
Questo potrebbe sembrarvi un post “datato”: perchè parlare delle importazioni di vino in Germania, con la maggior parte dei dati che si riferiscono al 2014, ora che siamo nel 2016. In verità c’è un motivo che considero molto importante. L’origine dei dati. Questo post è frutto dell’estrazione dei dati sul commercio estero resa disponibile dal “Department of economic and social affairs” delle Nazioni Unite, sotto il nome di UN Comtrade Database. Ora, per un maneggiatore di numeri come il sottoscritto, che ha sempre avuto come “collo di bottiglia” la disponibilità di dati, trovarsi di fronte a un tale bendiddio di dati è stato come scoprire una miniera d’oro.
Stiamo parlando di una database dove sono riportati i dati di export e import di TUTTI i prodotti, da TUTTI i paesi verso TUTTI i paesi, con dati sia MENSILI che ANNUALI. GRATIS. Dati rilevati in dollari americani e rilevati o stimati in volume. Per noi i prodotti sono le 4 categorie classiche del settore vino: vini imbottigliati, vini sfusi, vini spumanti, come categoria residuale, mosti. Questo sposta l’ago della bilancia dalla disponibilità del dato alla capacità di elaborarlo e di commentarlo. Visto il posizionamento del blog, direi OTTIME notizie.
Un’ultima nota: i dati di import e di export raramente si parlano, sia per la tempistica delle registrazioni sia, credo, per l’inclusione di varie poste tipo i dazi che dalle due parti potrebbero essere non coerenti. Buona continuazione…
La Germania è uno dei più grandi importatori di vino e per l’Italia è secondo soltanto al mercato americano. Eppure, nonostante l’andamento globalmente favorevole delle nostre esportazioni, la Germania ha rappresentato un freno per il nostro export. I dati di oggi ci aiutano a capire cosa sta succedendo nel mercato, con un aggiornamento anche sui 12 mesi terminati ad agosto. Beh, i tedeschi stanno importando meno (-1/2% in valore sia nel 2014 con un calo che si acuisce intorno a -4/5% nei 12 mesi terminanti ad agosto 2015) e soprattutto stanno importando 1) più prodotto finito (rispetto a prodotto sfuso) e 2) da provenienze alternative. Questi trend sembrano essere “strutturali” anche se il nemico è difficile da identificare. Infatti, i paesi cresciuti molto negli ultimi anni come gli USA, la Spagna o il Sud Africa hanno avuto andamenti altalenanti… andiamo a leggere qualche numero insieme…





