Germania


Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2015

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L’ottimo Deutsches Weininstitut ha aggiornato i dati sui consumi e sul mercato delle bevande alcoliche tedesche, da cui noi come al solito prendiamo spunto per un aggiornamento. Non tutti i dati sono purtroppo aggiornati al 2015, ma il rapporto ci offre un’idea piuttosto chiara. Il consumo di bevande alcoliche continua il suo tragitto di strutturale declino, toccando nel 2015 il minimo storico di 135 litri procapite annuo, da moltiplicare per 81 milioni di persone. Un livello che peraltro sembra elevato a chi vi scrive, soprattutto per la quantità di birra, oltre 100 litri annui per tedesco. Venendo a cose più interessanti ai nostri fini, il consumo di vino ha cominciato anche lui a calare, dopo aver apparentemente toccato un massimo nel 2013. I dati mostrano un calo sia per i vini fermi che per i vini spumanti (anzi per questi ultimi sembra di vedere un andamento decisamente negativo). Come abbiamo modo di vedere in numerose occasioni, il consumo si sta gradualmente spostando dai vini rossi ai vini bianchi, così come vedremo tra qualche giorno sta succedendo alla produzione locale di vino. Non sta succedendo la stessa cosa quando si guarda la spesa dei tedeschi per le bevande alcoliche, che resta stabile in valore nominale intorno a 13.6 miliardi (dato 2015), anche se questo dato è supportato da una nuova tendenza, quello delle birre “alternative”, le bevande a base di birra. Quando invece si guarda al dato specifico sul vino, sembra di intravedere un leggero calo, soprattutto nel 2015, che peraltro si ritrova anche nei dati delle importazioni dei tedeschi, che come sapete sono “corti” di vino e devono quindi farlo venire da fuori. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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I consumi di vino totali e pro-capite 2015 – aggiornamento OIV

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Come ben sapete i dati OIV mi danno sempre molto da pensare, essendo un mix di dati presi qua e là, talvolta poco rispondenti alle nostre evidenze. Detto questo, è ora di aggiornare i dati sui consumi di vino al 2015. Le novità rispetto ai trend visti negli ultimi anni non sono di poco conto: il trend di calo strutturale dei consumi in alcuni mercati sembra essersi arrestato nel 2015. Stiamo parlando di grandi paesi consumatori come l’Italia (ed effettivamente questo dato risponde abbastanza ad alcune evidenze ISTAT) o la Spagna, mentre proseguono nel loro progresso gli USA, ormai il principale mercato mondiale senza discussioni, con 31 milioni di ettolitri consumati nel 2015 sul totale di 240 milioni. In difficoltà il mercato francese, unico negativo tra i grandi consumatori. Questi 240 milioni, se confermati, potrebbero rappresentare un marginale incremento rispetto al 2014, che si era fermato secondo OIV a 239.1 milioni. Se consideriamo quindi i dati delle ultime due vendemmie, 2014 e 2015, di 270-275 milioni di ettolitri e che circa 30 milioni di ettolitri sono “bevuti” dagli usi industriali e non dall’uomo, siamo di fronte a un mercato in sostanziale equilibrio, dove sia il consumo che la produzione (vedi superficie vitata ormai bloccata a 7.5 milioni di ettari) sono fermi. Passiamo a commentare insieme qualche dato.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2016

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Fonte: elaborazioni I numeri del vino su dati doganali e UN Comtrade

Ragioniamo oggi sul quadro delle esportazioni mondiali di vino nei primi 6 mesi del 2016, dopo aver analizzato i dati puntuali dei diversi paesi produttori. Il primo grafico vi fornisce una buona approssimazione: le esportazioni globalmente non sono cresciute, se sommiamo i dati dei primi 11 paesi produttori mondiali. Il valore esportato è stato di circa 11.4-11.5 miliardi di euro, stabile rispetto allo scorso anno (quando peraltro balzò del 10% a fronte del rafforzamento del dollaro americano), mentre i volumi esportati sono scesi del 2% a circa 45 milioni di ettolitri, dopo essersi attestati al picco storico nel semestre dello scorso anno. In questo contesto, l’andamento dell’Italia va visto in chiave positiva, anche se sappiamo bene che una volta esaurita la spinta dei vini spumanti, probabilmente il nostro export avrà qualche problema a stare al passo degli altri. Per intanto vale la pena di godersi il primato: una quota di mercato del 22.7% sul valore di questo campione di paesi, la più alta di sempre, una crescita che sfiora il 3%, la più alta tra questi paesi. Se Italia, Spagna ma anche Francia vanno bene, sono andate male le esportazioni di Australia, USA ma anche di tutti gli altri paesi. Un semestre strano, quindi, con il vecchio mondo alla riscossa… andiamo a leggere i dati insieme.

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Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2015

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Dopo aver guardato agli esportatori di spumante, ci occupiamo oggi dei principali mercati di destinazione. I numeri non corrispondono perfettamente alle esportazioni, ossia c’è una differenza di 250-300 milioni di dollari in più nei dati di export rispetto a quelli di import. Non capisco francamente a cosa si possa riferire ma preferisco segnalarvelo a scanso di equivoci. Abbiamo scritto export mondiale di 5.8 miliardi di dollari, qui scriviamo import mondiale di 5.56 miliardi di dollari. Fatto sta’ che gli andamento sono perfettamente sovrapponibili, un incremento nel quinquennio del 5% annuo se misurato in dollari e dell’8% se misurato in Euro. I mercati chiave per lo spumante mondiale sono gli stessi del nostro spumante: USA e Regno Unito, entrambi nell’intorno del miliardo di dollari di import annuo, seguiti da Germania e Giappone a 400 milioni di dollari ciascuno. I trend sono ben diversi però: forte crescita negli USA, un po’ meno in Giappone e Regno Unito. Ma andiamo a leggere i dati insieme.

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Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2015

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Seppur con notevole ritardo rispetto al tempo degli accadimenti è interessante fare il punto della situazione sul mercato mondiale degli spumanti. Lo farò in due post, uno sulle esportazioni, oggi, e uno sulle importazioni più avanti. Il punto più importante che emerge dai dati raccolti grazie al database UN Comtrade è che l’andamento 2015 del commercio mondiale di spumanti è valutabile in modo contrastante a seconda di quale valuta di riferimento viene utilizzata. Noi europei “festeggiamo” un incremento dell’11% del valore delle esportazioni, circa 5.2 miliardi di euro, mentre il punto di vista dell’americano è che il commercio mondiale è sceso in valore del 7% a 5.8 miliardi di dollari. Naturalmente la verità come sempre sta nel mezzo, ma più dalla parte di noi europei, perché chiaramente gli esportatori di questi prodotti siamo noi italiani, francesi e spagnoli. Un “aiuto” può venire dai volumi esportati, anche se di più difficile calcolo nei numeri globali: i primi 5 esportatori hanno segnato un incremento del 7% dei volumi nel corso del 2015. Ecco forse questa è la dimensione più corretta da considerare. Da qualunque lato si guardino i dati, l’Italia vince, con un costante guadagno di quota di mercato che ci ha portato al 19% nel 2015, 5 punti percentuali in più di 5 anni fa, in un mercato comunque dominato dalla Francia che ancora rappresenta il 57% del valore esportato mondiale.

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