Norvegia


Norvegia – importazioni di vino 2019

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La Norvegia è un altro mercato in cui l’Italia ha vissuto anni di temporanea leadership a danno della Francia e dove ora le gerarchie si sono ristabilite. Già lo scorso anno avevamo commentato il sorpasso della Francia dopo qualche anno di primato italiano, nel 2019 la distanza è aumentata, grazie al +7% segnato dalle importazioni norvegesi di vino francese contro il dato stabile dell’Italia. Una componente importante di questa difficoltà dei nostri prodotti è relativa agli spumanti, che i norvegesi non sembrano apprezzare (o almeno non i nostri), ma nel 2019 anche il vino in bottiglia italiano è cresciuto meno di quello francese. Tornando ai numeri generali, la Norvegia ha importato nel 2019 386 milioni di vino, +3%, con un progresso lento ma costante negli anni. I volumi sono esigui, 0.9 milioni di ettolitri e sostanzialmente stabili nel corso degli anni. Passiamo ai dettagli.

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Norvegia – importazioni di vino 2018

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Chiudiamo il giro delle importazioni di vino dei paesi nordici senza sorprese. Come successo in Svezia e Danimarca, anche in Norvegia il vino francese è andato meglio di quello italiano e si è consumato un sorpasso, anche se le differenze sono irrisorie. In un mercato che non è andato bene, +1% a 373 milioni di euro, le esportazioni italiane perdono il 6% e quelle francesi guadagnano il 7%. L’analisi di dettaglio sottolinea quanto già evidenziato per gli altri mercati dell’area: riduzione delle esportazioni di vino in bottiglia e “mancata” crescita degli spumanti, che come ben sapete sono la colonna portante della crescita del nostro commercio estero di vino. Passiamo ai dati.

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Norvegia – importazioni di vino 2017

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Come già visto nel mercato americano, anche in Norvegia il vino francese riguadagna posizioni (+10%), pur restando leggermente sotto rispetto alle nostre esportazioni (+1%), che pure non sono andate così male. Non è necessario che vi spieghi quanto sia interessante e in salute il mercato norvegese, dove un mix di redditi elevati e cultura “europea” determinano un buon consumo di vino (quasi 850mila ettolitri), soprattutto con un mix particolarmente ricco (oltre 4 euro al litro all’importazione). Il 2017 è stato poi un anno di crescita (4% in euro e 5% in valuta locale), nonostante i volumi importati siano leggermente calati (-3%). Naturalmente, non essendo presente una produzione locale, vino importato = vino consumato, quindi potremmo anche chiamare questo post “consumo apparente di vino in Norvegia”. Ma passiamo ai dati.

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Norvegia – importazioni di vino 2016

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Sebbene i norvegesi abbiano bevuto più vino nel 2016, l’incremento sia dei volumi (4%) che della loro spesa (5% in valuta locale) è stato vanificato dalla svalutazione della Corona, che ha perso il 4% contro l’Euro in media nel corso del 2016. Il vino italiano ha mantenuto la leadership tra gli esportatori nel paese nordico con una quota di mercato del 35%, anche se la sua posizione si è leggermente indebolita a favore dei vini del nuovo mondo, nonostante anche i norvegesi comincino ad apprezzare i nostri spumanti (+15%). Nel 2017 la musica dovrebbe cambiare: il rimbalzo dei prezzi del petrolio, da cui la Norvegia dipende, ha già determinato una rivalutazione della Corona, che se va avanti sulla falsariga dei dati di gennaio restituirà il 4% che ha tolto nel 2016. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Norvegia – importazioni di vino 2015

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La Norvegia è un mercato importante per l’Italia, come del resto lo è tutta la Scandinavia. I dati che pubblichiamo oggi, forniti da UN Comtrade, ci mostrano una moderazione della crescita nel 2015 a 351 milioni di euro, che però va almeno in parte letta nell’ottica dell’evoluzione dei tassi di cambio. Infatti, il calo dei corsi petroliferi ha pesantamente influito la Corona Norvegese, visto che l’economia è fortemente legata all’estrazione di idrocarburi. Così, la valuta ha cominciato a svalutarsi dal 2012, predendo il 20% del suo valore. Nel solo 2015, la svalutazione è stata del 7%. Quindi, il +1% in euro e il -2% in volume di importazioni di vino 2015 sono in parte frutto del minor potere d’acquisto della moneta, anche se va detto che prima dei cambi la crescita in corone del 2015, +8% (3.14 miliardi di corone) è comunque meno del +12% registrato nel 2014 (2.9 miliardi di corone). All’interno di questa tendenza l’Italia rafforza costantemente la sua leadership, con una quota di mercato del 36%, mentre sia Francia che Spagna perdono posizioni. Qualche posizione la guadagnano i vini del nuovo mondo, che però come potete leggere dalla tabella hanno posizioni per lo più marginali. Nel 2016 la tendenza al ribasso della valuta continua: per ora la valuta è giù di un altro 7% in Gennaio contro la media 2015, anche se vista la volatilità dei mercati è meglio aspettare. Andiamo a leggere qualche numero insieme. Continua a leggere »