Constellation Brands – risultati 2015 e previsioni 2016

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Constellation Brands chiude il 2015 (febbraio 2016) con un utile per azione di 5.43 dollari mantenendo la promessa più volte rivista al rialzo. L’azienda è in continua evoluzione. Come vedrete dai dati, il debito è cresciuto di 1 miliardo di dollari perchè è stata portata a termine l’acquisizione della birra Ballast, mentre in occasione di questi risultati una nuova acquizione nel segmento vino viene annunciata (costo: circa 300 milioni di dollari per una serie di cinque marchi di di lusso americani – The Prisoner il più famoso). Infine, giusto per mantenere gli investitori svegli, il management ha annunciato la possibile quotazione in borsa del business del vino canadese del gruppo, in seguito all’ottima performance. Bisogna però pensare che dopo questa dispendiosa campagna acquisti e visti gli investimenti che devono venire (quasi 2 miliardi di dollari nel 2016-17 per aumentare la capacità produttiva nel segmento birra), il debito di ormai 8 miliardi di dollari (contro un EBITDA di 2 miliardi, quindi 4 volte) abbia bisogno di essere tenuto sotto controllo. E, guarda un po’, l’attività con cui decidono di fare cassa è il vino canadese.

Tornando ai numeri, le attese di utili per il 2016 (febbraio 2017) sono fissate a 6.05-6.35 dollari per azione, un altro +15% che certamente ha fatto piacere agli investitori. Per quest’anno il segmento vino è atteso crescere “mid-single digits” quindi circa 5% e l’utile operativo sempre del vino “mid-to-high single digits”, quindi a occhio 5-8% direi, con dentro sia Meiomi che Prisoneer. Aggiungendo che l’attesa di incremento dell’utile operativo è 14/17%, significa che la parte birra (con dentro Ballast) dovrebbe crescere del 22%. E  quel punto rappresenterà il 62% degli utili del gruppo.

Nella giornata in cui i risultati sono stati annunciati (6 aprile) le azioni sono salite del 6%, toccando il nuovo massimo storico di 160 dollari (corrispondenti a 32 miliardi di dollari). Ma cosa è successo nell’ultima parte dell’anno? Le grandi notizie sono le acquisizioni, mentre dal punto di vista dei risultati l’andamento del fatturato nel segmento vino è andato bene, con consegne in crescita del 6%, di cui il 2% grazie alle acquisizioni, mentre l’andamento delle vendite finali al dettaglio nel mercato americano dei prodotti di Cbrands sono state un po’ sottotono (0.2%), così come era successo nel terzo trimestre. Presto o tardi, questo rallentamento si vedrà anche nel fatturato aziendale, che peraltro beneficerà della nuova acquisizione.

Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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  • Il fatturato 2016 chiude a 6.6 miliardi di dollari, +9%, di cui 2.6 miliardi sono vino, +3%, 334 milioni spiriti, +6% e 3.6 miliardi di dollari sono birra, +14%. Questi sono i dati consolidati, se togliamo cambi (leggermente negativi, 1%, per la svalutazione del dollaro canadese) e acquisizioni (+2%), la crescita 2016 è stata dell’8% a livello consolidato, mentre per il vino e spiriti insieme siamo a +3% in cambi costanti e 0% se non prendiamo dentro Meiomi.
  • L’EBITDA di Cbrands sale 1.95 miliardi di dollari, mentre l’utile operativo cresce del 18% a 1.76 miliardi di dollari, di cui 727 milioni nel vino (+8%) e 1038 milioni nella birra (+26%).
  • L’utile netto sfonda per la prima volta quota 1 miliardo senza l’aiuto di poste straordinarie (+26%), il che si traduce come abbiamo detto in un aumento del 22% dell’utile per azione rettificato.
  • Dal punto di vista dei volumi di vino, i volumi consolidati del gruppo toccano quota 68.2 milioni di casse (+3.3%), di cui 51.9 sono nel mercato USA (+2.7%).
  • Terminiamo con la struttura finanziaria, che vede il balzo del debito da 6.9 miliardi a 8 miliardi di dollari di debito nell’ultimo trimestre. Ciò si deve a un picco degli investimenti dell’ultimo trimestre e al pagamento di Ballast ($1 miliardo). Difficilmente il debito scenderà nei prossimi due anni, dato l’impegno di investire 800 milioni nel 2016 e 1.1-1.2 miliardi nel 2017 soltanto per l’espansione della capacità produttiva nella birra. Tenuto conto della previsione di generare 250-350 milioni di dollari di cassa, se consideriamo l’acquisizione di Prisoner ($285 milioni) e probabilmente il mantenimento di 240-250 milioni di dividendi, è prevedibile un leggero incremento del debito netto.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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