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Advini – risultato primo semestre 2012

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I risultati semestrali di Advini hanno mostrato alcuni progressi nei margini sui primi 6 mesi del 2012 ma gli obiettivi al 2015 sono lontani e la scadenza si avvicina… Ci sono all’interno dei numeri dei chiari segnali di forza, come le vendite in Cina, USA e America Latina dove il gruppo fino a 2-3 anni fa non era presente, ma certamente questi segnali di forza sono compensati anche dalla debolezza del mercato europeo e del canale tradizionale. Ne sono testimonianza i dati del terzo trimestre del 2012, appena rilasciati, che mostrano un leggero regresso delle vendite, tale da riportare la crescita dal +7.7% del primo semestre a poco meno del 5% sui primi 9 mesi dell’anno. Gli obiettivi, come dicevamo sopra, sono rimasti i medesimi: portare le vendite a 300 milioni di euro nel 2015 rispetto a un livello che nel 2012 sarà intorno a 220 milioni, e il MOL al 10% delle vendite, cioè a 30 milioni, da un valore che presumibilmente nel 2012 sarà intorno a 12-13 milioni (anche se Advini lo calcola in un modo diverso, il che gli aggiunge un paio di milioni di euro). Andiamo a vedere in dettaglio i numeri e anche cosa sta facendo per arrivare all’obiettivo.

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2012

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Laurent Perrier è l’ultima delle aziende che guardiamo a chiudere i conti del primo semestre (marzo-settembre), ma i risultati che ci mostra “non sono nuovi”. Ossia, al di là dell’andamento commerciale (che per LP è decisamente migliore dei concorrenti), i margini sono in calo dopo il forte rimbalzo del 2011, dovuto alla scelta di ridurre le rese agricole, ma anche per l’aumento dei costi commerciali che si riferisce in particolare all’azienda. Laurent Perrier mantiene gli stessi rapporti patrimoniali dello scorso anno, ma resta con un livello di indebitamento piuttosto importante, sia rispetto al magazzino che rispetto al patrimonio netto. I prossimi 6 mesi non saranno eccezionali, il management lo ha già sottolineato: anche se non siamo di fronte a un nuovo 2009, i prossimi mesi non saranno facili in Francia e in Europa anche a causa di una base di confronto difficile (+9% nel caso specifico). Andiamo a vedere i numeri.

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Campari – risultati primi 9 mesi 2012

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Le vendite di vino di Campari si avvicinano all’appuntamento chiave dell’ultimo trimestre dell’anno con un miglioramento del trend delle vendite grazie all’area extraeuropea e agli accordi di distribuzione. Nel terzo trimestre, il fatturato è cresciuto rispetto allo scorso anno, a differenza di quanto è successo nella prima parte dell’anno, ma ciò è interamente da attribuirsi alla politica di espandersi nella distribuzione (circa il 2%) e all’effetto benefico dei cambi. In particolare, le vendite italiane hanno sofferto un terzo trimestre particolarmente debole nel segmento della ristorazione, le vendite in Europa sono rallentate dopo un buon secondo trimestre e il tutto è stato compensato da un forte recupero nell’area americana e nel resto del mondo. Le prospettive sono cattive e l’articolo 62 (vedere commento finale) aggiungerà al clima non buono nei prossimi mesi… ma vediamo i numeri.

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Constellation Brands – risultati primo semestre 2012

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I risultati del secondo trimestre di Constellation Brands hanno favorevolmente impressionato gli investitori (+4% dopo l’annuncio, in un anno glorioso per l’azienda, che ha visto le azioni salire del 75% a inizio anno…). Sebbene i numeri dichiarati non mostrino alcuna crescita (anzi gli utili scendono per una serie di problemini non ricorrenti) e il sentiero di recupero dei margini sembra essere giunto al capolinea (vedi grafico relativo), sotto la cenere qualcosa si sta muovendo dal punto di vista dei volumi: nel secondo trimestre, i volumi di vendita sono ripartiti e questa volta sono supportati da dei dati di vendita (quelle che si chiamano depletions) piuttosto positivi. Ciò ha supportato un aumento delle stime di utile per azione 2012-13 dell’azienda da USD1.93-2.03 a USD2.00-2.10, quindi del 3% circa. Considerato i numeri del primo semestre, dovremmo quindi vedere un significativo incremento dei profitti nella seconda parte dell’anno. Andiamo ai numeri.

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Advini – risultati e analisi di bilancio 2011

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Advini continua a comprare attivita’ e a crescere, anche se gli utili ancora non si vedono e il debito cresce. Va dato onore a questa azienda che e’ tra le poche nel mondo del vino che ha mire esplicitamente espansionistiche e che nel corso degli ultimi anni ha messo sul tavolo soldi (20 milioni soltanto nel 2010-11) e azioni (circa il 10% del capitale e’ andato alla famiglia Laroche in cambio del loro Domaine) per crescere. Il piano di crescita si chiama “Opus Vini 2015” e prevede: (1) la crescita e lo sviluppo dei marchi critici per il gruppo, che nel 2011 sono cresciuti del 4%; (2) il rafforzamento della struttura distributiva all’estero; (3) l’integrazione delle strutture centrali per risparmiare sui costi; (4) la continua acquisizione e integrazione di nuove aziende vinicole, soprattutto in Francia. A fronte di questo piano, Advini si attende una crescita delle vendite del 10% o piu’: per il momento i dati del primo semestre (che trovate in fondo al post) sulle vendite parlano di un +8%, ma con una chiara accelerazione nel secondo trimestre a +11.5%. Ma per ora vediamo i numeri del 2011, che come vi ho anticipato sono piuttosto “poveri” soprattutto a livello di utili e di incremento del debito…

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