
Come ogni anno in occasione di Vinitaly Mediobanca Research pubblica l’indagine sul settore vinicolo, “consolidando” il bilancio di tutte le aziende e cooperative che fatturano oltre 25 milioni di euro: sono 140 e rappresentano il 51% e 64% rispettivamente della produzione e delle esportazioni. Ne esce un quadro molto completo, per quanto un po’ ritardato (siamo ai dati 2015, salvo che per le vendite) dello stato di salute dell’industria vinicola italiana. Che, scorrendo i dati è buono. La novità recente non è tanto nelle esportazioni, che sono andate e continuano ad andare bene, quanto nel mercato italiano che finalmente ha cominciato a dare segni di risveglio, soprattutto nel 2016. Cosa è successo dunque ai risultati finanziari delle aziende nel 2015? Le vendite sono cresciute del 5% (e di un altro 5-6% nel 2016, i margini si sono stabilizzati su un buon livello dopo la ripresa degli anni scorsi, gli investimenti restano piuttosto contenuti anche se in leggera ripresa e dunque la “salute finanziaria” migliora ulteriormente con un rapporto tra debito e generazione di cassa in miglioramento (ormai da diversi anni). Gli utili sono dunque in decisa ripresa anche grazie al minor peso di oneri finanziari e fiscali. Un ultimo accenno va fatto all’analisi della produttività nel settore del vino, che è strutturalmente in crescita. Nel 2016 dovremmo vedere un ulteriore miglioramento dei margini grazie al rafforzamento del mercato domestico. Passiamo all’analisi dei dati principali.





