Mercato e consumi


Esportazioni Vino – aggiornamento ottobre 2006 – fonte ISTAT

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A partire da questo post, vi propongo di tenere sott’occhio una volta al mese le esportazioni italiane di vino, aggiornando sulle tendenze in atto. I dati escono con qualche mese di ritardo e riguardano in particolare i "Vini da tavola e VPQRD" e, in un’altra serie, i vini spumanti. Esiste poi una terza statistica, sempre aggiornata mensilmente, che parla di vini imbottigliati in recipienti da meno di due litri. Ho creato una categoria apposta "Export-Import". Tutti i dati vengono dall’apposito sito ISTAT chiamato Coeweb.

Dunque, esportazioni gennaio-ottobre: EUR2362m per 14.2m hl. Volumi +16.5%, fatturato +6.9%… quindi prezzo-mix -9.6%. Prezzo medio 1.7 euro al litro.

Vale la pena di vedere come ‘ andata nel corso dell’anno. Come si legge il grafico qui di sotto: riga blu, variazione sullo stesso periodo dell’anno prima del fatturato del vino all’export CUMULATO; riga verde, stessa cosa per i volumi; riga rossa, stessa cosa per il prezzo medio. La riga sale o scende? Significa che in quel mese quella tendenza si e’ accentuata o indebolita.

We start to keep under control in a systematic way the Italian export of wine. Data is avaiilable on the ISTAT internet site under Coeweb section. We have two main series of data: export of table and quality wine (excluding sparkling wines) and, in another series, sparkling wines. There is a third stat, which refers to the bottled wine, which we might use to have an idea of what happens to the more "quality" segment of the wine business.

To start with, let’s give a look to the main figures for January-October period: Italy exported EUR2362m of wine, or 14.2m hl. VOlumes were up 16.5%, sales were +6.9%… this means price-mix down 9.6% to EUR1.7 per liter. It is interesting to see how things evolved during the year. How to read this graph: blue line, change vs. the same CUMULATED period of last year of revenues in Euro; green line, same story but for volumes; red line: again, same story but average price. What does it means if the line goes up or down? It means improvement or deterioration of the trend (implying ACCELERATION or DECELERATION).

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Franciacorta – dati di produzione 1995-2004 – fonte ISMEA

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Attenzione! Post aggiornato con dati 2006.

 Fonte: ISMEA

Visto il forte interesse suscitato dal segmento degli spumanti, inizio una piccola serie di post loro dedicati, passando in rassegna Franciacorta, Asti, Prosecco e Oltrepo’, tutti con dati resi disponibili dall’Osservatorio spumanti di ISMEA.

Given the strong interest of sparkling wine segment, we start a small bundle of posts devoted to then, giving a look to the figures of Franciacorta, Asti, Prosecco and Oltrepo’, all available on ISMEA internet site.

Le vendite di Franciacorta sono all’incirca 5.4m di bottiglie nel 2004, con una crescita 1995-04 di circa il 7.5% annuo. In realta’ tale crescita avviene soprattutto dal 2001 in avanti, al ritmo del 15% annuo, mentre tra il 1995 e il 2001 il livello produttivo e’ cresciuto da 2.8m a 3.5m di bottiglie, pari a un modesto 4% annuo. A detta di ISMEA (che prende i dati dal consorzio), tale ammontare di vendita corrisponde a un valore al consumo di oltre 70m di euro, che implica un prezzo medio al dettaglio di circa 13 euro… a occhio un bel livello!

Sales of Franciacorta reached 5.4m bottles in 2004, with a 7.5% annual growth. THis growth was achieved mainly after 2001, at a CAGR of 15% yearly, while between 1995 and 2001 production grew by a modest 4% from 2.8m to 3.5m bottles. The declared value for consumer is over 70 million, implying an average selling price (retail) of roughly 13 EUR per bottle, which looks quite high.

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Rese per ettaro mondiali – fonte OIV – aggiornamento 2003

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Fonte: rapporto OIV, aggiornamento 2003

Passiamo oggi a guardare le rese per ettaro delle vigne nel mondo. La considerazione critica in questo caso e’ la sostanziale crescita delle rese a partire dai secondi anni 90, passando da meno di 70q/ha a 75-80q/ha. Una crescita probabilmente dovuta alla graduale "migrazione" delle vigne dai paesi europei verso i paesi emergenti, con l’applicazione di tecniche di coltura piu’ perfezionate. Ricordiamo di nuovo che queste statistiche riguardano tutte le vigne, quindi compresa la produzione di uva da t

We give a look to the yields of the world wineyards. The key conclusion is that yields showed a significant increase starting from the second half of the Nineties, moving from less than 70q/ha to a range of 75-80q/ha. This increase is probalyu due to the gradual migration of vineyards from Europe towards emerging countries and to the application of new cultivation techniques.

 

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Produzione mondiale di uva – fonte OIV – aggiornamento 2003

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Fonte: rapporto OIV, aggiornamento 2003

Dopo aver visto le superfici vitate mondiali, metto online i dati sulle produzioni in quintali, che come gia’ specificato includono la non rilevante produzione di uva da tavola (salvo che nei pochi paesi gia’ evidenziati nel post precedente). Bene, nel mondo si producono poco piu’ di 600 milioni di quintali di uva, poco meno del 50% in Europa, poco meno di un quarto in Asia e circa il 12% in America.
After having examined the world production areas, I put online data regarding the production of grapes. This data includes the production of grapes to be eaten, which is however not really relevant. The world production is in the region of 600m q of grapes, of which just less than 50% is in Europe, while another slice of 37% is shared by Asia and America.

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Cantina di Soave – bilancio 2006 – seconda puntata

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Fonte: bilancio 2006 inviato dalla societa’.

In questo secondo post ci occupiamo piu’ in specifico dei margini, del capitale investito e circolante della societa’. In this second post we look more specifically to margins, invested capital and returns.

Allora, la cantina di Soave, come le altre cooperative ha per scopo quello di fare l’interesse dei propri soci non tanto attraverso i suoi utili ma piuttosto in termini di benefici alla loro attivita’ di viticoltori. In altri termini, gli utili di una cooperativa vengono "reinvestiti" per cosi’ dire in acquisti a prezzi piu’ elevati di uve, mosti e vini dei soci piuttosto che trattenuti per generare utili (che tra l’altro godrebbero di una tassazione agevolata…).

So, as already explained these non profit organisations are set to give an advantage to their shareholders who are also the suppliers. So, profits are more coming from what the organisation buys from them rather than from the profits generated.

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