2021


Francia – esportazioni di vino – dati primo semestre 2021

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La settimana scorsa guardavamo ai dati italiani e anticipavamo qualche dato relativo alla Francia, che some vedete dal primo grafico allegato, è andata moto peggio dell’Italia durante la crisi Covid ma ha avuto un recupero prodigioso che di fatto riporta la situazione, se vista in ottica di lungo termine, uguale a quella di 2-3 anni fa. Lo abbiamo ripetuto diverse volte, le esportazioni di vino francese vanno meglio di tutti gli altri nei tempi buoni e peggio nelle fasi di crisi. Nello specifico, nei primi 6 mesi la Francia ha esportato vino per 5.2 miliardi di euro, +40% sul semestre 2020 e +11.2% sul semestre 2019. Guardando in confronto al 2019, lo Champagne è a +10% (1389 milioni), Bordeaux è a +8% (1208 milioni), la Borgogna è addirittura a +28% (601 milioni di euro). Tutto il resto è a circa +9%. Vi lascio alle tabelle e grafici allegati.

Fonte: Agreste

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Treasury Wine Estates – risultati 2020/21

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I risultati dell’anno fiscale chiuso a giugno 2021 di TWE non possono dirsi positivi, per la ben nota problematica doganale dei vini australiani in Cina. È però molto evidente la reazione del management che è riuscito a compensare parzialmente un impatto negativo quantificabile in circa 80-90 milioni di dollari australiani di utile operativo su un totale di 576 dell’anno precedente. Nel 2020/21 i dati che mostriamo oggi allegati nel post sono i seguenti: vendite in calo del 3% a 2.57 miliardi di dollari australiani, di cui volumi in calo del 5% a 30.7 milioni di casse, e impatto negativo di acquisizioni e cambi per circa il 7%. Utile operativo riportato in incremento del 5% (-2% prima delle componenti non ricorrenti). Gli utili dell’area asiatica calano per il secondo anno consecutivo e sono oggi circa 200 milioni di dollari sui 563 totali, con un forte spostamento dalla Cina agli altri paesi dell’area asiatica. Migliorano invece i dati sul nord America e, in modo meno marcato, sul mercato domestico. Va sottollineato che il secondo semestre 2020/21 si confrontava con il periodo più funesto del COVID e quindi in parte questi risultati erano attesi. Resta comunque l’impressione di una forte flessibilità di questa azienda, che si sta focalizzando come molte altre sui segmenti alti del vino, qui chiamati “di lusso”. Per loro significa prima di tutto Penfolds. Vi lascio ai grafici e alle tabelle.

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Esportazioni di vino italiano – giugno 2021 / primo semestre

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Le esportazioni italiane di vino del primo semestre 2021 chiudono con un giugno molto forte che porta il saldo semestrale a 3223 milioni, di euro, quindi +16% sul 2020. Se guardiamo al 2019, una base di comparazione decisamente più solida, la crescita è del 10.6%, quindi in qualche modo come se il Covid non ci fosse stato, con un saldo dei vini spumanti positivo del 14% (sempre contro 2019) nonostante le difficoltà incontrate nel mercato inglese. È un bilancio positivo? Nelle prossime settimane presenteremo i dati relativi alla Francia e alla Spagna. Giusto per darvi un “assaggio” e per mettere nel contesto questi dati, le esportazioni francesi nel primo semestre sono in crescita del 40% sul 2020 (quando c’era stato un crollo vero e proprio) e sono a +11.1% sul 2019, quindi con un andamento molto simile a quello del nostro paese. Venendo ai nostri dati, che sono presentati in dettaglio nelle tabelle allegate, l’aspetto da cogliere è il recupero totale delle esportazioni nel mercato americano (grafico allegato), che è praticamente tornato ai livelli del passato. A questo momento, tra i principali mercati del nostro export, restano sotto i massimi storici soltanto il Regno Unito  e il Giappone (entrambi circa il 16% sotto il loro massimo storico) e la Francia (circa -6% su base annua). L’osservato speciale Cina sta andando bene e sta velocemente tornando ai livelli del passato. Nei vini in bottiglia le esportazioni sono cresciute del 78% nel semestre a 53 milioni e siamo ora a un ritmo annuo di circa 104 milioni di euro non troppo distanti dal massimo di 111 milioni. Nel segmento degli spumanti di cui parleremo nei prossimi giorni in più dettaglio, il mese ha segnato un forte recupero (+69%), grazie all’andamento eccezionalmente positivo del mercato americano. Tabelle e grafici allegati.

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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2020/21

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Gli indici Liv-Ex che riproducono l’andamento dei prezzi dei “fine wines” sono stati protagonisti di una cavalcata entusiasmante negli ultimi mesi, essenzialmente comparabile a quanto è successo per tutte le categorie di attività finanziarie, sostenute e spinte in alto dall’eccesso di liquidità del sistema. Ci troviamo dunque a commentare un incremento del 13% tra dicembre e luglio 2021 dei prezzi dei 1000 vini più trattati sulla piattaforma Liv-Ex tradotti in euro (in origine sono in sterline), con poche differenze in base alle categorie, proprio a testimonianza di questo movimento “parallelo” spinto dalla liquidità: quindi Bordeaux +11%, Italia e Rodano +13%, Champagne +15% e Borgogna +16%. Va detto che tutto il sistema viene da un 2020 non positivo, -4% per il totale con una punta di -7% per la Borgogna e soltanto Italia (+2%) e Champagne (+1%) in positivo. Siamo sui massimi storici? Ma certo. Gli indici che trovate nel dettaglio del post che segue vi dicono il valore dell’indice rispetto all’anno base 2003: quindi i prezzi dei fine wines italiani a 335 (in sterline) indicano che sono più che triplicati nel periodo, il 593 della Borgogna che si sono moltiplicati per 6… Buona consultazione

Fonte: Liv-ex

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Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento primo semestre 2021

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Le vendite al dettaglio di vino del secondo trimestre sono ancora cresciute (+4.6%, 689 milioni di euro) spinte dal forte incremento delle vendite di vini spumanti (+30%, 144 milioni). Nel dettaglio del post che segue troverete sia la variazione dispetto al 2020 che quella rispetto al 2019. Lo scorso anno il secondo trimestre, funestato dal COVID, fu caratterizzato da andamenti molto difformi, tali da determinare per esempio un calo dell’1% delle vendite di vini fermi nel 2021. Si tratta di una anomalia, dato che il confronto con il 2019 segnala un incremento del 9%. Insomma, anche per le analisi economice e di mercato, il 2020 dovrebbe essere un anno da dimenticare, facendo finta che non ci sia stato. Tornando ai numeri che mostriamo oggi, vi ricordo due punti fondamentali: la forza dei vini spumanti, che proviene essenzialmente dall’incremento dei volumi e il costante miglioramento del mix di vino fermo venduto dalla GDO italiana, con un andamento decisamente più sostenuto nei prezzi che nei volumi, migliore per i vini DOC e peggiore per i vini da tavola. Noterete dai grafici e dalle tabelle anche un indebolimento delle vendite di vini rossi che sono in calo rispetto al 2020 e comunque crecono meno dei bianchi e dei rosati rispetto al 2019. Il dato semestrale indica un fatturato di 1458 milioni di euro, +13% sul 2020 e +23% sul 2019, con un andamento ancora positivo anche per i vini fermi sul 2020 (+6.8%), con il secondo trimestre compensato dal forte incremento ancora registrato nella prima parte dell’anno. Per chi è interessato, nel resto del post trovate tutti i dati dettagliati e diversi grafici esplicativi.

Fonte: IRI

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