Brasile – importazioni di vino 2014

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Il mondiale 2014 in Brasile lo avrà vinto la Germania. Però per festeggiare non mi sembra abbiano bevuto ne’ Champagne, ne’ il loro spumante ma bensì vino cileno. Il Cile che già era il leader delle importazioni di vino in Brasile (che vi ricordo nel segmento dei vini fermi fanno circa l’80% del consumo locale, contro il 20% circa del consumo di spumanti). Il 2014 è andato bene, in crescita del 12%  a circa 325 milioni di dollari. Il mercato brasiliano resta molto legato ai paesi limitrofi, quindi Argentina dopo al Cile, e ai legami coloniali, quindi con il Portogallo a rappresentare la prima forza europea, perlomeno nel vino fermo. L’Italia è relegata a un ruolo secondario, numero 4 nei vini fermi e non è riuscita come in altri mercati a raggiungere buoni volumi di export degli spumanti, che per il Brasile restano un prodotto molto locale e, nel segmento delle importazioni, dominato dallo Champagne. Andiamo a vedere qualche numero insieme.


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  • Le importazioni di vino in Brasile hanno raggiunto il valore di 325 milioni di dollari, +12% nel 2014, dopo un triennio di stabilità nel range 290-300 milioni di dollari. I vini fermi sono cresciuti in modo più pronunciato, +14% a 290 milioni di dollari, mentre gli spumanti sono rimasti stabili a 35 milioni di dollari. In effetti i brasiliani non hanno avuto molto da festeggiare nel 2014 tra i Mondiali di calcio e l’andamento poco entusiasmante dell’economia.
  • I volumi sono in crescita molto simile (+13%) e hanno raggiunto circa 0.8 milioni di ettolitri, quasi interamente relativi ai vini fermi. Come per il valore va notato che si tratta di dati che si confrontano con un 2013 particolarmente negativo.
  • La leadership è saldamente nelle mani dei cileni che hanno esportato per 114 milioni di dollari, e circa 360mila ettolitri, con una crescita del 25-26% rispetto al 2013. Non soltanto leader nei valori assoluti, ma anche la nazione con il più elevato tasso di crescita.
  • Il secondo esportatore è l’Argentina, con circa 57 milioni di dollari, quindi esattamente la metà del Cile e un tasso di crescita intorno al 10%.
  • Viene poi la Francia con 48 milioni di dollari, il Portogallo con 37 e l’Italia con 36 milioni di dollari, tutti in crescita tra il 3% e il 5% (l’Italia il peggiore dei 3). La Francia ha ripreso nel segmento dei vini fermi, compensando un calo di esportazione degli spumanti, mentre per quanto riguarda l’Italia tutta le crescita si è realizzata nel segmento dei vini fermi.
  • Quindi, le quote di mercato che vedete nella torta in fondo al post, vedono l’Italia scendere dal 12% all’11% e il Cile salire al 35% con una leadership incontrastata.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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