Laurent Perrier


La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2020

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Due cose succedono nel nostro post annuale sulla valutazione delle aziende vinicole. Primo, non abbiamo più i multipli di Baron de Ley perchè ormai il proprietario si è comprato tutte le azioni sul mercato e quindi non ci sono più analisti che hanno interesse a elaborare delle stime. Al suo posto inseriamo Andrew Peller, il produttore di vino canadese quotato. Il post resta comunque difficile da scrivere e da interpretare per il momento particolarmente incerto. Secondo, il mitico “EV/EBITDA”, parametro di riferimento delle valutazioni aziendali in quanto un buon indicatore della generazione di cassa aziendale è defunto, causa introduzione dello scellerato principio contabile IFRS16. Resta il multiplo del valore d’impresa sull’utile operativo.

I valori borsistici delle aziende vinicole sono calati mediamente del 7%, con cali più pronunciati per le aziende della Champagne e di quelle legate alla Cina, Treasury Wine Estates in particolare. In Italia ha perso terreno Masi, mentre è cresciuto di oltre il 60% il valore di IWB, che dalla crisi COVID ha tratto forti benefici grazie alla sua esposizione alla grande distribuzione e alla vendita diretta. Bene, nel post trovate la tabella aggiornata con i multipli degli utili (Prezzo/Utili) e (Valore d’impresa su utile operativo), oltre al multiplo sulle vendite (valore d’impresa sulle vendite). Passiamo a commentare qualche numero.

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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2019

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Con la chiusura a marzo 2020, Laurent Perrier è stata marginalmente lambita dalla crisi COVID. I numeri che sono stati presentati sono comunque positivi e seguono la linea degli ultimi anni, e cioè: incremento del prezzo-mix (+4.5% nell’anno) a discapito dei volumi (-6%) con lo spostamento sulle cuvee speciali (41% delle vendite), internazionalizzazione del business (Francia sotto il 20%) e mantenimento di una struttura finanziaria molto solida (valore del magazzino doppio rispetto all’indebitamento finanziario). Gli utili sono rimasti pressochè stabili a fronte del leggero calo delle vendite e dell’incremento degli ammortamenti, ma la generazione di cassa è migliorata e ha consentito sia di aumentare i dividendi (sempre molto pochi peraltro) e di ridurre il debito. Possiamo dunque dire che Laurent Perrier si presenta in piena forma pronta per superare la prova COVID. Passiamo ai numeri.

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La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2019

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Le politiche monetarie espansive adottate sia dagli europei che dagli americani hanno continuato a dare fiato alle valutazioni borsistiche mondiali e di conseguenza anche alla valutazione delle aziende vinicole quotate. Dopo una leggera “svalutazione” osservata lo scorso anno, quasi tutte le aziende mostrano dei multipli di valutazione applicati all’anno corrente (2020) superiore a quelle osservate un anno fa, con una sola eccezione: le aziende della Champagne, dove l’andamento dell’attività annunciato negli ultimi mesi è stato particolarmente negativo (vedere i post relativi in particolare a Lanson e Vranken Pommery). Andiamo dunque ad analizzare i dati insieme, che vedono tre gruppi di aziende (per dimensione e specializzazione) trattare tra 16 e 21 volte gli utili, 2.5 e 4 volte le vendite e tra 14 e 25 volte l’utile operativo. Buona lettura.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2019

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Leggere i dati di Laurent Perrier dopo aver analizzato quelli di Lanson e di Vranken Pommery rende perfettamente l’idea dell’impatto che può avere una corretta strategia di lungo termine rispetto al posizionamento del prodotto, alla ricerca (anche a costo dei risultati di breve termine) della diversificazione geografica e del contenimento del debito. In un periodo chiaramente non positivo per le piccole aziende della Champagne, nel primo semestre Laurent Perrier ha mantenuto il fatturato stabile, ha perso leggermente a livello di utile operativo ma ha mantenuto costante l’utile netto e l’incremento del debito è rimasto in linea a quello del valore del magazzino, tra l’altro su un rapporto debito magazzino di 0.5, mentre le altre due aziende viaggiano intorno a 1 volta. Passiamo in rassegna i principali dati del semestre terminato a settembre 2019.

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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2018

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Anche nel 2018 Laurent Perrier si conferma la più performante delle piccole aziende quotata della zona dello Champagne. La ricetta vincente in un mercato caratterizzato da volumi stabili è proprio quella che l’azienda ha adottato da diversi anni: migliorare il mix di vendite con nuovi prodotti di rango più elevato, investire nel controllo della distribuzione (oggi LP vende direttamente circa l’80% del suo fatturato) e mantenere una leva finanziaria sotto controllo (con un rapporto valore di magazzino su debito di 1.8 volte è chiaramente la meno indebitata tra le aziende che seguiamo). Il 2018 non è stato un anno eccezionale, in ogni caso: le vendite crescono del 3-4% con volumi stabili (11.8 milioni di bottiglie, circa il 3.9% del mercato dello Champagne a valore), i margini sono stabili poco sopra il 20% (margine operativo lordo), l’utile operativo cresce del 5-6% e l’utile netto del 12% grazie al calo degli oneri finanziari. Gli investimenti si mantengono intorno al 4% del fatturato e il debito cresce leggermente, sostanzialmente per il pagamento dei dividendi, ma sconta un incremento del magazzino di quasi 20 milioni di euro. Strategia confermata: puntare sul miglioramento del prezzo mix. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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