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I risultati delle cooperative vinicole – rapporto Mediobanca 2014

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In questo post pre fine settimana ci concentriamo sui risultati delle cooperative vinicole nel 2013, come riportati dal rapporto Mediobanca pubblicato lo scorso marzo. Due sono le cose che saltano all’occhio in questi numeri: 1) che nel 2013 le cooperative hanno avuto un anno “commercialmente” molto migliore dei precedenti, con una crescita del fatturato del 7% (contro il 6% delle aziende), e un balzo dell’11% delle esportazioni (lo storico tallone d’Achille del settore, contro il +9% realizzato dalle aziende). Il secondo è un ritmo di investimenti che è rimasto sostenuto (contro un calo piuttosto visibile per le aziende, che però avevano investito molto di più nel 2012), che ha determinato un livello di debito stabile (quando invece per le aziende il debito è calato). Infine, le cooperative prese in esame hanno ridotto il personale, -1% a 4373 dipendenti, in controtendenza rispetto all’andamento delle vendite e all’evidenza delle aziende, che invece hanno avuto un leggero incremento della forza lavoro (+0.6%). Passiamo a leggere i numeri.

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I risultati delle aziende e cooperative vinicole italiane 2013 – Rapporto Mediobanca

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Il rapporto di Mediobanca, pubblicato in corrispondenza del Vinitaly, evidenzia gli ottimi risultati ottenuti nel 2013 dalle maggiori cantine italiane, come abbiamo anche noi testimoniato azienda per azienda negli ultimi mesi. Il fatturato è stato spinto dalle esportazioni da un lato (ricordiamo che queste 122 aziende rappresentano il 60% delle esportazioni italiane di vino) e dai prezzi in crescita in Italia, causa l’incremento dei prezzi del vino sfuso. I numeri del 2013 si possono così riassumere: fatturato in crescita del 6%, margine operativo lordo +11%, utile operativo +19%. L’utile netto, meno rappresentativo scende a causa delle componenti non operative. Migliora anche la struttura finanziaria, con un debito in calo in valore assoluto (aiutato anche da una annata magra in termini di investimenti), ma ancora di più in confronto alla generazione di cassa. Il rapporto con il MOL scende a 4.5 volte, il valore più contenuto dal 2006 a questa parte. In conclusione, il 2013 è stata una buona annata per il vino italiano. Il 2014 promette ancora bene, anche se le prime indicazioni sul fatturato di queste aziende sono di una crescita inferiore al 2%: il calo dei costi delle materie prime dovrebbe aver consentito un ulteriore miglioramento dei margini. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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Mezzacorona – risultati e bilancio 2013/14

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I dati 2013/2014 di Mezzacorona ricalcano quelli prodotti da Nosio, analizzati qui la settimana scorsa, con la facilitazione di poter leggere i dati consolidati e di non dover dunque spiegare variazioni nell’area di consolidamento. L’incremento delle vendite del 5% riflette in maniera coerente la performance commerciale della cooperativa. Ricordandovi appunto che è una cooperativa e che quindi non ha nel suo obiettivo l’utile di bilancio ma la remunerazione dei soci, possiamo dire che l’annata è stata positiva per il gruppo perchè è riuscita a mantenere invariata la quota di remunerazione dei soci a 95 euro per quintale per 349mila quintali per quanto riguarda la capogruppo. Si tratta di un valore record in assoluto e stabile in termini unitari, in un momento in cui i prezzi delle uve si sono però contratti: si può dunque dire che la cooperativa offre ai soci una stabilità degli introiti del loro lavoro nel tempo, annullando le fluttuazioni del mercato.

Dall’altro lato, nel 2014 si prevedono volumi molto più bassi. Per la capogruppo le uve conferite sono calate del 20%, per la Cantina di Ala del 15% e in Sicilia del 12%. Sarà dunque sfidante mantenere i livelli di vendite raggiunti nel 2013/14, anche se nella relazione gli amministatori si dichiarano confidenti di riuscire ad aumentare i prezzi di vendita (non da ultimo per l’effetto del super dollaro).

Analizziamo i principali dati insieme.

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Nosio – bilancio 2013/14

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Nel 2013/14 Nosio ha rimesso in ordine le proprie attività, trasferendo in una controllata le attività di produzione di vino sfuso in Sicilia. Ciò ha determinato una serie di effetti sui conti aziendali, che vanno spiegati, dato che Nosio non redige un bilancio consolidato. Rimettendo a posto i numeri l’anno è in crescita del 3% circa in termini di vendite (rispetto al -6% mostrato dai dati di bilancio), con utili presumibilmente in altrettanta leggera crescita. La struttura finanziaria mostra un ulteriore leggero miglioramento, ma soprattutto quello che succede è che avendo trasferito le attività in una partecipazione finanziaria, ne emerge il valore a bilancio di circa 30 milioni, il che porta il valore delle partecipazioni totali a 49 milioni. Con un debito di 51 milioni, se i valori di bilancio sono “corretti” rispetto ai valori di mercato, si può ben dire che Nosio è un’azienda senza debiti…

Infine, come sempre, abbiamo una indicazione indiretta della valorizzazione di Nosio dagli scambi azionari intercorsi tra i soci, pari a 321 euro per azione, il che pongono la valutazione azionaria di Nosio a poco meno di 100 milioni di euro.

Analizziamo insieme i principali dati economici.

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Caviro – risultati 2013

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Il 2013 per Caviro e’ stato un anno di forte accelerazione, sotto tutti i punti di vista. Le vendite estere hanno preso piede, il progetto “superPremium” e’ stato lanciato e ha tra l’altro visto nel 2014 una nuova acquisizione (Cesari a Verona), la remunerazione dei soci e’ cresciuta sia in valore assoluto (dopo anni di declineo) che in termini unitari. Infine, la struttura finanziaria e’ migliorata, in virtu’ dei migliori risultati cui si e’ accompagnato il contenimento del capitale circolante e un minor livello di investimenti. La strategia di Caviro dunque procede e procede nel senso del vino, come avevamo accennato gia’ lo scorso anno, dopo diversi esercizi in cui distillerie e energia avevano assorbito le risorse da dedicare allo sviluppo. Bene, passiamo ai numeri.

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