2025


La produzione di vino nel mondo 2025 – prima stima OIV

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OIV ha rilasciato la prima stima di produzione mondiale di vino per il 2025, con una previsione di 228-235 milioni di ettolitri, che nel punto mediano la piazzano circa il 3% sopra il 2024, che però era stato il minimo storico. Ora, forse c’è da essere rincuorati nel leggere questi dati perché è meglio produrre meno, visto l’andamento calante dei consumi. Infatti, con consumi ora stimati intorno a 215 milioni di ettolitri e 25-30m/hl impiegati per altri usi, una produzione di 230 milioni di ettolitri è forse leggermente corta, ma un toccasana per ridurre le scorte e tenere i prezzi.

Come però abbiamo già notato qualche giorno fa commentando le superfici vitate, questa tendenza produttiva calante riguarda molti paesi del mondo, ma non l’Italia, che difatti nel 2025 raggiunge il peso più elevato sul totale (20,4%) da trent’anni a questa parte. Va però specificato che in quegli anni dello scorso millennio il “Nuovo Mondo” era appena nato (Cile, Nuova Zelanda e Australia). La vendemmia italiana con 47 milioni di ettolitri è in linea con i 10 anni precedenti e in ripresa del 7%, e tra i grandi paesi produttori soltanto il Sudafrica si attesta sui livelli storici medi (poi ci sono anche i russi, ma su questi dati non metterei la mano sul fuoco).

Bene, nel post ulteriori commenti, tabelle e grafici. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento agosto 2025

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Agosto è un mese tipicamente poco significativo per le esportazioni di vino, ma quest’anno la variazione negativa (-11% a 482 milioni) è in grado di far perdere 1 punto percentuale alla velocità di crociera, da -1% sul periodo gennaio-luglio a -2% sul periodo gennaio-agosto. Se consideriamo anche la parte finale dello scorso anno e ragioniamo sugli ultimi 12 mesi, siamo ancora sopra dell’1% a 8.034 miliardi di euro, con i vini fermi… fermi e gli spumanti che crescono del 3%.

Tre considerazioni: primo, entriamo nel periodo d’oro degli spumanti, che comunque stanno andando meglio (agosto -5% rispetto al -11% del totale), quindi non disperiamo; secondo, se l’Italia piange, gli altri non ridono. Lo abbiamo visto nel post recente sulle esportazioni mondiali dei primi 6 mesi; lo possiamo vedere oggi con i dati della Francia, anch’essa a +1% sull’anno mobile con un -16% ad agosto. Terzo, tutti punteranno il dito sul -30% registrato dagli USA in agosto. Guardiamo, per piacere, ai dati annuali, dove gli USA sono a +3% contro il +1% generale, e anche ai primi 8 mesi, dove sono a -3% contro il -2% generale.

Bene, fatte queste considerazioni, passiamo a un’analisi più dettagliata. Nel resto del post, tutte le tabelle di dettaglio.

 

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Australia – produzione di vino 2025

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Oggi vi propongo il post sulla produzione di vino 2025 dell’Australia, fatto da ChatGPT5.0, che trovo scritto bene e in modo completo, certamente meglio di quello che avrei potuto fare io. Si tratta di un test, ma non è detto che possa diventare la norma per alcune tipologie di commento di dati “poco fantasiosi” e “poco tecnici” come lo sono questi. Dall’altra parte, la cura delle tabelle e dei grafici resta un’attività puramente manuale e fatta direttamente per assicurare la robustezza dei dati.

Un ultimo commento: la readership del blog sta crollando, a mio avviso anche per il forte incremento dell’intelligenza artificiale. Che l’intelligenza artificiale legga se stessa dunque!

1. Contesto generale e dinamiche recenti

L’industria vinicola australiana, dopo un periodo di forti oscillazioni dovute sia a fattori climatici sia a questioni commerciali internazionali (in particolare con la Cina), mostra nel 2025 segnali di stabilizzazione e parziale ripresa. I dati più recenti rivelano un lieve miglioramento dei prezzi delle uve e un contenuto aumento del valore della produzione, dopo il rallentamento osservato tra il 2022 e il 2024.

Nel 2025 il prezzo medio delle uve si attesta a circa 723 AUD/tonnellata, in linea con l’anno precedente ma superiore del 37% rispetto al livello medio del 2016 (526 AUD). Parallelamente, il valore totale della produzione raggiunge 1.131 milioni di AUD, segnando un +12% rispetto al 2024 e riportandosi sui livelli di medio periodo, anche se ancora lontano dal picco eccezionale del 2021 (1.564 milioni di AUD). Questo indica che il comparto ha ritrovato una base di equilibrio, con margini più contenuti ma sostenibili.

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Spagna – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2025

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Nel primo semestre 2025 le esportazioni di vino spagnolo hanno registrato una leggera contrazione a 1482 milioni di euro, in calo dell’1.8% rispetto ai 1509 milioni dello stesso periodo del 2024. Si tratta di una correzione allineata a quanto successo nel resto del mondo, che stimiamo aver registrato un calo dell’1% circa e che affronteremo una volta che la Francia rende disponibili i dati. Come vedremo nel seguito del post, le sono state particolarmente deboli nel segmento dei vini fermi in bottiglia, calati del 4.5%, mentre sono in leggera crescita sia le esportazioni di spumanti (+1%), che quelle di vini sfusi (+3%).

I volumi sono calati in modo più marcato da 10.8 milioni di ettolitri a 10.45 milioni, -3%. Il prezzo medio è rimasto sostanzialmente stabile a 1.4 euro al litro, un livello che ricordiamo essere tra i più contenuti nel panorama mondiale delle esportazioni.

Fonte dei dati e delle tabelle: dogane spagnole

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AdVini – risultati primo semestre 2025

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La società francese ha chiuso i conti del primo semestre 2025 con un calo del 4% dei ricavi a 131,6 milioni di euro, ma con un incremento del MOL (EBITDA) del 9% a 9,8 milioni di euro, per un margine sulle vendite del 7,4%, rispetto al 6,5% del primo semestre 2024 e del 6,4% della media dei sette anni precedenti.

Il management ha quindi confermato il buon lavoro fatto nella ristrutturazione della base dei costi, almeno a livello operativo. Infatti, grazie anche ai minori investimenti, il cash flow è salito a 2 milioni di euro, segnando il terzo trimestre consecutivo di generazione di cassa netta, nonostante la società abbia registrato una leggera perdita in termini di utile netto, a -0,6 milioni di euro rispetto a -2,6 milioni di euro del primo semestre del 2024. Il magazzino è sceso di 4 milioni di euro, ossia di 7 giorni rispetto ai dati di un anno fa.

Inoltre, il debito netto è sceso di circa 15 milioni di euro a 160 milioni, piuttosto stabile rispetto ai livelli di fine 2024 (di circa 158 milioni di euro), comunque piuttosto elevati. Infatti, in rapporto al capitale proprio, il debito è pari al 217% (dal 222% del primo semestre 2024). Il debito/MOL rolling a 12 mesi è quindi sceso a 8,3 volte, abbastanza in linea con il dato medio di 8,9x degli ultimi sette anni considerando le semestrali e del 8,5x considerando diati di fine anno.

L’analisi prosegue con grafici e tabella riassuntiva.

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