dati ISTAT


Il consumo di vino in Italia – dati per regione e classi di età

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Fonte: ISTAT, rapporto sull’uso e abuso di alcolici in Italia

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Torniamo sul tema dei consumi di vino con un’analisi, che sta diventando sempre più ricca, delle principali tendenze al consumo di vino. Nell’ambito di un generalizzato calo del consumo, esistono apparentemente delle isole felici (o meno infelici) come per esempio Bolzano, dove la penetrazione del consumo quasi quasi aumenta, e fasce di età come quella dei ventenni dove la compressione del consumo sembra essere meno spinta. Lo stesso può dirsi per le grandi città (meno afflitte dal fenomeno del calo di consumo) rispetto ai piccoli centri. Sono dati che “tagliando” la popolazione in modo così netto restano volatili, ma alcune tendenze di lungo termine possono essere colte. Due numeri prima di obbligarvi a cliccare per continuare a leggere. Le regioni del Nord viaggiano intorno al 53-55%  di bevitori sulla popolazione, contro il 44-47% delle regioni del sud. Quindi siamo intorno a 10 punti di penetrazione. Secondo, la curva di penetrazione del consumo per età si sta “schiacciando”: oggi sopra i 25 anni la penetrazione varia tra il 52% e il 60%, il minimo storico: fino al 2012 i dati mostravano un “gap” tra chi beveva meno di oltre 10 punti. Ma andiamo ai dati di dettaglio.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento febbraio 2015

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Oggi aggiungo un’analisi che latita da qualche tempo, cioè il confronto tra le esportazioni di vino e le esportazioni totali dell’Italia. Diciamo che sono due cose molto diverse, però i primi due grafici del post vi dicono che non è più vero che le esportazioni di vino crescono più di quelle totali italiane. Il primo grafico confronta la crescita mensile, il secondo invece la differenza tra le due crescite. Molto semplicemente, in un contesto in cui le esportazioni si sono stabilizzate, le esportazioni di vino sono passate da una situazione di crescita “maggiore o uguale” a quella degli altri beni, a una situazione “minore (di poco) o uguale”. Ognuno può leggerci dentro quello che vuole: io ci leggo un problema strutturale a crescere il valore delle esportazioni quando i volumi non salgono (o non possono salire) a causa del ridotto potenziale produttivo. Vedremo.

Sulle esportazioni di febbraio, due righe: i numeri sono buoni, in crescita rispetto a febbraio 2014 del 3% circa. Due cose sottolineerei: da una parte, grande beneficio dai rapporti di cambio, dollaro in particolare, compensato dalla discesa delle esportazioni in Europa. Secondo, inizio anno molto molto volatile per l’Asti, che sta “nascondendo” una performance ancora ottima degli spumanti DOP. Passiamo ai numeri.

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Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2014

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Nella sua strutturale discesa, la penetrazione di consumo di vino in Italia nel 2014 ha toccato la soglia magica del 50%, cioè 27.5 milioni di consumatori, di cui 16.9 milioni di uomini e 10.6 milioni di donne. Il grafico qui sopra già vi dice molto: il consumo di bevande alcoliche va diradandosi in maniera strutturale. Il consumo abituale di vino invece nel 2014 è stabile al 39% dei bevitori, cioè 10.7 milioni di persone, di cui ben 7.8 milioni sono uomini. Dunque il trend discendente di quest’ultimo indicatore sembra essersi interrotto nel 2014, ma sul lungo termine è evidente che continuerà a scendere, soprattutto in termini assoluti, vista la discesa della penetrazione totale del consumo. Invece, per la prima volta da diversi anni si ferma la progressione del consumo sporadico, rimasto inchiodato poco sotto il 26% della popolazione.

Il vino resta la “bevanda nazionale” (solo il 10% dei bevitori di birra lo fa abitualmente e meno del 2% per le altre bevande alcoliche), ma i modelli di consumo si spostano, come abbiamo avuto modo di ripetere diverse volte sul blog. I grandi macrotrend sono davanti a noi: (1) all’aumentare del titolo di studio, spiega ISTAT, aumenta la penetrazione di consumo di alcolici (probabilmente anche legata al reddito) ma diminuisce drasticamente il comportamento abituale; (2) i giovani di oggi bevono strutturalmente meno di quelli di 7-8 anni fa. Parliamo di un calo di 4 punti percentuali su coloro che hanno meno di 34 anni, soprattutto concentrato sui più giovani. Andiamo dunque a commentare qualche dato insieme.

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Produzione di vino in Italia – aggiornamento 2014 ISTAT

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Anche se mancano tutti i dettagli per colore e tipologia, ISTAT ha rilasciato i dati di produzione di vino 2014 in Italia, che penso sia utile pubblicare. La tabella sembra anche piuttosto definitiva, in quanto tutte le righe riportano il codicillo “r”, che sta per rilevato, e nessuna “s” che sta per stimato. Quindi, il dato 2014 di produzione di vino è 41 milioni di ettolitri, in calo del 9% rispetto al 2013 e del 3% più basso della media dei 5 anni precedenti. Le principali conclusioni che si possono trarre sono le seguenti: 1) la macro regione più colpita in questa cattiva annata sembra essere stato il centro Italia, anche se i dati sono soltanto leggermente meno cattivi per il Nord e il Mezzogiorno; 2) salvo la Lombardia, la Liguria, il Friuli Venezia Giulia e la Puglia, tutte le regioni mostrano un andamento calante della produzione; 3) i cali di produzione più pronunciati si sono verificati in Sicilia, Trentino Alto Adige, Marche e Campania.

Prima di addentrarci ulteriormente nei dati, una nota a margine: questi dati sono relativi alla produzione di vino escluso i mosti, che vengono riportati separatamente nelle tabelle ancora non pubblicate che contengono anche produzione IGT/DOC e per colore. Per questo pubblicherò un nuovo post.

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Friuli Venezia Giulia – produzione di vino 2013, dati ISTAT

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Chiudiamo l’analisi dei dati ISTATI 2013 con il Friuli Venezia Giulia. Dal punto di vista dei dati ISTAT sulla produzione di vino, esiste più di un dubbio sulla autorevolezza di questi numeri. Questo è il motivo per cui questo post è l’ultimo della serie e per cui negli anni scorsi ho anche fatto a meno di pubblicarlo. Quest’anno ho deciso di metterlo, con un commento che giocoforza è particolarmente scarno. In particolare noterete un grafico a barre “sdentato”, che sta a sottolineare l’impossibilità di separare produzione di vini DOC/IGT e da tavola negli anni 2010 e 2011. Il Friuli Venezia Giulia, nei dati 2013, si conferma una regione a grande vocazione per la qualità (90%) del prodotto DOC e per i vini bianchi (74%), con una produzione in volume piuttosto costante nel tempo, tra 1 e 1.3 milioni di ettolitri. Il 2013 appunto è stato un anno da poco più di 1 milione di ettolitri, in netta controtendenza rispetto al resto dell’Italia, che ha mostrato incrementi piuttosto consistenti sia contro le medie storiche che rispetto al 2012.

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