importazioni di vino


Brazile – importazioni di vino 2012

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L’anno scorso avevamo introdotto il discorso sul Brasile: grande mercato, forte presenza italiana anche nel segmento delle bevande (Campari), per non parlare di pneumatici e automobili, ma poca propensione al consumo di vino e problemi a portare “di là” il vino che deve forzatamente essere prodotto e imbottigliato nel luogo d’origine (almeno quello di qualità, che a noi interessa). Con il 2012 e i dati che vengono prodotti da UVIBRA, aggiungiamo un capitolo alla storia: non solo il Brazile non è probabilmente fatto per il vino, ma non è probabilmente fatto per il vino italiano, visto che nel 2012 siamo il peggior esportatore tra i grandi in termini di crescita (cioè siamo scesi). L’unica consolazione è che siamo stati superati al quarto posto dal Portogallo, che almeno condivide la loro lingua, e che il calo del 12% in dollari è in realtà inferiore alla svalutazione del cambio del 15%, indicando quindi che “in valuta local” l’import di vini italiani non è calato.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2012

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Come ogni semestre, facciamo il punto sulle importazioni di vino. L’evidenza è semplice: se fino a giugno 2012 la crescita del trade mondiale del vino più che compensava la crisi italiana, da metà dello scorso anno in avanti il trend si è chiaramente invertito. Ora, ciò non è pienamente visibile dai grafici annuali, dove vedete un 2012 in crescita del 2% a valore a quasi 300 milioni di euro e del 10% a volume a 2.5 milioni di ettolitri. Lo notate, per prima cosa nella tabella ma ancora meglio nei grafici di media mobile annua, dove vedete che se restringiamo il confronto alla seconda metà del 2012 le importazioni sono scese dell’8% a volume e del 22% a volume. L’inversione di tendenza non ha tanto a che fare con i vini di qualità, imbottigliati (che crescevano leggermente e si sono stabilizzati) o spumanti (che hanno mantenuto la velocità di discesa!), quanto con quelli sfusi, dove il secondo semestre ha visto una decisa inversione di tendenza sui volumi, con un calo del 28% dei volumi, quando sull’anno si registra ancora un incremento dell’8%. Il quadro finale ci porta a dire, pur senza supporti grafici, che la bilancia commerciale che sempre è cresciuta continuerà a crescere ancora di più.

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Giappone – importazioni di vino, aggiornamento 2012

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Fonte: dogana giapponese

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Le importazioni di vino in Giappone sono un tema piuttosto interessante, dato che è evidente dai numeri una forte accelerazione, sia dal punto di vista dei volumi (+23%) che da quello del valore (+28%, in euro), quest’ultimo aiutato in modo sostanziale da una rivalutazione dell’8% circa del cambio medio contro l’euro (da circa 111 a circa 102 yen per un euro). In questo contesto l’Italia ha mantenuto le posizioni di numero due (a valore, numero 3 a volume), senza riuscire a fare la differenza con il leader di mercato, la Francia, che è riuscita a crescere quasi alla medesima velocità pur partendo da una base di 4 volte superiore. Nel corso degli ultimi mesi, il corso euro/yen ha decisamente cambiato direzione e dopo 5 anni in cui il cambio ha sospinto il valore delle nostre esportazioni del 35% circa (cumulato), nel 2013 dovremo fare probabilmente i conti con il trend inverso (attualmente il cambio è intorno a 120-125 yen per un euro contro la media di 102 del 2012): vediamo se i nostri produttori avranno la flessibilità di adattarsi alle nuove condizioni di mercato e guadagnare quote.

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Importazioni di vino in UK – aggiornamento primo semestre 2012

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I numeri che analizziamo oggi sono derivati dalle dichiarazioni della dogana inglese relativamente alle autorizzazioni di rilascio di prodotti alcolici nel mercato inglese. Si tratta quindi di un dato che e’ relativo al mercato del vino più che alle sole importazioni. Essendo peraltro la produzione locale irrisoria, i due dati si sovrappongono quasi perfettamente. La conclusione di questo rapporto è che i volumi nel mercato inglese sono stabili e non si muovono ormai da qualche anno, mentre continua a crescere il valore medio del mercato (questo è il dato nuovo che fino a qualche tempo fa non era disponibile). Questa tendenza è anche piuttosto marcata, dato che tra il 2007 e il 2011 il mercato a volume è calato del 4% (cumulativamente) mentre il valore in sterline è cresciuto del 30%. Addentriamoci nei dati, con l’unica avvertenza di considerare che i dati a valore sommano sia i vini tradizionali che quelli aggiunti di alcol, mentre i volumi sono disponibili separatamente, e quindi noi ci occupiamo di quelli relativi ai vini tranquilli. Una seconda conclusione, forse ancora più importante, è che la quota di mercato del prodotto vino rispetto al totale del valore degli spirits nel mercato inglese continua a crescere: nel 2007 era il 31% del valore, nel 2011 siamo arrivati al 33.5%. Andiamo ai numeri.

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Importazioni di vino a Hong Kong – aggiornamento 2011

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Raddoppiamo o dimezziamo? I dati 2011 sulle importazioni di vino di Hong Kong relative al 2011 (in dollari) mettono in luce una realtà bifronte: il vino italiano sta crescendo ma gli altri sembrano andare meglio. Risultato? Le quote di mercato del nostro prodotto tra il 2006 e il 2011 si sono dimezzate pur esportando 6 volte di più di 5 anni fa. Due puntualizzazioni vanno fatte a questo punto della discussione: (1) il vino esportato a Hong Kong viene parzialmente rigirato in Cina, motivo per cui trovate due tabelle, una con le importazioni nette (cioè del vino che non viene riesportato) e una con le importazioni lordo (cioè del vino che viene esportato a Hong Kong, indipendentemente da dove va dopo. Per valutare il mercato di Hong Kong, il dato più importante è il primo; (2) Hong Kong è un mercato dove operano i mercanti inglesi, che esportano ogni tipo di vino, e quindi non sappiamo esattamente che cosa c’è dentro quella categoria “other”, altri. Di certo, sono vini che se italiani figurano nelle esportazioni dell’Italia verso il Regno Unito e, in misura minore, verso la Svizzera. Passiamo ad analizzare i dati…

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