Gli spumanti italiani chiudono marzo 2026 con un rimbalzo a 189 milioni di euro (+10%) e 453 mila ettolitri (+12%). Il miglioramento, forse parzialmente legato alla tempistica della Pasqua, non basta a raddrizzare un primo trimestre rimasto in territorio negativo a 476 milioni di euro (-4%) e 1.13 milioni di ettolitri (-2%).
Tutti i dettagli con le tabelle complilate sui dati ISTAT e ulteriori grafici nel resto del post.
A marzo 2026 le esportazioni di vino interrompono la serie negativa iniziata a luglio 2025: 670 milioni di euro, +0.8%, con volumi a +3.3%. Il dato va però letto con cautela, tra tempistica della Pasqua e prezzo-mix ancora in calo: il primo trimestre resta negativo dell’8% a 1,703 milioni di euro. Gli USA segnano -7% nel mese e -21% nel trimestre, mentre la Germania lima il calo trimestrale al 5%. Gli unici mercati maggiori in crescita nel trimestre sono Francia e Russia. Bene gli spumanti nel mese (+10%), ma anche per loro il trimestre resta negativo (-4%).
Dati in formato testo disponibili nella sezione “ultimi dati” qui a fianco.
Dati in formato testo disponibili nella sezione dedicata a fianco.
Le esportazioni italiane di vino chiudono febbraio 2026 a 563 milioni di euro (-8%), portando il bimestre Gen-Feb a -13% in valore e -8% in volume. Pesa soprattutto il crollo degli USA (-27% sul bimestre, circa 100 milioni di euro persi), legato all’effetto base post-dazi, ma cala anche la Germania (-9%) e il Regno Unito (-13%).
Il 2026 parte in salita per le esportazioni italiane di vino: a gennaio il valore scende a 470 milioni di euro, in calo del 19%, penalizzato dal confronto con il gennaio 2025, gonfiato dal front-loading pre-dazi. Su base annua mobile, il totale arretra a 7,7 miliardi (-5,6%), il livello più basso dalla fine del 2022. Tutte le categorie e i principali mercati sono in territorio negativo, con gli Stati Uniti in caduta del 35% e un calo diffuso anche in Europa.
Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.
Le esportazioni italiane di spumante chiudono il 2025 in calo del 2.5% a 2,313 milioni di euro, con volumi sostanzialmente stabili a 5,532 migliaia di ettolitri (+0.7%). Il 2025 segna quindi l’inversione di tendenza rispetto alla crescita durata anni (salvo l’intervallo del Covid). Se guardiamo il profilo mensile, il 2025 è stato un anno di due metà molto diverse. Il primo trimestre si era chiuso con segni positivi, probabilmente supportati dagli ultimi effetti del “front-loading” di fine 2024 verso gli USA, ma a partire da marzo-aprile i numeri si sono deteriorati rapidamente. Il secondo semestre è stato caratterizzato da una serie quasi ininterrotta di mesi negativi, con il punto più basso toccato in ottobre (-11%) e novembre (-8%). Solo dicembre (che ha un valore inferiore a quello dei mesi precedenti) ha offerto un modesto sollievo di -1%. Il dato forse più preoccupante è il deterioramento del prezzo medio di vendita, sceso del 3% a 4.2 euro al litro, soprattutto determinato dal Prosecco (-4% a 4.22 euro/litro), che ormai rappresenta più dei tre quarti delle esportazioni italiane di spumante.
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