L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2025/26

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Andamento dell'indice Liv-ex 1000 e dell'indice Liv-ex Italy 100 in euro, base 2003=100, dal 2018 a giugno 2026

Come di solito intorno a questo periodo dell’anno, facciamo il punto sull’andamento dei prezzi dei vini di alta qualità utilizzando gli indici Liv-Ex, che anche quest’anno ringrazio per la collaborazione. Potete trovare ulteriori dettagli sulla loro composizione e altri grafici nella sezione dedicata di Liv-Ex a questo link.

Il 2025 è stato il terzo anno consecutivo di calo per il valore dei vini da collezione (-5% in sterline, -10% in euro), mentre i primi sette mesi del 2026 stanno dando segnali di stabilizzazione, con l’indice generale stabile, che diventa +3% se tradotto in euro. A differenza del 2025, quando Bordeaux, Borgogna e Champagne guidavano il ribasso, nel 2026 gli indici delle diverse zone si muovono in modo più coerente.

In questo contesto, i vini italiani continuano ad andare meglio (o meno peggio) che nel passato, e come vedete dal grafico sopra il valore dell’indice generale e dell’indice italiano si sono avvicinati ulteriormente, il che significa che in un’ottica di lunghissimo termine (dal 2023 a oggi, il valore dei nostri vini è cresciuto come quello dei vini francesi e del resto del mondo).

Bene, passiamo a un’analisi più dettagliata con tutte le tabelle e i grafici nel resto del post.

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Castel Freres – risultati e analisi di bilancio 2025

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Siamo al terzo anno di commento dei dati di Castel Freres, con il bilancio 2025 che questa volta arriva molto più puntuale. Purtroppo, però, i dati peggiorano ancora. Le vendite calano dell’1.7% a 622 milioni di euro, quinto anno consecutivo di flessione, l’EBITDA scende da 13.3 a 1.7 milioni di euro (margine allo 0.3%) e la perdita netta passa da 2.6 a 21.4 milioni. L’indebitamento sale da 59 a 86 milioni di euro.

Una parte rilevante di questo peggioramento è però di natura non ricorrente e legata alla ristrutturazione di cui parlavamo l’anno scorso: 9.4 milioni di accantonamento per il piano sociale del sito di imbottigliamento di Saint-Priest (produzione ferma dal 5 dicembre 2025), 2.6 milioni per un contenzioso con il Ministero e 5.0 milioni di svalutazione delle partecipazioni in Castel Wine China e LFE BV. Al netto di queste tre voci l’EBITDA sarebbe stato di circa 14 milioni, sostanzialmente in linea con il 2024, e la perdita netta di circa 4 milioni. Il che dice due cose insieme: che il 2025 non è così drammatico come suggeriscono i numeri pubblicati (ma non commentati dal management nella relazione), e che comunque un’azienda da 622 milioni di fatturato che genera 14 milioni di EBITDA prima delle poste straordinarie resta un’azienda molto poco profittevole.

Come sempre, stiamo parlando della capogruppo vino e non del gruppo consolidato, dove birra e mercati africani portano i conti a diversi miliardi di euro di fatturato. Tannico e Nicolas non sono inclusi in questi numeri.

Tra i fatti successivi alla chiusura compare l’estensione dell’oggetto sociale alle bevande analcoliche, bibite gassate e succhi di frutta compresi, motivata esplicitamente con lo sviluppo sul mercato cinese: insieme all’investimento nella dealcolazione, è il segnale più chiaro di dove l’azienda pensa di andare a cercare i volumi che il vino non le dà più.

Per il 2026 i tre elementi da guardare sono l’effetto a regime della chiusura di Saint-Priest sulla struttura di costo, la tenuta dell’export in un contesto tariffario ancora incerto dopo la decisione della Corte suprema americana del febbraio 2026, e il ritorno sugli investimenti no-low. C’è poi una verifica fiscale in corso sugli esercizi 2023 e 2024, di cui al momento non è quantificato alcun rischio.

Passiamo a un commento più dettagliato dei numeri, con tabelle e grafici, nel resto del post.

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Mack & Schuhle Italia – risultati 2025

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Dopo anni di crescita ininterrotta, nel 2025 di Mack & Schuhle Italia ha un anno stabile ma rilancia con nuovi investimenti. Se il fatturato è stabile a 206 milioni di euro, gli investimenti esplodono con un piano da oltre 17 milioni di euro concentrato sul rifacimento dello stabilimento di Laterza e sulla verticalizzazione della filiera con l’acquisizione del 75% di Vinicola Divella. Il “passo in avanti ” sui ricavi anticipato un anno fa non si è materializzato, ma Laterza è rimasta ferma per circa sei mesi per i lavori di ampliamento. I benefici degli investimenti sono attesi dal 2027.

Nel post dello scorso anno definivamo Mack & Schuhle Italia una “mosca bianca” del panorama vinicolo italiano: da 12 milioni di fatturato nel 2016 a 206 milioni nel 2024, con un modello di business leggerissimo e un capitale investito inferiore ai 30 milioni. Il bilancio 2025 segna un cambio di fase: la crescita si ferma, ma l’azienda mette in cantiere il più grande ciclo di investimenti della sua storia, che ne modifica in parte la natura, da realtà prettamente commerciale e di imbottigliamento a operatore più integrato nella filiera.

Passiamo ai numeri.

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I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2024

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I dati SINAB aggiornati al 2024 confermano il quadro di stabilizzazione degli ultimi anni: la superficie vitata biologica italiana si attesta a 132.441 ettari, in leggera flessione rispetto al 2023 e sotto il picco del 2022. Dietro il dato aggregato fermo si muove però una ricomposizione, con la parte già convertita al massimo storico e quella in conversione in ulteriore contrazione.

Nel 2024 la superficie biologica totale (convertita più che in conversione) è pari a 132.441 ettari, 566 in meno rispetto ai 133.007 del 2023 e circa 3.200 ettari sotto il massimo di 135.667 toccato nel 2022. Vi ricordo che questo dato è relativo sia all’uva da tavola che all’uva da vino, anche se la superficie “bio” dell’uva da tavola ha un peso residuale (circa 4 mila ettari). Il dato aggregato nasconde due movimenti di segno opposto: la superficie effettivamente convertita sale a 104.767 ettari, +1.841 ettari o +2% rispetto al 2023, e rappresenta il nuovo massimo della serie. La superficie in conversione scende invece a 27.674 ettari, -2.400 o -8%, il livello più basso dal 2020. La quota di vigneto già convertito sale così al 79% del totale, contro il 21% ancora in conversione. Il grafico sull’incremento delle superfici convertite descrive la stessa dinamica: dopo un biennio 2022-2023 di crescita quasi nulla, il 2024 segna un recupero modesto, mentre il bacino delle superfici in conversione – da cui dipende la crescita futura del convertito – si è assottigliato rispetto ai 32 mila ettari del 2022.

Passiamo a commentare qualche dato insieme. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri, con anche gli anni precedenti al 2017.

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Francia – produzione di vino – dati 2025

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I dati Agreste sulla vendemmia 2025 in Francia restituiscono un quadro di parziale recupero rispetto al 2024 soprattutto guidato dai vini AOC, ma su un livello che resta storicamente depresso. La produzione francese di vino si attesta a 37.4 milioni di ettolitri, +2% sul 2024 (36.5), quando però il raccolto era stato uno dei peggiori del decennio. Il confronto più significativo resta quello con la media quinquennale: il 2025 vi si colloca sotto il 12%, a conferma che il potenziale produttivo francese si è abbassato in modo strutturale con gli espianti degli ultimi anni. Inoltre, dobbiamo sempre considerare che quasi 8 milioni di ettolitri di questi 37 sono dedicati al Cognac e all’Armagnac e dunque la produzione francese di vino “da bere” è oggi sotto i 30 milioni di ettolitri contro i nostri 44-45… e in un mondo che beve sempre meno vino… non si può non convenire che i nostri cugini francesi sono un passo avanti a noi.

Proseguiamo il commento con tutti i dettagli, grafici e tabelle nel post.

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