2025


I prezzi all’origine del vino – aggiornamento 2025 – dati ISMEA

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In un mercato del vino “bloccato” sia sul fronte delle vendite domestiche sia, ancora più evidente, delle esportazioni, i dati che pubblichiamo oggi sui prezzi all’origine del vino (fonte: ISMEA Mercati) non sono certo una sorpresa. Anzi, forse è una sorpresa che l’andamento non sia più negativo del -2% medio annuo (-4% se prendiamo dicembre 2025 su dicembre 2024).

Si notano, soprattutto nel confronto tra l’uscita di dicembre 2025 e quella di dicembre 2024, le ripercussioni del calo dei consumi dei vini rossi, con i loro prezzi tra -3% e -4% in tutte le categorie, mentre i vini bianchi presentano un andamento migliore (salvo che per i vini comuni). Si nota un andamento più negativo dei vini comuni rispetto alle categorie superiori (anche se con valori indici più elevati, frutto delle tendenze passate), pari a -8% contro -2/3%, a seguito del calo dei consumi in volume dei vini meno pregiati.

Si osserva, per il secondo anno consecutivo, un calo dei prezzi di alcuni grandi vini rossi, come il Barolo e il Barbaresco, forse più che altri: vedremo se questa tendenza si trasferirà sui prezzi dei vini.

Passiamo a un’analisi dettagliata, con tutti i grafici e le tabelle complete per denominazione incluse nel post (sottolineature in grassetto a cura di Perplexity; testo del post 100% umano).

Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri.

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La valutazione delle aziende vinicole quotate – aggiornamento 2026

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Oggi parliamo di valutazioni e dell’andamento in borsa delle aziende vinicole quotate, con l’aggiornamento dei multipli di valutazione all’anno corrente (2026) e al prossimo, quasi mantenendo il campione dell’anno precedente, aggiungendo Sula Vineyards. Tutti i dati sono stati estratti il 17 gennaio 2026.

Il 2025 è stato un anno molto difficile per le aziende vinicole quotate in borsa. L’anno è stato segnato da un paio di grossi profit warning, quello di Constellation Brands (a inizio settembre) e quello “doppio” di Treasury Wine Estates (a ottobre e poi a dicembre).

L’andamento borsistico è stato quindi molto negativo, -8% in media, soprattutto considerando l’anno “d’oro” delle borse che sono cresciute di oltre il 20%. Questo si è tradotto anche in una riduzione delle valutazioni delle aziende. Giusto per fare un paio di esempi, l’anno scorso, di questi tempi, TWE trattava a 11 volte l’EBITDA, mentre oggi vale 9x. Concha y Toro è passata da 8x a 7x e, in Italia, Italian Wine Brands è calata da 6.5x a 5.5x attualmente. Invece, la stabilizzazione del mercato ha aiutato le aziende della Champagne a stabilizzare i propri multipli di valutazione.

Ma passiamo a un’analisi più dettagliata con ulteriori grafici, la tabella riassuntiva e una spiegazione del significato di questi multipli.

 

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I marchi italiani del vino nella classifica Liv-Ex – aggiornamento 2025

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Dopo aver analizzato la classifica generale qualche giorno fa, affrontiamo più in dettaglio l’andamento dei marchi italiani. Diciamo che l’Italia è stata anche nel 2025 un segmento “virtuoso” nella classifica, frutto del prezzo più moderato dei nostri vini, che in questo momento sono più appetibili (ossia, essendo cresciuti meno in passato, non si ha la sensazione di comprare qualcosa che si svaluterà). Anche se il numero di etichette in classifica scende da 22 a 20 (e abbiamo solo un marchio nella top 10, contro i due dell’anno scorso), il prezzo medio non cala.

Diciamo che San Guido/Sassicaia e Gaja sono, in questa classifica, i punti di riferimento del vino italiano. Prezzi medio/moderati (poco sotto 2000 sterline), pochi segni “meno” nell’andamento storico dei prezzi (Gaja neanche uno!).

La seconda considerazione importante è che i vini toscani sono andati decisamente meglio di quelli piemontesi. Sono nove vini per regione: i primi sono cresciuti mediamente dell’1,5%; i secondi sono calati mediamente del 2,4%. I nomi? Bartolo Mascarello -7%, Roagna -6%, Bruno Giacosa e Giacomo Conterno -5%.

Bene. Fatta questa premessa, passiamo all’analisi dettagliata, ricordandovi che tutti i numeri (anche quelli degli anni scorsi) sono disponibili nella sezione Solonumeri.

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Le prospettive del settore del vino europeo al 2035 – fonte: Unione Europea

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L’Unione Europea ha prodotto un documento sulle prospettive del mercato agricolo europeo (lo trovate a questo indirizzo), con una paginetta dedicata al settore del vino.

Il documento contiene una serie di numeri interessanti sulle vendite di vino nella EU per tipologia (che a sua volta derivano dall’ “ Euromonitor International, Alcoholic Drinks 2025 industry edition”) e di cui includiamo i dati, ma anche la stima dell’evoluzione dei consumi di vino di qui al 2035, elaborato dall’ufficio studi dell’Unione direttamente.

Nel resto del post le principali conclusioni e la traduzione in italiano del testo relativo al vino nel documento (e grazie a ChatGPT per avermi tradotto i grafici in numeri, pur mettendoci più di un’ora).

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento ottobre 2025

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Le esportazioni di vino in ottobre calano del 6% e portano il saldo da inizio anno vicino al -3%. Si tratta di un cambio di passo in negativo, nel senso che nella stagione di picco dei vini spumanti, sono proprio gli spumanti ad appesantire il bilancio, con un calo mensile del 7.6%. Va anche detto che gran parte del calo è legato all’andamento del mercato USA e Canada, che insieme hanno perso 40 milioni di export dei 54 persi in totale. Tale andamento era nelle attese di tutti (dopo un esuberante inizio d’anno) e, se vogliamo, è mal comune con i nostri cugini francesi: da inizio anno le loro esportazioni sono in calo del 2.5%, essenzialmente uguale al nostro -2.7%, con la leggera differenza che loro hanno avuto una estate pessima e noi stiamo avendo un autunno negativo (quando loro sono vicini alla parità).

Come vedete nel post, sto gradualmente “trasferendo” i grafici del vecchio set di dati ISTAT sul nuovo: abbiate pazienza, con il tempo, un’oretta per volta, si tornerà ai vecchi standard.

Il commento con tutti i dati e le tabelle è nel corpo del post.

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