
Il 2025 di Callmewine è stato un anno ricco di eventi, in un contesto di andamento economico-finanziario ancora ampiamente negativo. In primo luogo, è stata effettuata un’operazione di fusione inversa della controllante dentro Callmewine, con cui si è generato un avanzo di fusione di 7.6 milioni di euro, inserito nel patrimonio netto. L’operazione dal punto di vista finanziario è neutra (il debito è cresciuto da 1.2 a 2.4 milioni di euro) ma ha “iniettato” patrimonio netto. In secondo luogo, l’azienda ha chiuso la controllata inglese, tagliando il personale per concentrare tutte le spedizioni in Italia da una sede unica. Italmobiliare (che controlla il 100%) ha fornito 1 milione di euro a titolo di prestito soci (che diventano due milioni quindi, dopo quello dell’anno scorso) e si è impegnata in un aumento di capitale da 1 milione di euro nel 2026.
Venendo ai numeri, il fatturato cala del 10% circa, il margine lordo migliora al 29% e compensa le minori vendite, ma la perdita netta sale a 3 milioni, la più alta di sempre, anche a causa di alcune svalutazioni, e nonostante una gestione dei costi molto attenta.
Passiamo a un’analisi più dettagliata dei numeri.





