Germania


Germania – importazioni di vino 2014 / agosto 2015

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Questo potrebbe sembrarvi un post “datato”: perchè parlare delle importazioni di vino in Germania, con la maggior parte dei dati che si riferiscono al 2014, ora che siamo nel 2016. In verità c’è un motivo che considero molto importante. L’origine dei dati. Questo post è frutto dell’estrazione dei dati sul commercio estero resa disponibile dal “Department of economic and social affairs” delle Nazioni Unite, sotto il nome di UN Comtrade Database. Ora, per un maneggiatore di numeri come il sottoscritto, che ha sempre avuto come “collo di bottiglia” la disponibilità di dati, trovarsi di fronte a un tale bendiddio di dati è stato come scoprire una miniera d’oro.

Stiamo parlando di una database dove sono riportati i dati di export e import di TUTTI i prodotti, da TUTTI i paesi verso TUTTI i paesi, con dati sia MENSILI che ANNUALI. GRATIS. Dati rilevati in dollari americani e rilevati o stimati in volume. Per noi i prodotti sono le 4 categorie classiche del settore vino: vini imbottigliati, vini sfusi, vini spumanti, come categoria residuale, mosti. Questo sposta l’ago della bilancia dalla disponibilità del dato alla capacità di elaborarlo e di commentarlo. Visto il posizionamento del blog, direi OTTIME notizie.

Un’ultima nota: i dati di import e di export raramente si parlano, sia per la tempistica delle registrazioni sia, credo, per l’inclusione di varie poste tipo i dazi che dalle due parti potrebbero essere non coerenti. Buona continuazione…

La Germania è uno dei più grandi importatori di vino e per l’Italia è secondo soltanto al mercato americano. Eppure, nonostante l’andamento globalmente favorevole delle nostre esportazioni, la Germania ha rappresentato un freno per il nostro export. I dati di oggi ci aiutano a capire cosa sta succedendo nel mercato, con un aggiornamento anche sui 12 mesi terminati ad agosto. Beh, i tedeschi stanno importando meno (-1/2% in valore sia nel 2014 con un calo che si acuisce intorno a -4/5% nei 12 mesi terminanti ad agosto 2015) e soprattutto stanno importando 1) più prodotto finito (rispetto a prodotto sfuso) e 2) da provenienze alternative. Questi trend sembrano essere “strutturali” anche se il nemico è difficile da identificare. Infatti, i paesi cresciuti molto negli ultimi anni come gli USA, la Spagna o il Sud Africa hanno avuto andamenti altalenanti… andiamo a leggere qualche numero insieme…

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Schloss-Wachenheim – risultati 2014/15

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Oggi analizziamo i risultati 2014/15 di uno dei giganti della produzione di vini spumanti tedesco, Schloss-Wachenheim, quotato presso la borsa di Francoforte con una capitalizzazione di mercato di circa 125 milioni di euro (e un andamento positivo del 25% circa nel corso del 2015). I numeri non sono stati così buoni a livello economico, con un calo del fatturato del 6% e del 20% dell’utile netto, ma dalla parte finanziaria l’azienda è riuscita con il contenimento degli investimenti e il calo del capitale circolante a ridurre il debito in modo vistoso. Da questo calo (pari a oltre il 20% della quotazione borsistica) potrebbe essere venuta la spinta ai corsi di borsa. Andiamo ad analizzare i numeri insieme.

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I canali di vendita del vino nel mondo – report Wine Intelligence

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Qualche mese fa Wine Intelligence ha presentato a ProWein una carrellata dei canali di vendita del vino nei principali mercati mondiali. Il post di oggi cerca di riassumere la presentazione, con un contributo numerico relativo alla suddivisione a valore più recente nei 6 maggiori mercati, esclusa l’Italia che analizziamo già in modo molto dettagliato e per la quale i dati non sono così a valore aggiunto. Il quadro è variegato. Le enoteche e il canale online dominano e guadagnano nei mercati anglosassoni, mentre in Europa continentale è la grande distribuzione a farla da padrona, in Germania soprattutto il canale hard discount (che la dice tutta sull’approccio qualità/prezzo del consumatore tedesco… e vi posso dire che diverse aziende italiane lo hanno dolorosamente toccato con mano). Il primo grafico cerca di fare il punto della situazione “cross country”. Sorprendentemente la grande distribuzione non ha una forza così rilevante in USA e Giappone…

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I consumi di vino nel mondo 2014 – aggiornamento OIV

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Fonte: OIV

Nella nota di OIV di fine aprile l’andamento dei consumi di vino è stato rivisto al ribasso rispetto alle stime precedenti. La realtà dei fatti è che il consumo di vino oscilla da diversi anni tra 240 e 245 milioni di ettolitri e che l’abbrivio degli anni pre crisi (quella globale del 2009, non l’agonia italiana) si è perduto perchè in una serie di paesi non si cresce più. Il mercato americano si conferma il più importante del mondo e l’unico con crescita quantitativamente interessanti (0.5-1 milione di ettolitri in più ogni anno da diversi anni), anche se con dati un po’ rivisti rispetto al passato. La seconda cosa da notare è che la Francia sembra aver preso la via del ribasso, qualche anno dopo l’Italia. La terza è che la Cina sembra aver subito un calo dei consumi di vino molto significativo, oltre 1 milione di ettolitri nel corso del 2014. Chiudiamo con l’Italia dove OIV attesta un consumo di vino calato del 6% nel 2014 a 20.4 milioni di ettolitri, minimo storico e peggiore performance insieme a Russia e Cina (che da mercati emergenti sembrano essere diventati immergenti). Direi che queste sono le cose da portare a casa da questo post sui consumi 2014, che ora però andiamo ad analizzare più in dettaglio.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2013

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Il mercato del vino tedesco nel 2013 si conferma sui livelli del 2012, anche se i canali distributivi si stanno spostando verso i discount. I consumi pro-capite, secondo il Deutsche Wine Institute, sono in leggero progresso per i vini fermi, a 21.1 litri pro capite, anche se il valore delle vendite al dettaglio mostra un leggero calo, peraltro comune a quello della birra. Strutturalmente, il consumo di vino progredisce per quanto riguarda i vini esteri, arrivati a 12 litri pro capite e rimane stabile per quelli locali. Passiamo a commentare i grafici che presentiamo nel post.

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