Spumanti


I dati finanziari cumulati 2023 delle aziende di spumanti – Rapporto Mediobanca

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Chiudiamo l’analisi dei dati finanziari cumulati delle aziende vinicole italiane elaborato dall’Area Studi Mediobanca con il “campione” di 58 aziende produttrici di vini spumanti. Come è lecito attendersi, i dati sono migliori di quelle del campione generale, vista la dinamica leggermente migliore del fatturato 2023 (+1% contro il leggero calo), soprattutto considerando l’eccezionale crescita degli ultimi anni, e una leggera ripresa dei margini dopo il dato in forte calo del 2022. Anche per le aziende spumantistiche troviamo un significativo incremento della leva finanziaria, pur restando sotto la media generale (2.1 volte l’EBITDA contro 2.8x per il totale), da legare sia al forte incremento degli investimenti (6% delle vendite contro una media del 5% dei 5 anni precedenti) che del capitale circolante netto, legato in questo caso all’incremento delle rimanenze.

Bene, le prospettive 2024 delineate dal rapporto sono di un leggero incremento del fatturato (2% circa) a fronte della previsione di fatturato stabile per il campione nel suo complesso, che secondo i budget delle aziende potrebbe accelerare nel 2025 al +4%… sempre che abbiano fatto i conti dopo le turbolenze relative ai dazi.

Passiamo a un’analisi dettagliata con tabelle e grafici.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2025

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Sebbene il periodo sia poco significativo, nel primo trimestre le esportazioni di spumante si sono quasi fermate (+1%), facendo venir meno la spinta che negli ultimi anni avevano dato al nostro export di vino. Il periodo si è caratterizzato per forti oscillazioni tra i diversi mercati, con dati fortissimi per USA, Svizzera e Francia, compensati dal crollo della Russia (-59%), in misura minore, della Germania (-19%). Come dicevo sopra, il primo trimestre è un periodo anomalo, normalmente soltanto il 20% dell’anno, ma occorrerà capire che cosa succede nel mercato americano, visto che per il momento l’andamento non positivo delle esportazioni deriva più da una “normalizzazione” delle spedizioni in Russia che non da una crisi vera. Tra le categorie, resta positivo il Prosecco, calano tutti le altre tipologie.

Tabelle complete, ulteriori grafici e commento dettagliato nel resto del post.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento primo trimestre 2025

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La frenata delle esportazioni di marzo (-4%) ha riportato il dato sul primo trimestre quasi al livello dello scorso anno (+1%, 1.86 miliardi). La questione più scottante però è che quello che ci si attende essere il problema, ossia gli Stati Uniti per via delle tariffe, non ha praticamente niente a che fare con questi andamenti, anzi: il dato finale del primo trimestre è +13%. Il problema è la Russia, che abbiamo più volte sottolineato lo scorso anno essere stato uno dei principali fattori di crescita del nostro export e che ora sta letteralmente scomparendo; la tengo nelle tabelle giusto per evidenziarne l’apporto. Con questo mese siamo però alla vigilia della “turbolenza Trump” che come sapete è partita il 2 aprile.

Bene passiamo a un’analisi più dettagliata sui dati trimestrali, ricordandovi che pubblicheremo anche un post relativo nello specifico agli spumanti.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento febbraio 2025

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di Marco Baccaglio

Le esportazioni italiane si mantengono in equilibrio in febbraio (613 milioni), con un dato stabile che però nasconde un forte squilibrio geografico: da una parte gli USA hanno continuato a farsi spedire vino (+22%) in anticipazione della potenziale (e reale) introduzione di maggiori dazi, tutto il resto del mercato messo insieme è calato con la Russia osservato speciale in negativo dopo esserlo stato in positivo l’anno scorso. Volendo fare un calcolo dell’andamento al netto di questi due mercati in forte oscillazione, potremmo calcolare in calo nel “mondo ex Russia e USA” del 2.5%, da 441 a 429 milioni di euro. Osservando le diverse categorie, potremmo dire che sono gli spumanti quelli dove l’impatto americano è più marcato (+43%), considerando anche la bassa stagionalità del periodo. Due considerazioni finali: primo, allargando lo sguardo ai 12 mesi, siamo a +4% per 8.2 miliardi, senza gli USA saremmo a +1.3% (5.98 miliardi), quindi direi non male visto il periodo. Secondo, curiosando a quello che succede in Francia, sui primi 2 mesi le loro esportazioni erano in calo dell’1% a 1572 milioni, mentre nel primo trimestre sono migliorati, chiudendo con un +2%, anche loro con un febbraio peggiore di gennaio ma un rimbalzo in marzo.

Passiamo all’analisi dei dati in dettaglio con tutti i grafici e le tabelle.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento gennaio 2025

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Il 2025 parte benino per le esportazioni italiane di vino. Come abbiamo già commentato nei mesi precedenti i dati recenti sono fortemente influenzati dalla tempistica delle spedizioni in USA, che molti esportatori hanno anticipato in previsione dei dazi. Il dato di gennaio, +7% a 579 milioni di euro è ovviamente positivo ma include un incremento del 19% delle spedizioni in USA. Se “scorporassimo” questo contributo dalle esportazioni arriveremmo a un incremento del 3% (da 403 a 416 milioni di euro per il resto del mondo). Giusto per darvi un punto di riferimento, la Francia a gennaio 2025 ha fatto +5% nelle esportazioni, cui è seguito un calo del 9% in febbraio, dove dovremo anche considerare il numero di giorni lavorativi più basso (il 2024 era bisestile).

Resta comunque un buon dato considerando che il mese è anche “debole” dal punto di vista del mix, visto che i vini spumanti tendono a essere poco rappresentati (+6% nel mese). I dati degli altri mercati “importanti” sono buoni con Germania, Regno Unito, Francia e Svizzera  tra 2% e +6%, il Canada a +23% e soltanto la Russia molto negativa (-54%).

Passiamo a una breve analisi dei dati con ulteriori grafici e tutte le tabelle.

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