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La spesa per consumo di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2013

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I dati rilasciati a fine agosto da ISTAT sulla spesa delle famiglie italiane dicono che la spesa per acquistare vino nel 2013 è tornata sotto il livello del 2009, con un calo del 5% circa rispetto al 2012. Il dato si confronta con una riduzione della spesa totale del 2.5%, di cui la parte alimentare (nel quale il vino è ricompreso) scende dell’1.6%. Sono dati un po’ contrastanti con quelli delle vendite al dettaglio di vino nella GDO, che ricordo essere cresciute del 3.6% nel 2013, lasciando immaginare che la quota di mercato delle grandi catene distributive sia cresciuta in un mercato in calo. Va detto che i dati non sono pienamente confrontabili (i dati di cui parliamo oggi sono frutto di indagini telefoniche, quelli della GDO sono la somma “vera” delle vendite di vino), ma comunque esiste storicamente una certa coerenza tra i due dati. La conclusione relativa a questi dati non è dunque buona, ma i numeri vanno inseriti in un contesto di consumi calanti, considerando la funzione sempre più “voluttuaria” e meno “nutrizionale” del vino: per esempio, gli acquisti mensili di birra sono scesi del 5.3% secondo ISTAT, pur a partire dal loro massimo storico toccato nel 2012. Infine, leggere per credere: tristemente l’Italia è un paese per vecchi. Passiamo ai numeri.
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Lombardia – produzione di vino 2013 – dati ISTAT

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Come forse è accaduto anche per altri comparti dell’economia reale, in Lombardia non si è mai registrata una vera e propria crisi di produzione vinicola. La vendemmia 2013 è stata molto abbondante come nel resto d’Italia ma la proporzione con il passato non è così eclatante: rispetto all’anno scorso ISTAT registra un incremento produttivo del 6% contro il +18% del dato nazionale. Continua piano piano la focalizzazione sulla qualità, ultimamente perseguita attraverso l’intensificazione dell’uso delle IGT, mentre la proporzione tra vini bianchi e rossi sembra essersi stabilizzata vicino alla parità. Leggiamo insieme i dati.

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Esportazioni di spumante italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Come accennavamo domenica sera, la categoria dei vini spumanti continua a macinare record, mese dopo mese. Va pero’ evidenziato che il buon risultato e’ frutto di trend piuttosto squilibrati tra le categorie di prodotto e i mercati. A tale proposito, il Regno Unito e’ diventato il primo mercato per lo spumante italiano, scalzando gli USA, che a loro volta nel 2011 avevano scalzato la Germania. Il segmento resta guidato dal successo degli spumanti DOP, dietro cui c’e’ il fenomeno del Prosecco, mentre per l’Asti si chiude un semestre “amaro”, con un -10%, certamente influenzato dalla forte esposizione del prodotto al mercato russo (un grattacapo per tutti, anche al di la’ dei cambi) e al declino del prodotto nel mercato tedesco: stiamo parlando, giusto per intenderci, dei primi due mercati per l’Asti. Andiamo ad analizzare insieme i numeri.

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Veneto – produzione di vino 2013 – dati ISTAT

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La produzione di vino in Veneto è letteralmente esplosa nel 2013, toccando il massimo storico di 9 milioni di ettolitri di vino, oltre a una piccola produzione di mosto. Si tratta del valore più elevato dal 2000 a questa parte, caso unico tra le regioni italiane. Come mai? Ma, a guardare i dati di produzione in dettaglio si può dedurre che il Prosecco abbia avuto un ruolo particolarmente rilevante. Infatti, il record produttivo viene quasi interamente dalla provincia di Treviso, che ha visto la produzione crescere di oltre il 30% e per nulla da quella di Verona, “rossista” per definizione con il Valpolicella, che invece è rimasta stabile. Andiamo brevemente a leggere i numeri insieme.

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Emilia Romagna – produzione vino ISTAT 2013 e dati vini DOC Federdoc 2012

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L’Emilia Romagna ha avuto una vendemmia 2013 come non se ne vedevano da tanti anni. La produzione è balzata a 6.7m di ettolitri, +19% rispetto al 2012 (non distante dal +18% registrato a livello nazionale). Il dato ancora più rilevante però è il dato di confronto con gli ultimi anni, che mostrano una produzione del 12% superiore ai 5 anni precedenti, rispetto a un dato corrispondente per l’Italia del 7%.

La lettura dei dati offre però un ulteriore spunto: dove va tutto questo vino? Quando pensiamo alle tipologie produttive della regione, ci vengono in mente prodotti tipicamente nazionali e meno esportati di altri. Per questo motivo, alta produzione si scontra con un mercato difficile. Credo sia questa la principale spiegazione del declino (in termini relativi) delle produzioni di qualità (DOC) a favore di quelle meno “costose” (IGT e vini comuni). E’ invece molto curioso assistere al cambio di colore della produzione da “più rossi” a “più bianchi” avvenuto nel giro di pochi anni. Andiamo a leggere insieme i dati.

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