Esportazioni


Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2020

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Come per lo Champagne, anche il vino Cava ha subito pesantemente la crisi COVID, segnando un calo del commercializzato 2020 del 14% a 215 milioni di bottiglie. Non abbiamo come per lo Champagne i dati a valore ma siamo su livelli non troppo distanti (circa -18% per lo Champagne). In confronto il nostro Prosecco con il suo -3% (in valore) ha fatto un figurone. Il Cava in realtà sarebbe anche andato un po’ meglio se non per la vera debacle del mercato domestico, calato del 25%, perchè il -6% dell’Europa e il -11% del resto del mondo sono perfettamente in linea con quanto ci si poteva attendere, visti i tempi e visto che il prodotto, comunque, non aveva un forte abbrivio come il Prosecco. Anche per gli spagnoli, i mercati scandinavi sono stati fonte di soddisfazione, mentre è sorprendente e positivo il leggero recupero messo a segno nel mercato inglese dopo la vera e propria debacle degli ultimi anni. Sperando che il grafico animato di sopra sia di vostro gradimento, passerei a qualche dato di dettaglio, anche relativo alla denominazione.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2020

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I numeri 2020 dello Champagne parlano di un calo del 17-18% sia in volume che in valore (4.2 miliardi di euro). Come abbiamo già commentato in passato, i dati sono un po’ più negativi in Francia (dove i volumi sono calati del 20% circa, e a farne le spese sono state le cooperative) che non nel resto del mondo. Al contrario, i mercati che negli ultimi hanno sono stati più positivi (Regno Unito, Stati Uniti e Giappone) sono anche quelli che hanno subito il maggior contraccolpo durante l’anno della pandemia. Ci sono dall’altra parte alcune eccezioni positive come la “resistenza” del mercato belga (uno dei meno sofisticati in termini di qualità del prodotto spedito), del mercato cinese dove i vini spumanti non sono proprio di casa, dei mercati scandinavi e addirittura la crescita di quello australiano diventato il settimo più importante (esclusa la Francia). Bene, fatta questa premessa passiamo a fare qualche considerazione di dettaglio, dando anche qualche numero sulla filiera e sulla produzione.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2021

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Sebbene sia rimasto un mese negativo (-4%), Febbraio ha contribuito a ridurre il forte calo di gennaio e a portare il dato dei primi 3 mesi a -13%. I dati restano molto volatili, influenzati pesantemente dalle dinamiche del COVID e dalle basi di comparazione. Va notato il buon risultato dei vini spumanti stabili nel mese e di alcuni paesi, soprattutto europei, che stanno mantenendosi su cali limitati. Il mercato nord americano resta molto negativo. Il “passo” degli ultimi 12 mesi è -5%. A partire dal prossimo mese di marzo sarà il caso di ipotizzare un confronto non più con il 2020 ma con il 2019 per cercare una base di comparazione più normale, ma è presto per parlarne. Passiamo a un’analisi più dettagliata, con tutte le tabelle nel resto del post.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2020

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Fonte: inumeridelvino.it su dati doganali, UN Comtrade e OIV

Quest’anno fare questo post ha richiesto una fatica superiore agli anni passati. La pandemia sta pesantemente ritardando la contribuzione dei dati di alcuni paesi, soprattutto dell’America Latina ma anche dell’Australia. La ricostruzione è comunque completata grazie al dato fornito da OIV su questi paesi. Dunque il trade mondiale di vino 2020 è stato colpito pesantemente dalla pandemia. Gli 11 paesi qui recensiti, che sono i primi produttori mondiali, hanno visto un calo del 6% delle esportazioni a valore, da 28 a 26.3 miliardi di euro e una riduzione di circa il 2% del volume esportato, da 93.8 a 92.4 milioni di ettolitri. Il grafico animato di Fluorish qui sopra vi fa vedere che cosa è successo negli ultimi anni. L’Italia va peggio nei periodi buoni e resiste meglio durante la crisi, per trarre la conclusione più importante. Il 2020 è stato un anno difficile soprattutto per Francia, Cile, Australia, Germania e Sud Africa. Diciamo che una seconda chiave di lettura importante è quella relativa ai dazi doganali, che hanno colpito la maggior parte dei paesi (ma non l’Italia) nel più importante mercato del mondo, gli USA, mentre gli australiani si stanno beccando una lecca non indifferente dai dazi ad-hoc che la Cina gli ha applicato. L’Italia dunque tocca il suo picco di quota di mercato tra questi paesi, al 24% del totale, con un calo limitato al 2% nel 2020 e una crescita annua del 3% sui 5 anni, contro il +1% totale (che è anche il dato della Francia). Passiamo a commentare qualche dato di dettaglio, sempre ricordandovi che i dati sono disponibili anche nella sezione Solonumeri.

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Portogallo – esportazioni di vino 2020

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Fonte: UN Comtrade

Il Portogallo ha registrato una delle migliori performance tra i grandi esportatori nel settore del vino nel 2020, l’unico in crescita a occhio insieme alla Nuova Zelanda. L’origine di questo incremento del 3% del valore esportato (contro un calo medio intorno al 5% nel mondo) e del 5% del volume (rispetto a volumi stabili) è nell’andamento eccellente del prodotto portoghese nel mercato inglese e, a differenza di quasi tutti gli altri paesi, nel mercato brasiliano, che per il Portogallo è diventato nel giro di pochi anni la quarta destinazione, dopo la Francia (dove sono appassionati di Porto), gli USA e il Regno Unito appunto. Il Portogallo si conferma dunque l’ottavo esportatore mondiale di vino. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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