
Campari ha incremento le vendite di vino nel 2012 fino a sfiorare 200 milioni di euro, in parte grazie alla crescita delle vendite fuori dall’Italia e in piccola parte grazie ai nuovi accordi di distribuzione (circa 1.5%) e ai cambi (+1.6%). In realtà, se si “tirasse fuori” dal fatturato il vermouth Cinzano, il quadro sarebbe meno positivo, con una crescita del 3%, per metà determinata dagli accordi di distribuzione. Anche Campari fa quindi fatica in Italia, presumibilmente anche a causa di una esposizione molto significativa al segmento della ristorazione e nonostante siano stati aggiunti alcuni brand in distribuzione. I margini sono in calo, nonostante si continui a limare il peso delle spese promozionali, per la prima volta scese sotto il 10% delle vendite. Guardiamo i numeri, specificando che questo è l’ultimo anno in cui Campari fornisce il margine industriale e il margine di contribuzione della divisione vino, avendo deciso di cambiare il “segment reporting” dalle divisioni di prodotto alle divisioni geografiche.





