Germania


Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2019

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Il mercato e i consumi di vino e di alcolici in Germania segue l’andamento mondiale del “bere meno ma bere meglio” e lo spostamento del modello di consumo da un prodotto collegato all’alimentazione durante i pasti al “fuori casa”. Si osserva quindi un costante calo dei consumi, recensito anche nel 2019 dal Deutsches Weininstitut GmbH. Per quanto riguarda il vino, i tedeschi nel 2019 ne hanno consumato 23.5 litri, compresi 3.4 di spumante, ormai il 5-6% in meno del picco raggiunto qualche anno fa di 25 litri. Succede più o meno la stessa cosa in termini di valore che vedete replicato qui sopra in maniera dinamica grazie a Fluorish. La spesa dei tedeschi nel 2019 per il vino è calata dell’1% a 4.5 miliardi nell’ambito di un incremento molto leggero della spesa in generale per gli alcolici, 13.5 miliardi di euro, dove a guadagnare terreno sono gli aperitivi e i superalcolici. Entrando più nel dettaglio del consumo di vino, le statistiche forniscono alcuni dati discordanti con le tendenze del passato: nel 2019 i tedeschi sono tornati sui vini rossi, che erano in calo nel mix delle loro scelte da diversi anni, soprattutto per quanto riguarda il consumo di prodotti locali. Passiamo all’analisi dei dati.

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La classifica della competitività per nazione vino – dati France Agrimer 2019

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L’analisi della struttura concorrenziale del mercato del vino è stata aggiornata da France Agrimere per il 2019. Come sapete forse avendo letto le analisi precedenti si tratta di un sistema a punti (massimo 1000) in cui vengono valutate le caratteristiche strutturali produttive e macroeconomiche, la forza dei marchi, ma anche alcune caratteristiche congiunturali. Alcune delle conclusioni sono forse discutibili e la classifica è un po’ volatile, dato che alcuni punteggi variano per esempio in relazione ai livelli produttivi, ma comunque il quadro di insieme non è secondo me totalmente sbagliato. Nel grafico mobile sopra vedete come sono cambiate le posizioni negli anni. Per il 2019 la principale conclusione è che si sono rafforzati i quattro paesi dell’Europa continentale che sono la “storia” del vino: Francia, Italia, Spagna e Germania, mentre peggiora soprattutto per questioni congiunturali (e dunque non di lungo termine) la posizione del Cile. Il tutto nell’ambito di un “punteggio” globale in sostanziale miglioramento. Il 2020 sarà naturalmente tutta un’altra cosa. Per ora e per quanto riguarda l’Italia, secondo lo studio il punteggio migliora, ma unicamente per le caratteristiche strutturali produttive (potenziale produttive e caratteristiche climatiche), dove già siamo considerati i più forti, mentre siamo stabili sui fattori competitivi (dietro la Francia) e peggioriamo nei fattori puramente economici, dove siamo preceduti anche da Spagna e USA. A proposito, se vi interessa leggere lo studio originale, in lingua francese, lo trovate a questo link. Passiamo all’analisi.

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Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2019

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Dopo aver analizzato il commercio internazionale degli spumanti passiamo a quello dei vini sfusi, che mostra un andamento molto più volatile. Dopo un 2018 caratterizzato da un calo marcato dei volumi (che stimiamo a circa 38 milioni di ettolitri), nel 2019 i volumi si sono riportati sopra la soglia dei 40 milioni, verso 42 milioni per la precisione. A questo però è corrisposto un andamento inverso e più che proporzionale dei prezzi unitari, che ha portato in realtà il valore del commercio mondiale a essere più basso nel 2019 rispetto al 2018, da 3.4 a 3.2 miliardi di euro. La leadership di questo mercato è saldamente in mano alla Spagna, sia per volume che per valore, seguita dall’Italia e dall’Australia. L’analisi prosegue nel resto del post.

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Le esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2019

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Dopo aver affrontato le importazioni di vino mondiali la scorsa settimana, affrontiamo oggi brevemente l’altro lato della medaglia, cioè gli esportatori. Il dato qui è più facile da ricostruire perchè il lato venditori è fatto sostanzialmente da quattro paesi produttori, quindi Francia, Italia, Spagna e Germania e due o tre “trader”, sostanzialmente Singapore, Olanda e Regno Unito che sporcano un po’  i dati. Per mantenere un approccio corretto e coerente buttiamo dentro tutto e usiamo proprio questo lato del trading per fare il totale che usiamo anche dall’altra parte, quella delle importazioni. Quindi, le esportazioni totali sono state parti a 7.3 miliardi di dollari (-1%) o 6.5 miliardi di euro (+5%, grazie al rafforzamento del dollaro) per quasi 9 milioni di ettolitri di volume. La Francia domina la classifica in base al valore (quella che conta di più), l’Italia domina quella in base al volume (quella che conta di meno). Passiamo a commentare qualche dato.

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La produzione di vino nel mondo 2020 – prima stima OIV

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OIV sta riformando un po’ il suo stile di presentazione dei dati mondiali. È ritornata a dare dati specifici per l’Europa e ora divide anche il mondo per emisferi. Nel 2020 la produzione mondiale di vino sarà circa stabile rispetto al 2019 e leggermente inferiore (3-4%) alla media degli ultimi anni, attestandosi poco sotto 260 milioni di ettolitri. Se il valore totale non cambia, il bilanciamento tra Europa e resto del mondo si sposta a favore della prima, dove la produzione è prevista in aumento del 4-5%, mentre nel resto del mondo per la prima volta da diversi anni si torna sotto i 100 milioni di ettolitri. Possiamo dunque dire che il mercato resta tutto sommato bilanciato, nonostante i timori derivanti dalla pandemia, con degli squilibri che saranno di carattere locale. L’Italia resta il principale produttore mondiale, sia nel dato puntuale preliminare 2020 che nelle medie storiche, con una quota del 18% del totale. Vi ricordo che questi dati sono rettificati per gli anni precedenti per Italia, Spagna e Francia per includere i dati provenienti da ISTAT, Agreste e Ministero spagnolo che riportano dati produttivi leggermente diversi (più elevati per l’Italia secondo quello che dice OIV). Passiamo a leggere i dati.

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