Le importazioni di vino in Svezia sono rimbalzate nel 2025, secondo i dati rilasciati da UN Comtrade: i volumi crescono dell’8% a 2.04 milioni di ettolitri, recuperando i cali del 2023 e 2024 e tornando in linea con i livelli del periodo 2018-22. Il recupero è però di qualità modesta: a trainare è il vino sfuso, +18% a 849 mila ettolitri, mentre l’imbottigliato resta praticamente fermo a 913 mila (+1%). Il valore in euro tocca 784 milioni, +3.5%, il dato più alto della serie, con gli spumanti a 183 milioni (+8%), l’imbottigliato a 436 milioni (+1%) e lo sfuso a 165 milioni (+5%). Il quadro cambia se guardiamo alla valuta locale: in corone svedesi le importazioni sono ferme, +0.2%, e la crescita in euro riflette essenzialmente il rafforzamento della corona. Con volumi in aumento dell’8% e spesa stabile, il prezzo medio in valuta locale è sceso in modo significativo.
In questo contesto, l’Italia cresce del 29% a volume a 499 mila ettolitri, il miglior dato dal 2017, che ci conferma come primi fornitori a volume; ma, come vedremo, la crescita è quasi interamente di vino sfuso. In termini di valore siamo a 181 milioni di euro, +9%, largamente dietro la Francia che con 262 milioni cresce del 7%.
In generale, come già visto per il mercato tedesco, i produttori europei guadagnano quota rispetto ai quelli extraeuropei.
Come sempre, tutte le tabelle e i grafici sono nel resto del post, ma soprattutto i dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.







