Esportazioni di vino Italia – agosto 2016

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I dati di agosto sull’export di vino sono decisamente un’ancora di salvezza in giornate caratterizzate da molti punti di domanda. Il fatturato perduto in luglio è stato completamente recuperato, riportando in carreggiata il dato cumulato a fine agosto, che torna a segnare un rassicurante +2.8% invece del fastidioso +1% del mese precedente. Certamente Agosto è un mese poco rilevante ed è altrettanto vero che proprio in un mese così scarico l’alternarsi delle settimane e la conta dei giorni lavorativi ha un forte impatto. Per questo motivo cercheremo di soprassedere il più possibile dai dati mensili (+18% per l’export, di cui +43% per gli spumanti). Mi sembra invece importante sottolineare che per adesso non sembrano esserci segnali di contraccolpi dalla Brexit sul nostro spumante: le esportazioni continuano a crescere e a più che compensare la debolezza dei vini fermi. Prevedere il futuro è difficile ma sembrerebbe profilarsi uno scenario non troppo negativo, perlomeno dal punto di vista valutario, grazie al dollaro forte e alla leggera ripresa della sterlina cui stiamo assistendo nelle ultime settimane. Ma per ora andiamo sui dati.

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Piemonte – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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La produzione vinicola 2015 in Piemonte non è cresciuta nel 2015, come nella maggior parte delle altre regioni. Di converso, le previsioni per il 2016 sono per un moderato incremento (+5%), nel contesto di una produzione nazionale probabilmente in lieve calo. Le tabelle e grafici che seguono mostrano come la regione Piemonte abbia una superficie vitata strutturalmente in calo (al contrario di quanto abbiamo visto in Veneto), circa il 12% in meno nel 2015 rispetto al censimento 2010 e una produzione di vino che anche in una annata positiva come il 2015 si è attestata intorno a 2.4-2.5 milioni di ettolitri, quindi il 9% circa sotto la media decennale… e paradossalmente il calo più importante lo si riscontra nella produzione dei vini rossi. Andiamo a leggere insieme qualche dato.

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Utili, margini e ritorno sul capitale delle principali aziende vinicole – 2015 dati MBRes

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Riprendiamo il discorso dei dati delle aziende vinicole leader italiane affrontando il punto dei profitti e dei margini. Abbiamo già visto, il 1 novembre, come a fronte di una leadership commerciale, GIV non splendesse in termini di creazione di valore, ne’ da sola ne’ “consolidata” insieme a CR/CIV. L’aspetto dei margini è particolarmente importante. Nel 2015 le 26 aziende qui considerate hanno generato un valore aggiunto di oltre 700 milioni, cresciuto in % alle vendite dal 20.4% al 20.9%, mentre se guardiamo all’utile operativo la crescita è stata smorzata da un incremento corrispondente dei costi. Resta un’annata decisamente positiva, con un margine salito al 7.3% (che considera sia cooperative che aziende), il punto più alto dal 2010 a questa parte e, passando a considerare il tema del ritorno sul capitale, un leggero ulteriore miglioramento dal 7.4% al 7.6%. La leadership dal punto di vista dei margini e della generazione dei profitti restano Antinori, Frescobaldi, CR/CIV/GIV, Botter e Ruffino, seguite da Santa Margherita e Masi, mentre se guardiamo al ritorno sul capitale sono le aziende trasformatrici come Botter e quelle spumantistiche come La Gioiosa e Contri a guidare la classifica, insieme a Ruffino. Ma Passiamo ad analizzare qualche dato insieme.

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La produzione di vino nel mondo 2016 – prima stima OIV

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Stanco di vedere I dati sbagliati riguardo alla produzione italiana di vino, da questo post ho deciso di passare a una versione “I numeri del vino – OIV” per quanto riguarda l’aggiornamento della produzione mondiale. Semplicemente, ho sostituito i dati OIV con quelli provenienti dagli uffici statistici di Francia, Italia e Spagna. La differenza non è importante ma comunque c’è. Parliamo di 4-4.5 milioni di ettolitri “di troppo” nella stima OIV rispetto alle nostre evidenze, che naturalmente fanno riferimento alla produzione di vino esclusi mosti e succhi d’uva (come anche specificato nelle tabelle OIV che abbiamo integrato).

Bene, il 2016 si prevede essere una annata largamente sotto media, circa 260 milioni di ettolitri prodotti contro la media storica di 267 milioni circa, quindi il 3% meno, che diventa -5% quando il confronto viene fatto con il 2015. Dove manca la produzione? Non certamente da noi, come ben sapete. Ma piuttosto in Francia, dove manca il 10% del prodotto rispetto alla media e, soprattutto, in Argentina, Cile e Sud Africa, dove la produzione sembra aver subito un tonfo molto significativo. Siamo quindi di fronte al quarto anno consecutivo in cui la forbice produttiva tra Europa e Resto del mondo si allarga. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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La strategia europea di Changyu Pioneer Wine

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Oggi il blog non vi propone un’analisi numerica ma la traduzione e qualche spunto di riflessione su un articolo apparso dieci giorni fa sul Financial Times, dove viene delineata la strategia del più grande produttore di vino cinese, Yantai Changyu Pioneer Wine, che oltretutto vede come tra gli azionisti di riferimento con una quota del 33% la ILLVA Saronno, interamente controllata dalla famiglia Reina. Se vi interessa, potete proseguire la lettura nel post!

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