Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento settembre 2013

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Un paio di giorni fa parlavamo del rallentamento degli spumanti. Oggi possiamo andare nel dettaglio e dire che si tratta di un rallentamento che carattarizza la parte meno significativa del mercato, quindi non l’Asti e non gli spumanti DOP. Di più, il rallentamento è un forte calo dei volumi, pari al 45% circa nel mese di settembre (e del 12% circa sui primi 9 mesi dell’anno). Dall’altra parte, l’Asti cresce nel mese del 5% e gli altri spumanti DOP continuano a crescere a un ritmo superiore al 20%, sempre grazie ai volumi. Proprio questo ci fa dire che, a un certo punto, la crescita degli spumanti DOP sarà destinata a scemare…

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2013

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Dopo aver analizzato il dato generale dell’export nel primo semestre, ci caliamo nei dati degli spumanti. Questo segmento che ricordiamo rappresenta una quota del 9% dei volumi totali e del 14% del valore dell’export degli ultimi 12 mesi. Bene, le tre categorie in cui viene spaccato il dato sembrano muoversi in modo diverso negli ultimi mesi, combinandosi in un +18% nel primo semestre: (1) gli spumanti DOP continuano a crescere senza sosta (+27%) e rappresentano ormai oltre la metà del nostro export; (2) l’Asti spumante, riportato separatamente, sta andando incontro a un forte riposizionamento nei mercati con la crisi del prodotto in Germania compensata dalla ripresa in Russia; (3) tutti gli altri spumanti sembrano essere in una fase di stabilizzazione dopo la crescita degli ultimi mesi. Mettendo insieme i numeri e guardando alle aree geografiche, il segmento è supportato da Stati Uniti e Regno Unito, mentre si indeboliscono la Germania e, per via del cambio, il Giappone.

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Vranken Pommery – risultati e analisi di bilancio 2012

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Come già visto per Lanson BCC, anche Vranken Pommery non ha avuto una buona annata nel 2012. Le vendite sono calate del 4%, magazzino e debito sono cresciuti e gli azionisti sono rimasti quasi a bocca asciutta, con un utile sceso del 24%, il terzo caso consecutivo e molto pesante. In altre parole, l’azienda fa circa un terzo dell’utile prima della crisi con un fatturato del 10% superiore. Manca ancora all’appello Laurent Perrier, ma possiamo già dire che il leader LVMH ha allargato il divario contro i produttori medi nel 2012. Nel caso di Vranken poi dobbiamo anche riportare un aumento di capitale di 42 milioni per finanziare una piccola acquisizione (Champagne Bissinger), l’apertura delle proprie filiali in diversi paesi e l’integrazione a monte nella produzione di uve in alcuni segmenti critici. Insomma, l’azienda si sta strutturando, formalmente con l’obiettivo di generare sinergie e migliorare i margini: vedremo nel futuro se vengono i risultati. Il piano prevede una riduzione dei volumi di vendita a favore della qualità, un taglio del magazzino di oltre il 10% e un taglio di 60 milioni di euro dell’indebitamento. Per ora commentiamo i numeri bruttarelli del 2012…

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2012

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Dopo la crisi del 2009, il 2012 è stato il peggior anno della storia recente dello Champagne. Le consegne sono scese del 4% a 309 milioni di bottiglie. La “responsabilità” del calo è da ricercare essenzialmente nella debolezza del mercato francese, cui si accompagna una riduzione dei volumi nei mercati anglosassoni, che avevano però sostenuto in modo eccezionale il volume di vendita negli ultimi 2 anni. Non parlerei dell’Italia, dove lo Champagne ha subito un brutto colpo nel 2012, mentre citerei il buon andamento in Giappone e l’ancora scarsa presa del prodotto (rispetto alla sua rilevanza mondiale) in Cina (il che non è male visto le recenti minacce di incremento della tassazione).

La crisetta del 2012 ha però un’impronta diversa e non piacevole rispetto a quella del 2008/09: questa volta a farne le spese sono i “vigneron” cioè i produttori per la parte che vendono direttamente. Ciò è senz’altro dovuto all’impronta europea e domestica di questo calo di volumi, a differenza della crisi 2009 quando era stato il “global trade” a istigare la crisi. Ne consegue un quadro dove si stanno rafforzando le grandi maison (per quanto anche loro in calo) e le cooperative. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni di spumante italiano – dati primo trimestre 2013

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Le esportazioni di spumanti hanno ripreso a correre nel mese di marzo, per chiudere il primo trimestre in crescita del 20% a 130 milioni di euro. Con questa performance, su base annua lo spumante italiano raggiunge 646 milioni di euro di esportazioni (+15%) su circa 1.9 milioni di ettolitri di volume esportato (stabile). All’interno di questo quadro ci sono diverse tendenze da sottolineare, la più importante delle quali è certamente il rimbalzo delle esportazioni di Asti spumante in Russia, dove sembra essersi assestato il sistema distributivo. Se la Russia sembra un problema in fase di risoluzione, l’Asti deve ora vedersela con il cambio di direzione delle esportazioni in Germania e Stati Uniti… ma vediamo i dettagli per tipologia.

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