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Le importazioni americane di vino sono cresciute del 6% a 5.8 miliardi di euro nel 2019. In realtà questo progresso è completamente legato all’andamento del cambio. Quando tradotto in dollari americani, l’import è rimasto stabile a 6.5 miliardi di dollari, segnando il primo zero dopo tre anni di crescita tra il 3% e il 5%. Sono aumentati invece i volumi (+7%), segno che il vantaggio derivante dal dollaro forte è stato completamente assorbito dal mercato locale, mentre gli esportatori non ne hanno goduto. Il clichè dello scorso anno si ripete: la Francia cresce più dell’Italia (+8% contro +5%) grazie al migliore andamento dei vini fermi, mentre gli spumanti italiani continuano a fare meglio di quelli francesi, nonostante la distanza in termini di valore delle importazioni sia ancora molto significativa. Infine, con una crescita a doppia cifra, la Nuova Zelanda si impone come terzo esportatore di vino in USA, pur restando a una distanza siderale rispetto a italiani e francesi. Passiamo all’analisi dei dati, ricordandovi che i dati scaricabili e completi sono disponibili nella sezione Solonumeri.





