Toscana


Frescobaldi – risultati e dati di bilancio 2019

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Sotto alcuni punti di vista il 2019 è stato il miglior anno di sempre per Frescobaldi: fatturato sopra 120 milioni, incidenza delle materie prime al minimo di sempre, posizione finanziaria netta quasi neutra. È stato un anno senza scossoni, di consolidamento degli investimenti e delle acquisizioni degli ultimi anni (oltre 100 milioni dal 2014 al 2019, compreso acquisizioni), che mette Frescobaldi nelle condizioni di affrontare al meglio la sfida del 2020. L’impatto del COVID19 sarà significativo visto il posizionamento elevato dei prodotti, esposti quindi al canale Ho.Re.Ca. che ha subito uno stop di almeno 3-4 mesi. Gli amministratori, nell’ambito di un messaggio comunque cauto commentano così: “Occorre comunque precisare che i segnali derivanti dal mercato cinese, primo ad essere uscito da un lockdown generalizzato, sono incoraggianti e devono essere motivo di ottimismo per il settore vitivinicolo italiano”. Bene, passiamo a commentare i dati 2019.

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Toscana – produzione di vino e superfici vitate 2019 – dati ISTAT

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La vendemmia toscana 2019 è perfettamente allineata alla media storica e all’anno precedente, con una volatilità dunque nettamente inferiore a quella delle altre regioni italiane (9% sopra la media storica, ma 9% sotto il 2018). Nel constesto di questa stabilità è stato un anno migliore per i vini rossi, che sono la maggioranza della produzione regionale (87%) e leggermente peggiore della media per i vini di qualità rispetto alla media storica, intendendo con questo una produzione elevata di vini comuni rispetto agli anni passati (ma parliamo veramente di poca roba). Passiamo ai numeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2019

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L’approfondimento sui dati di esportazione 2019 per regione e per tipologia di vino offre sempre numerosi spunti di riflessione. Lavoriamo come sempre su due set di dati ISTAT: 1) il dettaglio ATECO sulle esportazioni totali di vino per regione (origine delle aziende esportatrici); 2) il dettaglio per la categoria dei vini fermi in bottiglia, con spaccati per tipologia e origine dei vini. Le due tabelle di riferimento sono replicate nella sezione Italia di Solonumeri. Dunque, il calo della produzione dei vini IGT si riflette pienamente nei dati di export 2019, calati del 4%, contro un incremento dell’export dei vini DOC/DOCG, trainati dai bianchi veneti e dai vini rossi piemontesi. Dal punto di vista delle aziende invece le esportazioni venete crescono del 3% e restano al 36% del totale, mentre tutte le altre regioni importanti sono su tassi di crescita fra il 3% e il 5%, forse con la sola eccezione del Friuli Venezia Giulia (+9%). Passiamo ai dati.

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I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2018

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I dati 2018 sulle superfici vitate biologiche riportati dal SINAB mostrano ormai per il secondo anno consecutivo una situazione di quasi stabilità, con un graduale incremento della superficie certificate (74mila ettari da 71mila dello scorso anno), ma un calo di quelle in fase di certificazione (da 35mila ettari a 32mila). La medaglia ha due facce anche da un punto di vista geografico: la Sicilia anche nel 2018 ha perso ettari biologici, mentre sono in forte progresso i dati di Veneto, Toscana, Campania, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Liguria, tutte con incrementi superiori al 10%. Le regioni con la maggior penetrazioni delle superfici biologiche sul totale sono la Calabria e la Basilicata, vicine al 50%), mentre nel caso della Sicilia, che resta la regione con la superfice più estesa in valore assoluto, la quota è scesa dal 33% al 29%. Passiamo ai dati in dettaglio.

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Antinori – risultati e analisi di bilancio 2018

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Nel 2018 Antinori ha ripreso a crescere dopo la battuta d’arresto dell’anno scorso. I dati che andiamo ad analizzare sono in realtà migliori (i migliori di sempre, anzi) dal punto di vista dei margini che non da quello delle vendite, che pure sono cresciute del 6% a livello consolidato, a 234 milioni di euro. Ciò è frutto del miglioramento del mix delle vendite. Come si dice nella relazione, le bottiglie vendute nel 2018 sono state leggermente inferiori a quelle del 2017, ma il mix è migliorato, verso prodotti di prezzo più elevato e dunque di margini migliori. Se non fosse che alcune etichette la cui produzione 2017 è stata scarsa si sono esaurite (e questo effetto proseguirà anche nel 2019 e 2020), il fatturato sarebbe stato anche migliore. L’utile netto balza del 57% al livello record di 78 milioni, grazie alla crescita dell’utile operativo del 24% (82 milioni di euro) e ai benefici del “patent box” di 15 milioni di euro (di cui 10 relativi al 2015-16-17, da considerare straordinari e 5 relativi al 2018… altri 5 presumibilmente arriveranno nel 2019 per poi esaurirsi). Dal punto di vista finanziario Antinori accumula altri 47 milioni di cassa, raggiungendo quota 55 milioni, con una politica dei dividendi sempre molto cauta (4 milioni da distribuire nel 2019) e continuando a privilegiare gli investimenti e il rafforzamento patrimoniale. Dovendo trovare qualcosa che non va bene, andrebbe menzionato il mercato americano, che da ormai qualche anno ha smesso di crescere. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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