Castel Freres


Castel Freres – risultati e analisi di bilancio 2024

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Siamo al secondo anno di commento dei dati di Castel Freres, ossia il bilancio 2024, che, purtroppo, è stato pubblicato soltanto a gennaio 2026 (in compenso è gratis).

I dati sono molto negativi. L’anno scorso parlavamo del calo strutturale delle vendite (-3%) e dei margini (margine EBITDA dimezzato al 2%), che è proseguito anche nel 2024, tanto da portare l’azienda al “rosso”, ossia alla prima perdita netta. Stiamo parlando del capogruppo, che si dedica al vino, e non del gruppo consolidato, dove altri prodotti (birra) e mercati (Africa) rimpolpano in modo importante i conti, tanto da portarli a diversi miliardi di euro di fatturato.

Oltretutto vi ricordo che Castel Freres ha acquisito Tannico nel corso del 2025 e che è anche proprietaria di Nicolas, la catena di enoteche francesi che seguiamo sul blog. Per chiarire, i conti di queste unità non sono inclusi nei bilanci che commentiamo qui, che invece si riferiscono soltanto alla capogruppo.

Tornando ai numeri, a fronte del crollo dei margini e dell’aumento del debito, l’azienda ha cominciato a ristrutturarsi, chiudendo un rilevante sito produttivo nel 2025 (che occupava quasi il 10% del personale).

Passiamo a un commento più dettagliato dei numeri, con tabelle e grafici, nel resto del post.

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Castel Freres – risultati e analisi di bilancio 2023

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Si dice su Wikipedia in francese che il Gruppo Castel, attivo nel vino, birra, acqua e altre bevande alcoliche raggiunga 2.6 miliardi di euro di fatturato nel 2011. Purtroppo questa informazione è linkata a un documento scomparso. Oggi invece guardiamo (probabilmente) a una sottorappresentazione di questo gruppo, a Castel Freres, che è interamente focalizzata sul vino. Dal sito istituzionale si legge che commercializza (2022) 400 milioni di bottiglie (loro dicono con 720 milioni di fatturato, io leggo 663 nel bilancio, ma si tratta del bilancio della capogruppo e non del consolidato). Oggi cominciamo a seguirne il bilancio per capire come si muove un’azienda francese in qualche modo simile (anche se più grande) ad alcune realtà italiane che si sono costituite negli ultimi anni come IWB piuttosto che Argea.

Guardando questi numeri nel tempo, soprattutto quelli del 2023, si trae una sensazione di “lenta decrescita” dove si mantengono dei margini industriali sani, intorno al 16-17% ma a causa di questo leggero costante calo non si riesce a tenere testa ai costi generali e quelli del personale, che invece mantengono un trend di leggera crescita. Alla fine, pur generando cassa, Castel Freres è passata da fare una ventina di milioni all’anno di utili a 17 milioni (che sarebbero 15 senza i proventi straordinari) nel 2022 e 3 nel 2023 (7 se normalizzati).

Passiamo a una breve analisi dei numeri.

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