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Constellation Brands chiude il 2019 in linea con le attese, anche leggermente meglio per essere sinceri, ma di fronte all’incertezza COVID-19 non fa alcuna previsione. O meglio, mette nero su bianco quelle che sarebbero state le previsioni 2020 pre-virus, che ben delineano la sua strategia di disimpegno dal settore del vino. Nel 2020, il segmento vino avrebbe dovuto calare del 30-35% sia in termini di vendite che di utili, a fronte della vendita di una serie di marchi a Gallo e considerando un punto di partenza di crescere con i marchi che restano del 2-4%. In particolare, i marchi venduti totalizzano nel 2019 22 milioni di casse dei 54 totali registrati a fine 2019, quindi -42%. Il grafico di apertura del post però vi rende conto di quello che è successo fino ad oggi: l’azienda ha continuato a vendere asset nel segmento del vino: i 53.6 milioni di casse del 2019 erano circa 70 milioni nel 2016 e sono calate inizialmente per la vendita dell’attività canadese ma più recentemente per il cattivo andamento del business. Fatta questa considerazione importante e tornando ai risultati, l’andamento del segmento birra (Corona principalmente) resta molto positivo e le attese erano (pre virus) che continuasse a crescere del 7-8%. Nel segmento vino il 2019 si è chiuso un po’ meglio dei primi trimestri, con un leggero calo delle vendite finali (-0.6%) e delle spedizioni (-1.4%). Tornando al 2020, Constellation Brands sottolinea la solidità patrimoniale e la disponibilità di linee di credito di 2 miliardi di dollari, oltre agli 0.9 miliardi che deve incassare da Gallo (sempre che Gallo non faccia marcia indietro visto quello che sta capitando…). Mah, io non sarei così tranquillo a 4.2 volte il debito su EBITDA; comunque visto che hanno deciso di pagare comunque il dividendo sapranno sicuramente cosa fare!





