2024 e del 7% sotto la media storica, mentre in Sudafrica (10.2 ml/hl, -1%) la produzione è allineata ai livelli degli ultimi 10 anni, unico caso tra i grandi produttori mondiali.
Il calo peggiore è però quello del Cile, sceso a 8.4 ml/hl, -10% sul 2024 ma soprattutto -26% sul dato storico.
Prima di concludere, vale la pena segnalare il dato della Cina, che continua la sua discesa strutturale: 2.2 milioni di ettolitri stimati per il 2025, contro un picco di 13,2 nel 2016. Un calo del 83% in dieci anni che ridisegna profondamente il destino della viticoltura nel grande paese asiatico.

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