Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2014

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Alla tipica stagionalità del consumo di spumanti, nel primo trimestre 2014 si aggiunge anche la questione Pasqua che (speriamo) abbia avuto un ruolo nella partenza falsa della categoria “Asti” degli spumanti italiani. Infatti, se le esportazioni di spumante del trimestre crescono del 18%, ciò è tutto legato agli altri spumanti DOC, in salita del 35%, a compensare un calo dell’6% delle esportazioni di Asti. L’analisi dell’andamento dell’Asti DOC ci dice però che c’è di più della Pasqua a spiegare il calo dell’Asti: il mercato russo sta indietreggiando di nuovo dopo il recupero prodigioso del 2013. Nel complesso, i numeri sembrano dirci che una volta esaurita la spinta prodigiosa del mercato inglese sarà difficile proseguire la crescita, data la progressiva decelerazione nel mercato americano… andiamo a commentare qualche numero insieme.

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Lanson BCC – risultati 2013

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Se Vranken Pommery non ha dato numeri positivi, non si può dire che i concorrenti di Lanson BCC abbiano fatto meglio nel 2014. Manca ancora all’appello delle nostre review Laurent Perrier, ma già posso anticiparvi che il calo dell’utile operativo è stato superiore al 10%, a causa della pressione sui margini. Tornando a Lanson, il quadro del 2013 è di un incremento delle vendite del 4% ma di una riduzione del 4-5% degli utili. Il mancato incremento dei volumi e la forza dell’euro (qui tutti i costi sono in Euro!) hanno certamente avuto un ruolo nello spiegare il calo dei margini. I debiti restano leggermente superiori al magazzino, anche se la distanza diventa ormai esigua. L’azienda si rifiuta di dare indicazioni sul 2014. Conclusione: possiamo già dire che ancora una volta chi ha vinto nel settore degli Champagne è il leader di mercato LVMH, che con la sua potenza di fuoco (che include anche diversi grandi vini fermi di Bordeaux e, da qualche mese, Clos de Lambray in Borgogna) ha un vantaggio e dei margini che le piccole aziende del settore non possono nemmeno sognare…

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Vranken Pommery – risultati 2013

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La strategia di focalizzazione di Vranken Pommery sui vini ad alto valore aggiunto sta facendo scendere il fatturato ma, come vediamo dai risultati 2013, non sta facendo aumentare di molto i margini e gli utili, o perlomeno non ancora. Sono queste le considerazioni più importanti dei conti 2013, che per dirla tutta sono veramente poco convincenti. L’azienda si vanta nella presentazione della strategia di lungo termine, che ha pagato di nuovo un dividendo di 7 milioni di euro (ma il debito è cresciuto di 6 milioni, quindi non c’è molto di cui gioire). In queste spiegazioni, ci sono troppi “se e ma”, troppe volte “le cose sono andate male ma se invece di prendere tutto prendi soltanto le vendite dei prodotti nostri o quelli che ci piacciono di più, allora va meglio”. La promessa per il 2014 è quella ti tagliare magazzino e debiti, e far crescere i margini e l’utile netto. Doveva già succedere nel 2013, chissà che il 2014 non sia la volta buona. Passiamo ai numeri.

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Schloss-Wachenheim – risultati 2012/13

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Il 2012-13 di Schloss-Wachenheim si e’ concluso in maniera soddisfacente, nonostante un contesto economico difficile nei principali mercati (Europa) e la pressione sui costi delle materie prime (basi spumante principalmente). Le vendite sono aumentate del 5% superando per la prima volta la barriera dei 300 milioni di euro, il taglio dei costi operativi ha consentito di compensare una riduzione del margine industriale, di conseguenza l’utile netto alla fine cresce di quasi il 10%. La valutazione borsistica del gruppo e’ cosi’ cresciuta del 50% e oggi sfiora i 100 milioni di euro, per un multiplo comunque piuttosto modesto di 10 volte gli utili. Passiamo ai numeri dell’anno.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2012

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Con quasi 70 milioni di bottiglie e un valore al consumo di 450 milioni di euro, la denominazione Conegliano Valdobbiadene DOCG si conferma una delle denominazioni di riferimento italiane, soprattutto nel segmento degli spumanti che rappresenta  il 90% della produzione della denominazione. I dati che commentiamo oggi provengono dal Consorzio e dal rapporto relativo, presentato in dicembre e si riferiscono al 2012. La produzione sembra approcciare un punto di saturazione, proprio intorno al livello di 70 milioni di bottiglie. Mentre le esportazioni continuano a crescere con vigore, anche se con un graduale spostamento su nuovi mercati, in Italia per la prima volta da diversi anni, le vendite sono calate. Andiamo dunque a vedere i dati principali.

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