Spumanti


Vranken Pommery – risultati primo semestre 2014

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Nemmeno i primi 6 mesi del 2014 hanno portato buone notizie per Vranken Pommery, che resta tra le piccole aziende della Champagne quella con i risultati meno convincenti (vedremo la prossima settimana Laurent Perrier, che appare in forte recupero). Come ricorderà chi ha letto il post sui risultati 2013, che trovate qui, l’azienda aveva annunciato al mercato una strategia di focalizzazione sui prodotti ad alto valore aggiunto per far crescere i margini. Come già nel 2013, anche nel primo semestre 2014 questo risultato non si vede. Il secondo obiettivo era ridurre il debito e qualche risultato qui lo hanno raggiunto, analizzando i dati di giugno 2014 con giugno 2013. I dati che vedete pubblicati sono “aggiustati” per considerare lo scorporo di Listel, che ha portato a un forte contributo (15 milioni di euro) non monetario che giustifica l’elevato utile netto. Guardiamo insieme i numeri.

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Schloss-Wachenheim – risultati 2013/14

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Schloss-Wachenheim ha avuto un ottimo 2013-14, con un leggero incremento delle vendite ma un più deciso aumento degli utili grazie al calo degli oneri finanziari e della tassazione. Come ricorderete il gruppo è esposto in proporzioni molto simili al mercato tedesco, francese e a quello dell’Est Europa, con una presenza nel segmento dei vini spumanti ma anche nella nicchia a forte crescita dei vini non alcolici. Andiamo insieme a vedere l’andamento dei principali mercati e i risultati 2013-14.
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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento settembre 2014

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In questo post sugli spumanti nei 9 mesi dell’anno credo sia utile mettere in luce una serie di cose che vanno osservate attentamente nel futuro per capire il potenziale dell’export di spumante. In particolare: 1) la volatilità dei mercati di destinazione dell’Asti spumante, dove la Lettonia è diventato improvvisamente il maggiore mercato; 2) il forte deterioramento del prezzo medio di esportazione degli spumanti DOP, talchè sarà difficile crescere quando i volumi non si espanderanno più; 3) il confronto particolarmente difficile dell’ultimo trimestre del 2013, soprattutto per l’Asti spumante. Buona lettura.
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Lanson BCC – risultati primo semestre 2014

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I risultati del primo semestre di Lanson BCC ci mostrano ancora una volta come sia diventato difficile tenere gli utili del passato per le aziende della Champagne. Anche se il primo semestre non rappresenta una parte significativa dell’attività, i margini calano lungo una linea costante che dura ormai da qualche anno. L’azienda nega, ma la percezione è piuttosto chiara: man mano che l’attività si sposta dalla Francia (le vendite scendono per Lanson) e dall’Europa nei mercati lontani, si fanno meno soldi. I costi di distribuzione crescono, le strutture che bisogna “costruire” nei nuovi mercati si fanno sentire. Anche il terzo trimestre, di cui Lanson ha appena fornito i dati di vendita non sono buoni: le vendite del terzo trimestre sono andate male, per cui il piccolo vantaggio del primo semestre (+1%) diventa un -2.3% nei primi 9 mesi. E qui viene la parte divertente: da un lato l’azienda sottolinea che del quarto trimestre sono critici, circa il 45% delle spedizioni. Dall’altra la situazione globale dei mercati suggerisce di essere cauti, per cui di stime per il fine anno non ne vengono fornite! Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Esportazioni di spumante italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Come accennavamo domenica sera, la categoria dei vini spumanti continua a macinare record, mese dopo mese. Va pero’ evidenziato che il buon risultato e’ frutto di trend piuttosto squilibrati tra le categorie di prodotto e i mercati. A tale proposito, il Regno Unito e’ diventato il primo mercato per lo spumante italiano, scalzando gli USA, che a loro volta nel 2011 avevano scalzato la Germania. Il segmento resta guidato dal successo degli spumanti DOP, dietro cui c’e’ il fenomeno del Prosecco, mentre per l’Asti si chiude un semestre “amaro”, con un -10%, certamente influenzato dalla forte esposizione del prodotto al mercato russo (un grattacapo per tutti, anche al di la’ dei cambi) e al declino del prodotto nel mercato tedesco: stiamo parlando, giusto per intenderci, dei primi due mercati per l’Asti. Andiamo ad analizzare insieme i numeri.

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