dati ISTAT


La frequenza di consumo di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2024

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Quest’anno, a scanso di equivoci, ho deciso di rinominare il post inserendo la parola “frequenza”, dato che i numeri che l’ISTAT ha pubblicato (dopo mia richiesta) qualche giorno fa si riferiscono non agli ettolitri, ma bensì alla proporzione della popolazione che consuma vino (e birra). I dati li trovate nella sezione “Salute e Sanità” della banca dati dell’ISTAT.

I numeri forniscono un ulteriore segnale che “qualcosa sta cambiando” nello stile di consumo. I dati del 2024 confrontati con gli anni precedenti segnalano un calo più netto del consumo abituale e una crescita meno significativa del consumo sporadico. Mettendo insieme i due pezzi, la penetrazione del consumo di vino cala dopo una serie di anni di miglioramento (escludendo l’anno Covid).

Nel 2024, secondo ISTAT, gli italiani che hanno consumato vino sono il 54,7% della popolazione, lo 0,4% in meno rispetto al 2023. Per consolarci, una perdita simile la registra la birra. Forse il dato più preoccupante è che alcune buone tendenze si sono fermate. In particolare, mi riferisco a quella della popolazione femminile (mentre per gli uomini parlavamo già di dati stabili) e a quella dei giovani, diciamo fino a 34 anni.

Bene, nel resto del post trovate ulteriori grafici e alcune tabelle riassuntive. In un secondo post affronteremo più nel dettaglio i dati relativi ai diversi stili di consumo per età e per zona geografica.

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Lombardia – produzione di vino 2024 & dettaglio per denominazione DOC 2023 – fonte: ISTAT, AGEA, ISMEA

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Passiamo all’analisi dei dati produttivi della Lombardia. Trovate due serie di dati, quella ISTAT e quella AGEA, che molto spesso non collimano. Per comprendere le differenze vi suggerisco di consultare questo post, in cui ci sono alcuni chiarimenti sulle metodologie sottostanti. Troverete anche, per completezza, i dati relativi alle produzioni DOC della regione, questi forniti da ISMEA e relativi alla serie 2016-2023 (pubblicati durante l’estate).

La produzione di vino in Lombardia nel 2024 è stata in calo del 16-17% circa sia rispetto alla media storica che al 2023. Secondo ISTAT si sono prodotti 1.06 milioni di ettolitri, secondo AGEA la produzione è leggermente più bassa a 976mila ettolitri. Le tendenze osservato sono peraltro piuttosto unanimi: la produzione di vini rossi è in calo strutturale, da oltre 0.7m/hl del 2020 e degli anni precedenti a un livello tra 0.3 (ISTAT) e 0.4 (AGEA) milioni di ettolitri, mentre i vini bianchi, ovviamente grazie a denominazioni come Franciacorta e Lugana (tutti i dati all’interno), hanno mantenuto i volumi intorno a 0.6m/hl (AGEA) – 0.7m/hl (ISTAT). La vocazione qualitativa della produzione lombarda si è recentemente accentuata, visti i cali più vistosi dei volumi di vini IGT e dei vini comuni.

Tutti i dati (disponibili anche nella sezione Solonumeri) e le tabelle nel resto del post, con l’ulteriore commento.

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Campania – produzione di vino 2024 & dettaglio per denominazione DOC 2023 – fonte: ISTAT, AGEA, ISMEA

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Passiamo all’analisi dei dati produttivi della Campania. Trovate due serie di dati, quella ISTAT e quella AGEA, che in questo caso non collimano affatto. Per comprendere le differenze vi suggerisco di consultare questo post, in cui ci sono alcuni chiarimenti sulle metodologie sottostanti. Troverete anche, per completezza, i dati relativi alle produzioni DOC della regione, questi forniti da ISMEA e relativi alla serie 2016-2023 (pubblicati durante l’estate).

Nel caso in questione, consultando i numeri, vi accorgerete che la differenza tra ISTAT e AGEA risiede nei dati sul vino comune, che secondo AGEA è una produzione residuale, mentre secondo ISTAT, in anni normali, viaggia su livelli colossali, circa 1 milione di ettolitri. Infatti, per quanto riguarda la produzione di vini DOC e IGT, in realtà sono i dati di AGEA a essere più elevati rispetto a quelli di ISTAT.

Ad ogni modo, la produzione di vino in Campania nel 2024 è stata in forte ripresa rispetto al pessimo 2023, con un recupero nell’ordine del 70% (più o meno coerente tra le due fonti) e un livello produttivo del 6-8% superiore alla media storica (di nuovo coerente). L’unico problema è che, secondo ISTAT, si sono prodotti 1,4 milioni di ettolitri (di cui 963mila di vini comuni), mentre, secondo AGEA, la produzione è molto più bassa, a 616mila ettolitri (di cui solo 127mila di vini comuni).

Tutti i dati (disponibili anche nella sezione Solonumeri) e le tabelle nel resto del post, con l’ulteriore commento.

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Esportazioni di spumanti Italia – aggiornamento settembre 2025

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Continuiamo l’analisi delle esportazioni dei primi 9 mesi del 2025 con il capitolo degli spumanti, che stanno entrando nel loro periodo più critico. Settembre è iniziato con un segno negativo, -8%, il che ha portato il saldo da inizio anno a -1%, pari a 1,67 miliardi di euro, sebbene i volumi siano calati soltanto del 4% e restino positivi sui 9 mesi (+1%, 4 milioni di ettolitri).

Il settore continua a essere dominato dal Prosecco, che a settembre ha registrato una diminuzione del 9%, leggermente superiore rispetto alle altre categorie. Tuttavia, rimane il pilastro principale delle nostre esportazioni, contribuendo con 1.3 miliardi di euro su un totale di 1.7 miliardi.

Entriamo nel dettaglio nel resto del post con tutte le tabelle – avete ragione, tante tabelle e pochi grafici, ma gradualmente ci arrivo – , anche relative all’Asti e agli altri spumanti DOP.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento settembre 2025

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Settembre è stato una doccia fredda per l’export italiano di vino. Il mese è “importante” visto che segna l’attacco della stagione degli spumanti, ma si è scontrato con le attuali condizioni del mercato del vino mondiale, afflitto da sovrapproduzione, elevate scorte e non ultimo dalle tariffe per esportare nel mercato americano. Se è vero che queste ultime sono alla fine pagate dal consumatore, è anche vero che lo stesso, a fronte di prezzi più alti, compra di meno, soprattutto del prodotto poco premium.

Tornando ai nostri dati, il totale export cala del 10% e trascina il saldo da inizio anno a -3% (5,7 miliardi), ma anche il totale degli ultimi 12 mesi a -1%, sotto il livello di 8 miliardi, come potete vedere molto bene dal grafico di apertura. Ovviamente, i vini fermi vanno peggio degli spumanti (che comunque sono negativi, -8% nel mese), come da attese gli USA, con risultati peggiori della media sul mese (-13% contro -10%), ma anche dall’inizio dell’anno, con -4% contro -3%.

In confronto, la Francia ha registrato -5% a settembre e -3% ad ottobre, ma dopo un’estate peggiore, loro sono attualmente a -2,5% rispetto all’inizio dell’anno.

Passiamo a un commento dettagliato dei dati con tutte le tabelle allegate.

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