importazioni di vino


Cina – importazioni di vino 2017

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Siccome i dati di UN Comtrade ancora latitano (ma mi assicurano che sono in fase di elaborazione), sono un po’ in ritardo con gli aggiornamenti 2017 sulle importazioni di vino nei principali mercati. Mi aiuta però ISMEA e Tiziana Sarnari che ha prodotto un aggiornamento con i dati sulle importazioni di vino in Cina per il 2017, che oggi pubblichiamo. Sebbene non siano pubblicati i dettagli per categoria, poco importa, dato che il mercato cinese ha una penetrazione molto scarsa negli spumanti.

La Cina resta un mercato in forte crescita anche nel 2017, con importazioni cresciute del 15% in euro a 2.5 miliardi e del 19% in valuta locale (che si è svalutata del 4% – e che continua a farlo anche in questa prima parte del 2018, -6% sinora rispetto al primo trimestre 2017). I volumi sono saliti del 18% a 7.5 milioni di ettolitri. L’Italia resta in una posizione di rincalzo, con un peso del 6% circa e un ritmo solo marginalmente superiore alla media. Rallenta la Francia e avanzano i cileni e, soprattutto gli australiani. Passiamo a commentare qualche dato insieme allora!

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Esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2016

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L’Italia ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di numero due mondiale nel mercato degli spumanti dietro la Francia nel corso del 2016. Lo sapevamo già, ma oggi ci dedichiamo alla visione di insieme delle esportazioni mondiali di vino spumante, un mercato cresciuto del 3% sia in dollari che in Euro nel 2016, con un più deciso progresso dei volumi, spinti all’insù proprio dall’Italia che ormai esporta in quantità quasi quanto la Francia e la Spagna messa insieme. Dopo questi tre paesi, come ben sappiamo, poco altro. La Francia continua a rappresentare oltre il 50% del mercato mondiale, ma l’Italia è passata dal 10% al 20% nel giro di 12 anni, “prendendosi molta della crescita del mercato”. Vediamo se riusciremo a confermare questi progressi anche in un anno più difficile come il 2017, con l’effetto negativo dei cambi (nel secondo semestre) e la debolezza strutturale dell’importante mercato inglese. Passiamo ai dati.

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Brasile – importazioni di vino 2016

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Il vino e il Brasile continuano a non andare d’accordo. Anzi, sarebbe da dire diversamente: il vino europeo e il Brasile non vanno d’accordo. Non che sia un mercato critico, si tratta di meno di 1 milione di ettolitri di importazione per un valore di poco più di 250 milioni di euro, ma comunque si tratta di un paese gigantesco e con una dinamica demografica da non sottovalutare. Dunque, i dati di UN Comtrade del 2016 dicono che il mercato, valutato in euro e dollari si è contratto del 3% nel 2016, mentre è cresciuto dell’1% in valuta locale (Real Brasiliano) e, soprattutto, del 12% in volume a 918mila ettolitri. Sui 5 anni i dati sono certamente più positivi, ma anche a causa della svalutazione del Real le crescite nella nostra valuta sono sotto il 5%. Chi vince? Sostanzialmente il Cile, che ha visto vissuto una crescita eccezionale negli ultimi 5 anni e che oggi rappresenta il 44% del vino importato dal Brasile (in volume anche di più, il 47%). Chi altro? Sostanzialmente nessun altro nel 2016, mentre se guardiamo con un po’ più di lungimiranza, diciamo 2011-2016, la Spagna e il Portogallo sono riusciti a mantenere o migliorare la loro posizione. Il 2017 si prevede molto grigio, con la crisi economica (e gli scandali) che attanagliano il paese. L’Italia, con 23 milioni di euro di vino importato in Brasile, ha poco da perdere. Passiamo ad analizzare qualche numero insieme.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2017

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Cominciamo la settimana parlando di importazioni di vino in Italia. Nel primo semestre hanno fatto registrare un leggero incremento (+4%) essenzialmente derivante dai vini spumanti (francesi) e dai vini sfusi (+5%). Stiamo parlando di cifre molto limitate, 130 milioni di euro nel semestre e 311 negli ultimi 12 mesi, sostanzialmente allineate a quanto accaduto negli ultimi 5-6 anni. Dal punto di vista dei mercati da cui importiamo, dopo la Francia che resta il mercato più importante per lo Champagne, abbiamo spostato le nostre fonti di approvvigionamento di vini sfusi dagli Stati Uniti verso la Spagna, anche in corrispondenza del rafforzamento (fino a qualche mese fa…) del dollaro americano. Probabilmente, nel secondo semestre succederà il contrario in termini geografici e, altrettanto probabilmente, potremmo assistere a una ripresa delle importazioni per via della nostra vendemmia particolarmente scarsa… passiamo a una breve analisi dei dati.

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Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2016

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Nota: I dati qui raccolti rappresentano oltre 100 paesi e sono un quadro ormai quasi definitivo, fatto “bottom-up” quindi prendendo la somma delle importazioni dei singoli paesi. Fonte: UN Comtrade

La stabilità dell’euro/dollaro ha ridato coerenza ai dati del trade mondiale di spumanti nel 2016 nelle diverse valute L’incremento delle importazioni di spumante nel 2016 è stato del 3% a 5.75 miliardi di dollari o 5.2 miliardi di euro (come per l’anno scorso il dato calcolato dalle dichiarazioni di export è leggermente superiore, circa 5.98 miliardi di dollari). Gli importatori in crescita a doppia cifra sono gli USA, che superano il miliardo di euro di import, il Giappone che è il terzo mercato mondiale per la categoria e, partendo da valori molto più limitati, la Russia, dove però il dato 2016 rappresenta il primo numero positivo dopo due anni di forte calo. Dall’altra parte, e non è una sorpresa, troviamo il Regno Unito, -5%, ma anche Singapore (-8%) o il Belgio (-4%). Passiamo all’analisi dei dati.

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