Germania – esportazioni di vino 2018

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Questo post lo affronto sempre con circospezione, perché la Gerrmania è ovviamente famosa per le esportazioni, ma non di quelle di vino. Eppure, anche in questo settore la Germania ha i suoi buoni “numeri”. Oltre 1 miliardo di euro di esportazioni per 3.7 milioni di ettolitri e alcuni mercati (a guardare il prezzo medio di import) dove il prodotto è molto apprezzato: USA, Norvegia, Svizzera e Cina. Tutto dentro quindi i tedeschi restano una delle 10 potenze mondiali del vino, anche se la loro produzione metà del vino che viene consumato nel paese. Il 2018 in particolare è stato un buon anno, con il record storico di export in valore, non in volume. Olanda e Regno Unito restano le due principali destinazioni, con quest’ultimo (insieme alla Franca) che fornisce un forte contributo al risultato positivo. Passiamo a commentare qualche numero.

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Prosecco DOC – dati di produzione 2018

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Una delle mancanze del blog è un’analisi produttiva sul fenomeno del Prosecco, che invece seguiamo molto bene dal punto di vista delle esportazioni. Grazie ai dati forniti dal Consorzio di Tutela del Prosecco DOC possiamo cominciare a imbastire un discorso che spero evolva in maniera più dettagliata nel futuro. Secondo i dati forniti dal consorzio, il potenziale produttivo si sviluppa su 24450 ettari, di cui 19922 in Veneto e 4528 in Friuli Venezia Giulia con il contributo di 10242 viticoltori. La produzione è invece affidata a 1149 aziende vinicole e 348 case spumantistiche. Con questi dati “quadro” possiamo affrontare qualche numero relativo alla produzione storica (dati delle vendemmie), che è cresciuta al ritmo del 16% dal 2009 al 2018, per raggiungere 3.6 milioni di ettolitri. Le bottiglie prodotte, di conseguenza, sono state 464 milioni nel 2019 con un ritmo di crescita paragonabile. Passiamo a qualche dato in dettaglio, anche paragonandolo al Conegliano Valdobbiadene DOC.

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LVMH – risultati primo semestre 2019

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Come potete leggere sui giornali, LVMH sta diventando una delle aziende più importanti d’Europa (con un valore di mercato di quasi 200 miliardi di euro) e la famiglia che detiene il 47% delle azioni (la famiglia Arnault) è classificata come la seconda più ricca del mondo. Ciò è frutto della strategia di crescita nel mercato dei beni di lusso, dove al marchio Louis Vuitton si affianca ora Christian Dior, che promette (anzi già sta facendo) faville. Ma anche la divisione vino e cognac fa la sua parte e ricopre un ruolo centrale nella strategia del gruppo. Infatti, l’azienda ha appena acquistato Château du Galoupet in Provenza, entrando nel segmento dei vini rosati di alta qualità. Il primo semestre è stato caratterizzato da volumi in crescita del 3% e da un fatturato a +5% prima dell’impatto dell’acquisizione e dei cambi. Mettendo tutto insieme esce un +9.5% che è il risultato migliore da due anni a questa parte ed è stato ottenuto con un andamento particolarmente positivo del mercato nordamericano (passato dal 33% al 36% del fatturato totale). I margini sono in leggero calo, ma pur sempre su livelli molto elevati, e il contributo del Cognac e degli spiriti continua a crescere, superando il 60% delle vendite e il 70% degli utili nella prima parte dell’anno (contro il 50% del secondo semestre). Passiamo a una breve discussione dei dati.

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I migliori vini italiani secondo Liv-Ex – aggiornamento 2018

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Liv-Ex ha appena pubblicato la sua lista 2019 dei top wines, dividendoli nelle 5 categorie classiche “inventate” a Bordeaux nel 1855. La classifica si basa sul prezzo medio registrato dai vini ma per essere “ammessi” in questa classifica non è sufficiente spuntare un prezzo alto, ma anche avere un volume di scambi sufficientemente elevato (motivo per cui alcuni vini che sarebbe ovvio vedere al top di questa classifica… il Monfortino… per esempio non compaiono). Per intenderci come potete vedere sopra la classifica è relativa ai vini e non alle case vinicole. Una volta qualificati, poi la classifica è basata sul prezzo. Oggi ci focalizziamo sui vini italiani, che sono 39 su un totale di 349 vini classificati. Naturalmente dominano Borgogna e Bordeaux (con 102 e 130 vini rispettivamente), soprattutto nelle fasce alte della 1er e 2eme cru, che insieme agli altri grandi francesi (soprattutto Champagne) copre praticamente l’80% della classifica. Dunque il top wine è il Barolo Falletto Riserva di Giacosa, che quando viene prodotto porta la famosa etichetta rossa. Prezzo medio della bottiglia: 548 euro, al cambio euro/sterlina di 0.90. Segue a breve distanza il Masseto e poi a poco più di 330 euro, il Brunello di Montalcino Riserva di Biondi Santi. Questi sono i tre grandi. Passiamo a un commento più dettagliato. Alla fine del post trovate la classifica completa.

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Brasile – importazioni di vino 2018

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I mercati dell’America Latina sono ormai da diversi anni “a due facce”, soprattutto quando parliamo di Argentina e Brasile. I dati che presentiamo oggi relativamente alle importazioni di vino del Brasile sono “stabili” se visti con la nostra valuta, ma sono invece in significativo progresso quando tradotti in Real Brasiliani, che nel 2018 in media si è svalutato del 19%. E quindi un -3% diventa +16%, quando si traducono i 318 milioni di euro negli 1.4 miliardi di Real. Un dato stabile in realtà c’è e sono i volumi importati, che dopo il balzo del 2017 si consolidano 1.17 milioni di ettolitri. In tutto questo il vino italiano non va male, anzi è uno dei pochi mercati in cui siamo noi a superare i francesi. Peccato che non conti quasi nulla. Ad ogni modo le esportazioni italiane calano dell’1% a 35 milioni ed è un buon dato perché lo scorso anno il progresso fu molto importante. Il mercato resta in mano ai cileni (quasi il 40% di quota di mercato) che però dopo la progressione degli anni scorsi subiscono una battuta d’arresto. Passiamo a commentare qualche numero.

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