Toscana


Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – primo semestre 2019

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Come ogni semestre andiamo a fondo sui dati delle esportazioni di vino. I numeri evidenziano un andamento piuttosto omogeneo dal punto di vista geografico. Le aziende basate nelle tre regioni chiave, Veneto, Piemonte e Toscana, sono cresciute del 4-5%, quindi leggermente meglio del resto, cresciuto dell’1% circa ma senza grosse differenze. Se invece guardiamo I dati per categoria dei vini in bottiglia è evidente lo spostamento di una parte significativa dei bianchi IGT Veneti sulle DOC (per un valore di 50-60 milioni) che chiaramente scombussola la serie dei vini DOC e IGT, rispettivamente in crescita del 10% e in calo dell’8%. Al di là di questo impatto, va sottolineato che anche I vini rossi DOP stanno andando bene, in crescita del 5% dopo qualche anno di stasi e in realtà se si mettono insieme bianchi DOC e IGT esce un quadro meno positivo di quello dei vini rossi. Passiamo all’analisi dei dati.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2018

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Il bilancio delle due anime di Banfi, la società agricola e quella commerciale, mostra nel 2018 un leggero calo dei margini a fronte di un fatturato stabile, soprattutto nelle aree chiave dell’azienda, l’Italia e gli USA. Ciò che però colpisce è che da 5 anni a questa parte gli investimenti sono cresciuti in modo significativo e il 2018 è il terzo anno in cui gli investimenti sono superiori alla generazione di cassa: 10.4 milioni contro circa 8 milioni; negli ultimi 5 anni 48 milioni di euro investiti contro i 14 dei precedenti 5 anni, tutti finanziati con la generazione di cassa propria dell’azienda e un leggero ricorso a nuovo debito (circa il 15% del totale). Scorrendo la relazione degli amministratori si trovano diverse tracce: l’ampliamento comparto frutta (conoscete le prugne secche di Banfi?), i nuovi impianti di vigneto a Montalcino e di Novi Ligure e l’ampliamento della parte ospitalità che fattura oltre 5 milioni di euro. Si tratta di interventi che generano un ritorno nel medio termine, la parte dei vigneti per esempio a partire dal 2022. Passiamo quindi a una breve analisi dei dati 2018, ricordando che l’azienda Banfi è strutturata con una società commerciale e da una società agricola (che opera in modo indipendente in USA e poi vende alla commerciale il resto dei prodotti). Nella tabella trovate i dati “combinati” di fatturato, patrimonio netto e debito e separati di utili così potete analizzare meglio come si muovono i due pezzi. Buona lettura.

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Frescobaldi – risultati e dati di bilancio 2018

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Il calo degli utili di Frescobaldi registrato nel 2017 è stato più che recuperato nel 2018: tutti gli indicatori, a partire dalla crescita delle vendite dell’11%, sono fortemente positivi: l’utile operativo cresce del 30% e l’utile netto del 36% a 18 milioni, il livello più elevato di sempre per il gruppo. Di pari passo con il recupero dei margini procedono gli investimenti, 37 milioni in tutto tra incrementi di attivi e acquisizioni (20 milioni), tra i quali spicca l’acquisto di una quota di minoranza di oltre il 3% nella cantina di Masseto e Ornellaia, arrotondata al 73%. Per questo motivo, il bilancio 2018 vede un leggero incremento dell’indebitamento finanziario netto (da 10 a 22 milioni), che resta comunque molto limitato visto il grado di patrimonializzazione (236 milioni di patrimonio netto a valore di libro… ma molto di più se si rivalutassero i vigneti e i marchi a valore di mercato) e la generazione di cassa dell’azienda (39 milioni di margine operativo lordo e poco meno di cash flow, visto l’esiguo ammontare pagato in tasse e oneri finanziari). Il 2019 sembra procedere positivamente: nella relazione si parla di nuove opportunità commerciali nell’area Asia/Pacifico in seguito a un nuovo accordo commerciale. Passiamo a commentare qualche numero in dettaglio.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2018

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Il difetto di analizzare le esportazioni per categoria di vino (DOP, IGP e via dicendo) è che se ci sono delle variazioni regolamentari che spostano i prodotti da una categoria all’altra (notoriamente al rialzo, in questo caso apparentemente in Veneto dove i bianchi DOP sono triplicati in export), quello che succede è che si rischiano di commentare dati fuorvianti. Così succede con i numeri 2018, dove potremmo dire che le esportazioni di vini DOP sono cresciute del 10%. Ma poi dovremmo dire che le esportazioni di vini IGP sono scese del 17% e quindi saremmo punto a capo, perché se sommiamo le due categorie (sia per i bianchi che per i rossi), arriviamo a dei cali compresi tra l’1% e il 2% per il 2018. Questi comunque sono due tra i numeri rilevanti che meritano questa introduzione, insieme allo stop alla crescita dei vini rossi piemontesi (-8%). Nell’ambito invece delle esportazioni regionali, i trend sono piuttosto omogenei per le regioni più importanti (Veneto, Toscana e Piemonte) intorno al 3-4%, mentre dopo diversi anni di crescita costante si fermano le spedizioni in valore del Trentino Alto Adige. Passiamo ai dettagli.

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I prezzi all’origine del vino – aggiornamento 2018 su dati ISMEA

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Il grafico qui sopra rende molto bene l’idea che chi legge questo pezzo deve farsi riguardo all’andamento dei prezzi dei vini nel 2018 (e ricordo qui stiamo parlando dei prezzi nelle borse merci, quindi della materia prima). La scarsa vendemmia 2017 ha portato a forti tensioni che sono culminate a inizio estate; quando poi sono arrivate le rassicurazioni sulla ricca vendemmia 2018 si è fatto marcia indietro. Il salto all’insù e all’ingiù è stato come sempre sproporzionato per i i vini di bassa qualità, mentre nel caso dei vini DOC e IGT come potete vedere l’entità dell’oscillazione è meno significativa. Per dare qualche numero, in media i prezzi dei vini sono stati nel 2018 del 20% più alti che nel 2017; per i vini comuni la crescita è stata del 32%, per i vini IGT del 20% e per i vini DOC del 12%. Se invece prendiamo il fine anno, cioè da dove partiamo ora rispetto a dove eravamo a fine 2017 le variazioni sono invertite: i prezzi di fine 2018 sono del 14% inferiori a un anno fa, -29% per i vini comuni e circa -7% per i vini DOC e IGT. Fatta questa premessa per spiegare cosa succede, possiamo ora dedicarci nel resto del pezzo (più bello che “post”, non credete?) ai dettagli dei prezzi dei vini DOC/DOCG.

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