Germania


La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2021

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È uscita quest’anno in anticipo la classifica Liv-Ex  dei grandi vini, chiamata “Power 100”. Per chi non la conoscesse si tratta di una lista di produttori di vino pubblicata ogni anno e basata su un punteggio calcolato usando la quantità di bottiglie scambiate sulla “borsa merci” del Liv-ex, il loro prezzo medio e l’andamento del prezzo e così via. Nel 2021 il leader assoluto (anche a una buona distanza dal secondo) è Domaine Leroy, che era primo anche nella classifica 2020 e in quella 2018. La Borgogna attua in questa classifica il sorprasso su Bordeaux, avendo Continua a leggere »

Le importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2020

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Le importazioni di spumante nel mondo sono calate del 13% circa nel 2020 se espresse in dollari e del 15% se espresse in euro. Nel 2020 a causa del covid, la performance dei tre principali mercati e stata negativa per ben oltre il 10%. Il principale mercato restano gli USA che con 1.1 miliardi di euro e un calo dell’11%. Gli USA continuano a rappresentare poco oltre il 20% delle importazioni mondiali di spumante. Il secondo e il terzo mercato, quindi il Regno Unito e il Giappone, sono calati invece del 14% e del 24% rispettivamente. Nella lista che trovate all’interno del post sia in dollari che in euro ci sono poche eccezioni positive tra i principali mercati va menzionato il caso della Russia che si è mantenuta stabile a poco meno di 200 milioni di euro e la Svezia, che invece è cresciuta del 5%. Cali meno marcati si sono poi registrati per mercati come la Svizzera (-6%) e il Canada (-7%). Il combinato di Cina e Hong Kong ha segnato 127 milioni di importazioni di spumante contro 131 milioni registrati nel 2019 e 128 milioni nel 2018, confermandosi quindi un mercato stabile ma non in crescita per i vini spumanti. Nel corso del 2020 l’importo diretto in Cina è calato del 16% mentre è cresciuto del 14% quello relativo a Hong Kong.

Vi lascio con i grafici (compreso quello animato all’interno) e le tabelle, che trovate anche in formato testo all’interno della sezione Solonumeri.

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La produzione di vino nel mondo 2021 – prima stima OIV

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Fonte: OIV

OIV apre il suo comunicato stampa con un messaggio molto chiaro, che sostanziamente dice: il 2021 sarà un anno con una produzione di vino molto bassa, il terzo anno degli ultimi quattro in cui cade sotto la media storica. Stiamo parlando di un volume produttivo di 250 milioni di ettolitri, il 6% circa sotto la fatidica media di circa 265, che non è stata raggiunta nemmeno nel 2019 e 2020 (260-262 milioni). Ma se nel 2019-20 a mancare all’appello era la produzione nel “nuovo mondo”, e principalmente nell’emisfero sud del mondo, nel 2021 la “crisi” produttiva si concentra nella vecchia Europa dove Italia, Francia e Spagna che storicamente mettevano insieme quasi metà della produzione mondiale (128 milioni in media), quest’anno viaggiano con un deficit di circa 14 milioni di ettolitri, quindi 114. L’Italia con 44.5 milioni di ettolitri è soltanto il 3% sotto la media, la Francia con 34 sta sotto del 22% e nel 2021, caso rarissimo, andrà a produrre meno della Spagna, dove comunque non si ride (35 milioni di ettolitri, 6% sotto media). Tutto ciò porta l’Europa intorno a 145 milioni di ettolitri, 20 meno dell’anno scorso e 11 meno della media storica (-7%). A parziale bilanciamento, i dati mostrano un rimbalzo nei “nuovi” paesi, che comunque presi tutti insieme sono anch’essi leggermente sotto: gli USA con 24 milioni di ettolitri sono circa il 4% sopra media, Australia e Cile sono andati molto bene, circa il 15-20% meglio delle loro medie ma dopo un 2020 molto difficile, solo l’Argentina sembra essere sotto i livelli storici, anche se in deciso recupero sul 2020. Mancano, come noterete i dati sulla Cina. Come sempre i numeri sono aggiornati nelle tabelle di Solonumeri, mentre tabelle e grafici sono nel seguito del post.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2021

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Pubblichiamo oggi i dati delle esportazioni di vino del primo semestre dei principali produttori. Purtroppo, non è completo come negli anni scorsi, non essendo riuscito a reperire i dati di Cile, Argentina e Sud Africa. Essendoci però tutti gli altri ho pensato fosse comunque interessante dargli uno sguardo. Bene, cominciando dalla fine, l’Italia come ha sempre fatto è andata meglio quando le cose andavano peggio (2020) che non quando le cose sono cominciate a migliorare (2021). Il nostro dato di +11% sul 2019 nel semestre 2021 (3.3 miliardi di euro) è perfettamente allineato a quello francese (+11% a 5.2 miliardi di euro) e meglio di quello spagnolo (+8% a 1.4 miliardi) e della maggiorparte degli altri paesi esportatori. In questo senso, se dovessimo fare il calcolo della quota di mercato diremmo che tra il 2019 e il 2021 siamo passati da poco meno del 23% al 23.7% (sempre calcolata su base 11 produttori). Se però avessimo calcolato il dato a giugno 2020 eravamo vicini al 25%. Ad ogni modo, noterete il forte calo dell’Australia, -26% sul dato 2019 da mettere in relazione con i problemi relativi alla Cina, ma anche i cali del 9% della Nuova Zelanda e del 7% della Germania, mentre invece sono cresciute sia le esportazioni degli USA (+6% sul 2019) che quelle del Portogallo (+17%). All’interno del post trovate tabelle e grafici, buona consultazione.

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Germania – esportazioni di vino 2020

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La Germania è stato uno dei paesi che più ha sofferto la crisi COVID in tema di esportazioni di vino. Nel 2020 i volumi esportati sono calati del 10% e il valore delle esportazioni è andato anche peggio, -15% scendendo forse per la prima volta da 10 anni a questa parte sotto la soglia di 900 milioni di euro. La lista dei paesi ai quali la Germania spedisce il vino è molto evocativa di un’attività poco radicata: in Olanda vanno tra 700 e 900 mila ettolitri di vino a meno di 2 euro al litro ogni anno, nel Regno Unito sono tra 300 e 600 mila ettolitri a un prezzo poco più elevato. Ecco, forse l’analisi dovrebbe cominciare dal terzo paese, gli USA, dove i dati cominciano a corrispondere al vino tedesco che abbiamo in mente, quello nella bottiglia bislunga. Ma le conclusioni non sarebbero molto diverse: forte volatilità tra i mercati e dati quasi egualmente negativi nel loro complesso. Passiamo al commento.

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